Da uno slum in India a un business milionario. L’incredibile storia di Ambarish Mitra

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Da uno slum (quartiere disagiato) a un business milionario che dà lavoro a 260 persone in tutto il mondo. L’incredibile storia di Ambarish Mitra viene raccontata da Inc.com.  Ecco un estratto.

8 persone su un pavimento. Ambarish, Rish per gli amici, nasce a Delhi da una famiglia benestante. Ma le pressione dei suoi, che vogliono a tutti i costi che lui diventi ingegnere, lo conducono ad allontanarsi da ogni certezza. Il suo sogno è diventare un imprenditore di successo nel campo tecnologico. Una passione nata dopo aver letto una copia del libro di Bill Gates (The Road Ahead). Per questo a 17 anni decide di vivere da solo. Finisce in un quartiere disagiato di Delhi dove dorme su un pavimento con altre otto persone con cui condivide l’appartamento. Per mantenersi vende giornali e tè: «Ricordo la prima settimana. Ero felice. Sentivo un senso di libertà. Malgrado le difficoltà, amavo la vita avventurosa» racconta Ambarish a Inc.com.

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La sua prima startup. La prima occasione per avvicinarsi al suo sogno imprenditoriale, arriva presto. Una competizione per startupper mette in palio 10mila dollari. Ambarish ha un’idea: offrire accesso libero a Internet a quelle donne che non possono permetterselo. Vince e crea la sua prima azienda, si chiama WomenInfoOnline.com ed è un successo straordinario: in pochi anni arriva alla Borsa indiana e lui ha solo 20 anni: «Ero contento ma sentivo che c’era ancora tanto da imparare. Il mondo era pieno di opportunità. Per questo ho lasciato l’azienda e mi sono trasferito a Londra».

A Londra tutti fallimenti. Arrivato nella capitale inglese perfeziona la sua formazione alla Business School of Economics. E va a lavorare in una startup, si chiama Isango e non decollerà mai. Allora decide di riprovare a mettersi in proprio, crea un portale online per vendere roba di seconda mano (SwapShop), ma nessuno crede nella sua idea, gli investitori la snobbano e lui la chiude due anni dopo. Ma non si arrende. Prova con un social network di nome Stuck, mette tutti i suoi soldi, ma anche questa volta è un fallimento. Sono passati ormai 10 anni a Londra e lui cerca invano di trovare il successo avuto in India, ma senza grossi risultati: «Mi sentivo finito. Come se Internet ormai avesse già rivoluzionato tutto e io non avessi altro da dare al mondo».

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L’idea che cambia la vita. Ambarish abbandona i suoi sogni e trova un lavoro in un’azienda assicurativa. Ma non è la vita che vuole: «Non puoi sparare un missile su un kayak. Ma solo con un astronave. Quello di cui avevo bisogno era costruirmi attorno un team favoloso».  In un anno lui crea una nuova azienda. Coinvolge amici ed ex colleghi. Il business si chiama Blippar, una tecnologia che permette all’utente di interagire con gli oggetti attraverso il suo cellulare (immagini, video, animazioni. Basta inquadrare un oggetto con la telecamera del cellulare e questo prende vita). Le aziende si interessano alla sua soluzione, utilissima per chi cerca un modo nuovo per coinvolgere, emozionare, i clienti. E anche gli investitori amano la sua idea tanto che sono pronti a scommettere 45 milioni di dollari.

Oggi Blippar ha 260 impiegati, dodici sedi, tra cui una anche a Delhi. Dove è partito tutto.

INFO: https://blippar.com/en/

Giancarlo Donadio

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