Da fattorino a editore: la storia di Enrico Flacowski

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Fattorino, commesso, montatore di video, digital strategist, editore. Enrico Flaccovio (ohps, Flacowski), siciliano di 37 anni, ama le sfide. E legge Millionaire da quando era ragazzino. Dopo aver studiato e lavorato a Milano, è tornato in Sicilia.

Com’è stato lavorare nella casa editrice di famiglia?

«Ho rinnovato molto la DF, in termini di comunicazione e gestione del team. Ho ottimizzato il lavoro, gratificato le persone e “importato” dal Nord il briefing! Ho studiato molto e avviato il restyling dell’e-commerce, ho ripulito l’e-mail marketing, aperto un blog e una pagina Facebook. Grandi soddisfazioni: ero talent scout, art director, digital strategist, event manager, publisher. Ho aperto una nuova collana, la Web Book, che ha sfornato talenti oggi molto famosi. Lavoravo ininterrottamente fino a 17 ore al giorno, week-end compresi. Era tutto sulle mie spalle, ma troppo spesso non mi sentivo libero di agire. Nell’ultimo periodo non potevo più fare un passo che venivo interrotto. Così ho deciso di prendere la mia strada, anche se non sapevo quale fosse».

E ora cambi nome e azienda, ma non settore.

«Flacowski è il nuovo cognome che uso sui social per distinguermi dall’azienda in cui ho lavorato per anni. Il giorno dopo il mio licenziamento avevo già in mente di aprire questa casa editrice, ci ho lavorato per mesi e mesi. Nel frattempo sono diventato digital strategist per due aziende e social media manager di un ristorante. Pubblicare libri con Flacowski è per me passione pura, non è un lavoro (anche se lo è). Voglio pubblicare titoli impossibili. Se per un editore un libro è poco vendibile perché ha un titolo troppo strano o perché è troppo di nicchia, allora è perfetto per me».

Quali libri entreranno nel catalogo di Flacowski?

«Ho scelto di pubblicare libri di web marketing e comunicazione, perché è la mia passione e perché in questi anni sono diventato famoso in questo ambito. La mia linea editoriale dipende dal mercato. Nell’ultimo anno questa categoria è degenerata un po’. Io voglio rigenerarla, così come ho fatto qualche anno fa con la mia prima collana. Titoli imprevedibili e utili, con copertine diverse dalla massa; “mucche viola” per intenderci».

Il primo spiega come conquistare il Web grazie a Machiavelli?

«Esatto. Si intitola Il Principe digitale di Machiavelli non perdona, ma il titolo potrebbe cambiare all’ultimo momento, scelto dai lettori. Lo ha scritto Andrea Alfieri, fondatore della SQcuola di Blog a Parma, che illustra nel dettaglio come conquistare un principato digitale, un esercito che ti ascolti e un popolo che ti ami. È prenotabile sul sito http://www.flacowski.com/ fino al 3 settembre».

Editoria: famola strana. In che cosa Flacowski è differente?

«Ho scelto di dire no alle librerie. La vendita dei libri è per il 70% veicolata dall’online. Quindi niente librerie, Amazon inclusa. Se vuoi un mio libro, o lo prendi nel mio sito entro la data di deadline del crowdfunding o niente. Pongo un obiettivo basso di “raccolta fondi”, facilmente raggiungibile. Ma il mio non è un marketplace in cui chiunque può aprire un progetto di crowdfunding. Sono io a scegliere il libro e ad aprire il progetto. L’autore deve firmare il contratto di edizione e scrivere il libro, al resto penso io. L’altro “no” di Flacowski è agli e-book: il digitale vende solo il 10% rispetto ai libri di carta, il gioco non vale la candela, soprattutto considerando la pirateria».

La promozione avviene grazie ai funnel (vedere articolo su Millionaire in edicola). Ci racconti la tua strategia?

«Al lancio, apro una landing page da cui gli utenti possono scaricare le prime pagine del libro. Dopo qualche giorno, invio loro un’e-mail chiedendo di aiutarmi a scegliere il titolo. Dopo una settimana, invio un altro capitolo chiedendo che cosa ne pensano. Dopo qualche giorno chiedo, sempre via e-mail, di scrivere un capitolo mancante. In termini tecnici, si chiama proprio funneling».

Il tuo messaggio ai lettori?

«Con la passione e il digital si possono ottenere risultati, è inutile piangersi addosso se non si coltivano passioni e non si impara a usare il web marketing».

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