5 consigli per fare impresa in Italia (senza essere pazzi)

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C’è gente che è tanto pazza da restare in Italia e fare impresa, nonostante l’esagerato costo del lavoro, le tasse esorbitanti, i profitti al di sotto degli investimenti.

Le loro storie sono raccolte in un libro che l’aggettivo folle (mad in inglese) ce l’ha nel titolo: Mad In Italy. Quindici consigli per fare business in Italia. Nonostante l’Italia (Rizzoli Etas, 18 euro). Autori due pubblicitari senesi under 40, Giampiero Cito e Antonio Paolo, che oltre al libro, hanno realizzato un sito per spingere gli italiani a fare business nel loro Paese.

Estrapoliamo dal libro 5 consigli per intraprendere in Italia senza essere giudicati pazzi:

1. Scegli la novità. Nell’oceano dell’innovazione si nuota da soli, liberi dalla concorrenza. Come sosteneva Giuseppe Verdi: «Copiare il vero è buona cosa, ma inventare il vero è molto meglio».

2. Hai un idea? Mettila alla prova. Franco Valentini, Ceo di Selea, azienda di tecnologia, è riuscito a competere con i giganti dell’elettronica. Come? «Ho creato un elenco di amanti della tecnologia. Li ho contatti e ho fornito loro un corso gratuito per l’utilizzo della mia videocamera» spiega nel libro.

3. Non avere paura. Nel libro la storia della birra Moretti che nacque nel 1860 nel pieno delle Guerre d’indipendenza. Il fondatore, incurante del conflitto, investì nei macchinari migliori. Risultato: una birra con cui tutti brindarono la nascita dell’Italia.

4. Trova il sistema per fare impresa. Enrico Mattei, fondatore dell’Eni diceva: «Le relazioni sono più importanti dei singoli elementi che le determinano. Bisogna aprire agli altri il proprio progetto d’impresa, stimolare la partecipazione di tutti gli interlocutori, confrontarsi con i competitor».

5. I problemi sono opportunità. Danilo Ragona, da 13 anni vive su una sedia a rotelle. Qualche tempo fa ha realizzato una carrozzina di alto design, Able to Enjoy, premiata con il Compasso d’oro: «Da qualcosa di difficile e doloroso ho tirato fuori un’idea vincente e moderna» spiega.

Insomma, fare impresa altrove può essere più facile, ma restare in Italia dà una soddisfazione in più. Un Paese che, malgrado tutto, rimane pieno di attrattive e opportunità.

INFO: http://madinitaly.mettiamocilatesta.it/

Questo è un estratto dell’articolo di Lucia Ingrosso, pubblicato su Millionaire di dicembre 2012.

 E tu perché pensi che valga la pena restare in Italia per fare impresa? Commenta qui!

 Redazione

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