Riccardo Luna: «La Silicon Valley è il luogo dove tutto è possibile»

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Racconta il futuro meglio di ogni altro. Ha fondato e diretto Wired Italia, la Bibbia della Rivoluzione digitale, facendo scelte straordinarie come quella di pubblicare sulla copertina del primo numero la scienziata centenaria Rita Levi Montalcini. Nel 2009, Riccardo Luna ha candidato Internet (che allora sembrava il più grande strumento per migliorare il mondo) a Nobel per la pace. Due anni dopo, la sua ultima copertina di Wired era proprio dedicata alla Silicon Valley e il suo ultimo messaggio da direttore diceva: «Salite su un aereo e andateci subito se volete costruire il futuro». Poi con David Casalini ha fondato StartupItalia. E oggi dirige l’Agi (Agenzia Italia).

Riccardo Luna ha occhi innamorati del nuovo, il rigore scientifico di pochi e passione per le storie. Ha firmato una delle pagine più belle di un manuale da 380 pagine: la prefazione del nostro libro Silicon Valley. Sogna credici realizza. Che finisce così:

«La Silicon Valley nell’immaginario globale ha cambiato campo. È il quartier generale dei cattivi, di quelli che vogliono comandare il mondo senza farsi scrupoli, dei dittatori dell’algoritmo, di coloro che sfruttano i nostri dati su piattaforme che hanno messo in crisi le nostre democrazie. Tutto qui? No, la Silicon Valley è molto di più. È ancora oggi un luogo dove tutto è possibile. Dove il talento viene prima del resto. Dove, se sai lottare, i soldi non sono un problema (…). E dove c’è, e respiri ovunque, una cosa che altrove sembra scomparsa, perduta per sempre: l’ottimismo».

 

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