Perseverare non è diabolico (quando si fa impresa)

2545
costanza impresa
L'imprenditrice Mariarita Costanza

La resilienza è un modo di essere, lavorare, vivere. Ed è la cifra distintiva di chi fa ricerca e impresa con successo.

Provare, riprovare, provare di nuovo e alla fine farcela. È quanto ha fatto Madeleine L’Engle per 26 volte, provando a presentare il suo romanzo Nelle pieghe del tempo, ad altrettanti editori differenti, venendo però respinta perché il testo era troppo “particolare”. Peccato che quello stesso libro, pubblicato col 27° editore nel 1963, sarebbe diventato un bestseller vincitore di premi mondiali e candidato all’Hans Christian Andersen Award, il massimo riconoscimento internazionale assegnato a un autore di libri per bambini.

Il romanzo esordisce con quella frase che è diventata elemento distintivo nella rievocazione delle storie: “Era una notte buia e tempestosa”, un’allusione all’incipit del romanzo Paul Clifford del 1830, e racconta la storia di una ragazza di 14 anni che, insieme alla sua famiglia di scienziati, vaga nelle galassie con il tesseratto, strumento in grado di piegare in un certo senso il tempo spazio e lo spazio.

Crederci sempre, arrendersi mai, proprio come ha fatto L’Engle. Un approccio al lavoro e alla vita che diventa manifesto programmatico della resilienza, oggi essenziale per affrontare le tempeste che stiamo vivendo, accelerate dalla pandemia.
dyson resilienza
© Adrian Sherratt –
James Dyson

Quel “crederci sempre” si ritrova per 5.127 volte anche nell’incredibile storia di James Dyson, designer e ingegnere britannico, conosciuto come l’inventore del primo aspirapolvere senza sacchetto. Perché tanti sono stati i prototipi realizzati in 5 anni da Dyson: dopo migliaia di tentativi andati a vuoto è riuscito a mettere in commercio il primo modello funzionante. L’ha chiamato Dual Cyclone perché lavora sul principio del ciclone. Oggi Dyson è tra i 300 uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di oltre 5 miliardi di dollari. Chi la dura la vince, si potrebbe dire.

Non posso che pensare alla storia di un’imprenditrice pugliese che per resilienza batte tutti. Si chiama Mariarita Costanza e insieme a suo marito Nicola Lavenuta ha fondato 21 anni fa Macnil, impresa hi-tech pugliese proprietaria del marchio automotive GT Alarm, produttore di sistemi IoT e antifurti satellitari per le auto. Da fine gennaio 2022 l’intera proprietà dell’azienda è stata riacquisita al 100% del capitale dai due imprenditori gravinesi.

Oggi la Macnil è una tra le prime aziende in Italia leader nell’Internet of Things e una forte declinazione al mondo automotive, partner di importanti brand automobilistici mondiali. L’azienda ha un fatturato di circa 7 milioni di euro e conta 70 dipendenti, di cui 50 nell’headquarter di Gravina in Puglia (Ba), dove si fa anche tanta ricerca e sviluppo.

Un paio di anni fa, in un’intervista che le ho fatto per il Sole24Ore, Mariarita mi ha detto: «Bisogna avere pazienza per scalare il mercato. Il seme per crescere nel terreno ha bisogno di tempo». Prendersi il proprio tempo, essere costanti. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. E alla fine farcela per davvero.

Tratto da Millionaire di marzo 2022.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteInsoore chiude un round da 5,5 milioni di euro. “Così è nata la community che interviene in caso di incidenti”
Prossimo articolo«La mia piattaforma per il talento dei migranti»
Giornalista, nel 2010 ha fondato www.wwworkers.it community che aggrega migliaia di lavoratori della rete. Ha scritto il libro Wwworkers, edito da Gruppo24Ore

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.