Fattore F

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Fortunati si nasce? Forse. Ma prendere e tenere stretta la fortuna si può. Prima mossa: impariamo a catturare l’ottimismo

Cominciamo con un test. Immaginate di essere appena stati tamponati. Danni lievi all’auto, un taglietto sulla fronte, l’altro automobilista che riconosce le sue responsabilità. Che cosa pensate? Prima reazione: «Accidenti, proprio a me doveva capitare? Adesso arriverò in ritardo e dovrò portare l’auto dal meccanico». Seconda reazione: «Meno male che non mi sono fatto niente, poteva andare peggio. E adesso mi rifaranno il paraurti gratis». A parità di evento, nel dirsi fortunato o sfortunato, spesso a fare la differenza è l’atteggiamento mentale.

Il tema della fortuna è stato studiato a fondo, e in modo scientifico, dallo psicologo inglese Richard Wiseman (autore del bestseller Fattore fortuna e del recente 59 secondi. Pensa poco, cambia molto). Secondo lui, per diventare fortunati, fra le altre cose, bisogna essere in grado di vedere i lati positivi della sfortuna. «è fondamentale non soffermarsi sugli eventi negativi, ma andare oltre. è utile trattarli come esperienze che insegnano qualcosa. Si può essere sfortunati in un momento della vita e fortunati in moltissimi altri» assicura lui.

In parte, però, fortunati si nasce. Spiega Anna Zanon, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del sito www.ilmiopsicologo.it: «Alcuni di noi hanno la fortuna di nascere da genitori che valorizzano i talenti dei figli e trasmettono loro l’ottimismo e la fiducia in se stessi. Questi bambini probabilmente avranno interiorizzato un atteggiamento positivo verso la vita che li porterà ad avere dei successi e una vita felice. Tuttavia, tutti possiamo imparare a diventare fortunati, coltivando la creatività, la fiducia, la capacità di vedere e utilizzare le risorse che si possiedono».

Continua la psicoterapeuta Stefania Baronio: «La società di oggi ci porta a volere tutto e subito. E così un grosso colpo di fortuna, come una vincita in denaro, è vista come una scorciatoia per il successo. Ma la vera fortuna non è una vincita milionaria, bensì la capacità di migliorarsi. Ci fa stare bene non tanto quello che ci cade dal cielo, ma piuttosto quello che ci siamo sudati e guadagnati a caro prezzo». I dati le danno ragione. La Società italiana di psicologia ha stimato che il 35% di chi ha fatto una super vincita alla lotteria, una di quelle che cambiano la vita, alla fine ammette che stava meglio prima. La “sindrome da ricchezza improvvisa” è considerata dagli psicologi un vero e proprio trauma, al pari di un licenziamento o di un divorzio. Così tanti super milionari si ritrovano infelici e rovinati.

Di nuovo, al di là del capriccio della sorte (in gran parte imprevedibile e ingovernabile) conta l’atteggiamento di ognuno.

«In primo luogo, la maggior parte di noi non si rende conto di quanto è fortunata. A essere nata, stare bene, avere un lavoro. Guardiamo sempre il giardino del vicino, ignorando tutto il verde che è nella nostra vita» prosegue Baronio.

Immaginiamo di entrare in panetteria e sentire la fragranza del pane appena sfornato: delizioso! Ma dopo un po’ ci abituiamo e ci sembra che il profumo non ci sia più. Così, per avvertirlo di nuovo, dobbiamo uscire e rientrare. Lo stesso succede nella vita di tutti i giorni: diamo per scontate tante gioie e ci concentriamo su quello che ci manca.

Allora, al di là dei grandi up & down della sorte, a fare la differenza non è tanto la fortuna (o il destino, la dea bendata, il caso…) ma la nostra capacità di cogliere le opportunità e volgerle a nostro favore. Fra le altre stategie utili, Zanon consiglia: «Bisogna coltivare l’ottimismo (chi pensa che ci sia una soluzione a un problema la trova prima rispetto a chi pensa che non esista una soluzione), essere flessibili senza fissarsi rigidamente sugli obiettivi che si vogliono ottenere. L’attitudine mentale che attira la fortuna è quella giocosa e curiosa dei bambini che scoprono il mondo: se non ho delle aspettative rigide su come devono essere le persone e le situazioni, sarà più facile accorgermi delle potenzialità di una situazione. Il comportamento migliore per attrarre la fortuna è non aver paura di provare cose nuove, ma soprattutto coltivare una ricca rete di relazioni sociali. Quante volte la soluzione di un problema, di lavoro o personale, è arrivata grazie ad amici o amici di amici?».

