Da Napster a Facebook, la vita a 100/h di Sean Parker

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Come la trama di un film la storia (giovane) di uno degli imprenditori più brillanti della Sillicon Valley: Sean Parker, 33 anni di vita geniale e sregolata.

Da hacker a imprenditore. Prima di fondare la sua startup più nota, Napster, Sean inizia presto a mettersi nei guai. Alle superiori si diverte a entrare nei sistemi informatici di multinazionali e basi militari. Risultato? L’Fbi irrompe nella sua camera e gli sequestra carte e computer.

Ma il ragazzo, che ha talento da vendere, si trasferisce a San Francisco e, insieme a Shawn Fanning, dà vita a Napster che nel periodo di maggiore successo raggiunge 60 milioni di utenti. Poi arrivano i guai con la giustizia: la società, attaccata dalle case discografiche, è costretta a chiudere.

Ma dietro l’angolo c’è l’incontro con Mark Zuckerberg e il progetto Facebook. Sean dà a Mark l’esperienza imprenditoriale che gli manca. È lui a presentarlo agli investitori, ottenendo 600mila dollari per finanziare l’idea. Mark lo nomina presidente dell’azienda. Lascerà la carica qualche anno dopo, a seguito di uno scandalo (viene trovata cocaina nel suo appartamento, durante una festa).

Le sue due ultime intuizioni si chiamano Spotify, la piattaforma dello svedese Daniel Ek per scaricare musica gratis legalmente nella quale ha investito 30 milioni di dollari. E airtime.com un’App studiata per incontrare in videochat perfetti sconosciuti che condividono i tuoi interessi.

Come sarà il suo futuro ce lo dice lo scrittore americano David Kirkpatrick, autore del libro Facebook, la storia (Hoepli, 19,90) che abbiamo raggiunto a New York:

Sean continuerà a investire in imprese che avranno un forte impatto sulla società. E a organizzare feste».

Questo è un estratto dall’articolo di Tiziana Tripepi, pubblicato su Millionaire di gennaio 2013.

Ti è piaciuta la storia di Sean Parker? Cosa può insegnare a tuo parere?

Redazione

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