Come rifarsi una vita a 40 anni

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Ci scrivono tanti quarantenni che sognano o provano a cambiare vita. Molte delle loro storie le abbiamo raccontate in questi mesi.

Ma come si fa a rivoluzionare la propria vita a quarant’anni? Lo abbiamo chiesto a David Papini, 48enne fiorentino, coach e consulente aziendale. A 35 anni ha mollato un posto da manager presso la Mondadori per assecondare la sua passione per la formazione.

Come si ci rimette in gioco a 40 anni?

Si parte facendosi delle domande. Ogni rivoluzione presuppone un cambiamento di mentalità. Insomma, chiederti se vuoi essere felice o meno, avere un lavoro che ti motivi, che ti faccia alzare la mattina con la voglia di fare. E non passare da un lavoro che ti occupa una giornata a un altro. E poi lavorare in prospettiva: chiedersi come ti vedi tra dieci anni. Se ti immagini altrove, allora è il momento di assecondare la tua voglia di fare cose nuove».

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40 anni, quali sono i punti forti e deboli su cui lavorare?

Stai invecchiando e ti accorgi di essere sempre più simile ai tuoi genitori. Allora torni al passato e puoi decidere se rimuginarci sopra o meno. Il pericolo è guardare troppo all’indietro e fermarsi. Ma un ritorno al passato si tramuta in un punto forte se ti indica la necessità di cambiare strada. Poi hai maturato esperienza: il passato ti dice che ci sei arrivato a quarant’anni, facendo cose giuste o sbagliate. Ma comunque ci sei arrivato, malgrado tutto. Questo dovrebbe rassicurarti in un certo senso».

Quali gli ostacoli da superare per cambiare?

[blockquote align=”center” variation=”blue”]Sono due principalmente: la vergogna e la paura. Molti si vergognano del fatto di stare invecchiando, altri di non avere soldi per pagare un mutuo, altri di aver perso il lavoro. La vergogna nasce dal confronto con gli altri: ti dice quanto sei uguale a un modello sociale prestabilito. Allo stesso tempo, ti permette di criticare quello stesso modello se, in fondo, non ti soddisfa. Insomma: “vuoi continuare a fare lo stesso lavoro che odi con il rischio di odiare la tua vita?” Nella vita ce la fa chi accetta di non essere sempre all’altezza, chi accetta anche di vergognarsi.

E poi c’è la paura che funziona da stabilizzatore e può frenarti: “Come faccio a pagare il mutuo se lascio il lavoro?”. In realtà, va affrontata diversamente: la paura ti racconta le cose che per te hanno realmente valore. E quando ti accorgi di averla, è il momento di ascoltarla e cambiare».[/blockquote]

Come ritrovare la fiducia in se stessi?

Cercando un aiuto negli altri, affidandosi a qualcuno (un amico, un team di persone, un coach…) capace di cogliere il tuo potenziale. Se tu stai cambiando è perché stai diventando una cosa diversa da quella che eri. C’è bisogno di una persona che ti racconti ciò che tu non riesci a vedere, che ti aiuti a “uscire dalla cornice”. Che ti dia un passaggio in auto, in un certo senso. Puoi aiutarti nel trasporto, ma la direzione sei sempre tu a deciderla».

INFO: http://alzaia.net/?lang=it

Giancarlo Donadio

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5 Commenti

  1. Si Ok, ma uno che a 35 anni ha lasciato un posto da manager, un pò di soldini ce li aveva o no? Non è che ci voglia grande coraggio per uno che esce con una liquidazione milionaria!

    • Tutti i giorni sento che non è neanche un paese per giovani.
      E’ più probabile, forse, che sia un paese per chi ha voglia di fare ?
      Di migliorarsi ? Di mettersi in gioco ? Di buttarsi e rischiare ?
      Saluti

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