A monte c’è sempre un lavoro su se stessi: «Chiarezza e conoscenza di sé, capacità di chiedere aiuto, capacità di mettere a frutto anche la negatività, equilibrio interiore e umiltà. Questi strumenti sono utili anche per gestire al meglio la fortuna, quando arriva. In apparenza, ci sono persone più fortunate di altre, ma il giudizio è spesso parziale, perché della vita altrui abbiamo sempre solo una visione superficiale» conclude Baronio.

una scocciatura? così è nato il velcro

Georges de Mestral era un ingegnere svizzero che amava passeggiare con il suo cane. Tutte le volte in cui tornava dai suoi giri, doveva però togliere dal suo cappotto e dal pelo dell’animale delle palline cadute da un albero. Che scocciatura, avrebbe detto qualcuno. Non lui, che le osservò al microscopio e scoprì che avevano dei piccoli uncini elastici con cui si attaccavano al tessuto. Erano gli anni 40 e grazie a questa osservazione de Mestral inventò il velcro.

nati con la camicia? Tutto dipende da noi

Richard Wiseman ha anche compiuto un esperimento, per mostrare quanto la fortuna dipenda da noi. Ha preso 400 persone, una metà che si riteneva fortunata e l’altra sfortunata, e ha chiesto loro di contare le fotografie di una rivista. La maggior parte degli “sfortunati” ha contato le immagini e restituito la rivista dopo circa due minuti. I “fortunati”, invece, si sono accorti che a pagina due c’era una nota che diceva «Non contate oltre: questa rivista contiene 43 immagini» e che un’altra nota a metà rivista offriva «250 sterline se riferite di aver visto questa pagina». Insomma, non sarà che chi è nato con la camicia sa cogliere le occasioni favorevoli quando si presentano, mentre gli altri se le fanno sfuggire sotto il naso?

10 regole per una buena suerte

A firma di due autori spagnoli (Alex Rovira Celma e Fernando Trias de Bes), Fortunati si diventa (titolo originale El libro de la buena suerte) è arrivato in Italia nel 2004 (Sperling & Kupfer, 14 euro). In tutto il mondo, ha avuto un successo incredibile: tradotto in 40 lingue, ha venduto quattro milioni di copie. Spiegano gli autori: «Lo abbiamo scritto di getto, in otto ore. Ma per riconoscere le regole della buona fortuna, ci abbiamo messo tre anni. Chi si concentra sulla prima affermazione, penserà che abbiamo avuto fortuna. Chi si concentra sulla seconda, si renderà conto che abbiamo imparato a lavorare per creare la nostra buona fortuna». Ecco il decalogo tratto dal libro.

1.La fortuna non dura a lungo, perché non dipende da te. La buona fortuna è creata da te e per questo dura per sempre.

2.Molti sono coloro che vogliono avere buona fortuna, ma pochi quelli che decidono di andare a cercarla.

3.Se ora non hai buona fortuna, potrebbe essere dovuto al fatto che le circostanze sono quelle di sempre.

Perché giunga la buona fortuna, bisogna creare circostanze nuove.

4.Preparare circostanze favorevoli alla buona fortuna non significa cercare soltanto il proprio vantaggio. Creare circostanze che diano vantaggi anche agli altri attira la buona fortuna.

5.Se rimandi a domani la creazione delle circostanze favorevoli, forse la buona fortuna non arriverà mai. Per creare le circostanze favorevoli ci vuole un primo passo… fallo oggi!

6.A volte, anche in presenza delle circostanze apparentemente necessarie, la buona fortuna non si manifesta. Cerca nei piccoli dettagli circostanze apparentemente non necessarie… ma imprescindibili!

7.A chi crede soltanto nel caso, creare opportunità sembra assurdo. Chi si dedica a creare opportunità non si preoccupa del caso.

8.Nessuno può vendere la fortuna. La buona fortuna non è in vendita. Bisogna diffidare dei venditori di fortuna.

9.Quando avrai creato tutte le circostanze favorevoli, abbi pazienza, non rinunciare. Abbi fiducia e la buona fortuna arriverà.

10.Creare buona fortuna significa predisporre le circostanze favorevoli per cogliere un’opportunità. Ma le opportunità non dipendono dal caso: sono sempre a portata di mano!

Lucia Ingrosso, Millionaire 1/2011

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