Baka, il campione ipovedente che corre più veloce di tutti

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Un evento sensazionale ha illuminato la notte di Rio de Janeiro. Nelle Paralimpiadi, in corso di svolgimento nella metropoli brasiliana, il corridore algerino Abdellatif Baka, che ha gareggiato nei 1.500 metri per gli atleti ipovedenti, ha conseguito la prima medaglia d’oro nella competizione per l’Algeria. Ma la notizia più eclatante è che ha realizzato un tempo sensazionale, facendo registrare il record del mondo e superando anche il tempo dello statunitense Matthew Centrowitz, che un mese fa ha vinto l’oro nei giochi Olimpici nella stessa disciplina.

Quello che è accaduto la scorsa notte in Brasile ha entusiasmato il mondo sportivo ma non solo. L’atleta algerino 22enne Abdellatif Baka, vincendo i 1.500 metri nella categoria T13, riservata ad atleti con deficit visivo (ma senza guida, prevista invece per la T11 e la T12), ha azzerato le differenze tra atleti normodotati e quelli che stanno partecipando alle Paralimpiadi, riservate agli sportivi disabili. Non solo. Le ha proprio ribaltate, facendo anche meglio di due secondi del suo collega normodotato Centrowitz, che si è aggiudicato la medaglia d’oro di specialità alle Olimpiadi del mese scorso. E Baka è in buona compagnia. Infatti non solo lui ma i primi 4 classificati della gara di ieri hanno fatto registrare un tempo inferiore ai 3 minuti e 50 secondi che Centrowitz ha impiegato per correre i 1.500 metri. Baka ha realizzato il tempo di 3:48.29, il secondo classificato, l’etiope Tamiru Demisse 3:48.49; terzo il keniano Henry Kirwa 3:49.59 e quarto il fratello del vincitore, Fouad Baka con un tempo di 3 minuti, 49 secondi e 84 centesimi. Gioia immensa per Baka, ma forse anche un po’ di rimpianto visto che il suo tempo, a conti fatti, gli avrebbe dato l’oro anche nella finale per i normodotati. Vero è che la gara vinta in agosto da Centrowitz è stata la finale più lenta sulla distanza dal 1932, dato che l’americano ha chiuso in 3’50”00 una finale in cui si entrava con 3’40”. Ha vinto con un tempo che non sarebbe bastato nemmeno per qualificarsi alla semifinale. Ma Baka ha detto: «Peccato non esserci stato ad agosto». Come dargli torto?

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Quello di Baka non è il primo caso di atleta paralimpico che supera i normodotati. Il tedesco Markus Rehm, infatti, amputato a una gamba all’età di 14 anni, è campione di salto in lungo. Ha un record personale di 8 metri e 40, record del mondo nella categoria T44. Con questa misura sarebbe stato oro olimpico a Londra e a Rio. Rehm aveva il minimo per andare ai Giochi con i normodotati ma la Iaaf, (Federazione mondiale di atletica leggera) gliel’ha impedito.

Anche in Italia c’è un caso del genere. Il 15enne Raffaele Di Maggio,dalla nascita è affetto da un deficit intellettivo-relazionale, a cui si somma una forte dislessia. Legge e scrive con difficoltà, è scoordinato in alcuni movimenti. Ma corre più veloce del vento. Ai campionati del mondo Inas per le persone con disabilità intellettiva ha vinto i 60 metri piani in 7”11. È il record italiano tra i cadetti: tutti, normodotati compresi. No limits.

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