Slack si prepara a sbarcare in Borsa

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Stewart Butterfield

Slack, la società americana per le chat di lavoro, si prepara a sbarcare in Borsa. Lo scorso lunedì ha presentato la documentazione per la quotazione alla Sec, l’equivalente della Consob negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Bloomberg, non utilizzerà una convenzionale Ipo (offerta pubblica iniziale) ma procederà alla vendita diretta delle sue azioni agli investitori. Dopo l’ultimo round di finanziamento da 427 milioni, lo scorso agosto, la società è stata valutata 7,1 miliardi di dollari. La raccolta totale ammonta a circa 1,2 miliardi.

“Ho inventato Slack quasi per caso”

L’azienda, che ha sviluppato un software di collaborazione e chat aziendale che permette di lavorare in team facendo a meno delle email, è nata nel 2013. «Nella creazione di Slack buona parte è dovuta alla fortuna» ha raccontato Stewart Butterfield, 45 anni, canadese, imprenditore seriale, co-founder di Flickr. Stava lavorando allo sviluppo di un gioco online quando si è reso conto che il suo team, sparso tra Vancouver, New York e San Francisco, era sommerso di email, messaggi e scambi di file. Ha pensato così di creare un’app che consentisse, in un unico spazio, di messaggiare, scambiarsi file e creare un archivio.

Com’è finita? Il gioco online non ha avuto successo ed è stato sospeso, mentre Slack sta facendo il botto. Nel 2014, alla prima settimana dal lancio, contava già 120mila utenti giornalieri. Dopo un anno di attività la società è stata valutata 1,2 miliardi di dollari: la startup con a più rapida crescita di sempre. Oggi Slack ha 10 milioni di utenti giornalieri, in società come Samsung, Intuit e Washington Post, 1000 dipendenti e un fatturato di oltre 220 milioni.

 

Slack, la migliore startup del 2015, nasce da un fallimento

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