«Per diventare imprenditrici? Seguite le vostre passioni e non abbiate paura di sbagliare»

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imprenditrici premio gammadonna

Si occupano di coding, nanotecnologie, digital, metalli, smaltimento ecologico dei rifiuti. Operano in settori diversi, ma con un unico comune denominatore: l’innovazione, nel business e nella gestione dell’azienda. Sono le cinque finaliste della 12a edizione del Premio GammaDonna, dedicato alle migliori imprenditrici (innovative) d’Italia.

Quest’anno la vincitrice sarà premiata in diretta tv, il 3 novembre, alle 21, sui canali di QVC Italia. Nel corso della serata saranno assegnati anche il Giuliana Bertin Communication Award e il QVC Next Award, vinto da Valentina Arzilli, che ha trasformato la cioccolateria di famiglia La Perla di Torino in un’azienda conosciuta in tutto il mondo.

Abbiamo chiesto alle cinque finaliste del Premio GammaDonna un consiglio per le giovani donne che vogliono fare impresa.

Marta Bonaconsa (Nanomnia): «Abbiate un’insaziabile sete di conoscenza»

Marta Bonaconsa nanomnia«A tutte le donne consiglio di seguire la propria natura. Ambire al domani che si desidera è la strada per la propria realizzazione. Il mondo dell’impresa ha sempre bisogno di persone ispirate, motivate, disposte a molti sacrifici per raggiungere i propri obiettivi e combinarli con i propri progetti personali. Le competenze, siano esse tecniche o trasversali, da sole non sono mai sufficienti per una buona riuscita. Ciò che conta è un’insaziabile sete di conoscenza: studio continuo, volontà ferrea, fonti di nutrimento da cui attingere costantemente. Per me è stato indispensabile il supporto di mentori e mecenati illuminati, con profonda comprensione delle dinamiche di crescita, grande esperienza d’impresa e vasta capacità di visione».

Marta Bonaconsa è co-founder di Nanomnia, insieme a Michele Bovi e Pietro Vaccari. La startup ha sviluppato un processo nanotecnologico d’avanguardia che migliora l’azione di farmaci, agrofarmaci, cosmetici e nutraceutici, 100% sostenibile e microplastic-free. È la prima startup biotech a offrire un servizio di incapsulamento organico di composti attivi, per trattamenti mirati all’interno dei tessuti cellulari. Il metodo permette di includere le molecole in nano o micro-capsule organiche, biocompatibili e biodegradabili.

Miriam Gualini (Gualini Lamiere International): «Ponetevi degli obiettivi e definite un piano di azione»

«Alle giovani donne che vogliono fare impresa dico di avere coraggio, di avere fiducia nella propria idea che deve, ovviamente, essere supportata da un’attenta analisi di mercato. È necessario porsi degli obiettivi chiari, a breve e medio termine, rispetto ai quali definire un piano d’azione altrettanto chiaro. Per qualsiasi iniziativa imprenditoriale, passione ed entusiasmo sono fondamentali. Ma sono necessarie anche competenze tecniche specifiche nell’ambito nel quale si vuole operare. In un mondo in rapida evoluzione, come quello attuale, serve un aggiornamento continuo. Non meno importante è sviluppare una visione strategica in grado di anticipare le esigenze di mercato, che si traduce nella capacità di innovazione, di prodotto, di processo e di sistema».

Miriam Gualini è riuscita a vincere i pregiudizi di un intero comparto industriale. Da quasi 30 anni guida l’azienda fondata dal padre a Bolgare (Bergamo) nel 1956, specializzata nella lavorazione della lamiera, la stessa scelta da Renzo Piano per il nuovo ponte di Genova. Con determinazione, Gualini ha saputo internazionalizzare l’azienda, ha raddoppiato stabilimento produttivo e numero dei dipendenti, ha investito sull’innovazione tecnologica, con un focus sulla sostenibilità. Nel 2019 ha intrapreso il percorso Élite di Borsa Italiana, per favorire una leadership diffusa.

Lella Miccolis (Progeva): «Impegnatevi, studiate e combattete»

lella miccolis progeva«Fare impresa è complicato, ancor di più per una donna, perché sconvolge un modello stereotipato. Prima che essere un’imprenditrice per vocazione, sono una madre e una moglie che attraverso le proprie scelte professionali arricchisce anche i suoi affetti. La piena consapevolezza delle nostre attitudini, della necessità di inseguire sogni e obiettivi e di esprimere noi stesse nell’appassionata ricerca di ciò che siamo e vorremmo essere è il modo più autentico per abitare la nostra esistenza. Bisogna crederci. La competenza inizia da qui e si costruisce impegnandosi, studiando continuamente e combattendo convintamente. Tutto è più semplice se si ha capacità di creare e conservare buone relazioni, motivazione, flessibilità, immaginazione, problem solving, fiducia, apertura al cambiamento, creatività e propensione all’assunzione di rischi. L’imprenditrice deve saper sognare, prevedere, prevenire, scommettere, progettare, generare, conservare, rigenerare. Si può».

Lella Miccolis ha investito in un settore di quasi esclusivo appannaggio maschile, in un territorio non sempre facile per chi vuole fare impresa. Una doppia sfida vinta. La sua azienda, in provincia di Taranto, si occupa di compostaggio: dal 2006 Progeva recupera gli scarti organici, trasformandoli in compost. Così si riducono i rifiuti da smaltire e al tempo stesso si ottengono fertilizzanti organici. Un esempio concreto di economia circolare, che crea valore per la comunità e per l’ambiente. Nel 2019 l’azienda ha raddoppiato il fatturato superando i 10 milioni di euro. Ora punta a diventare una bio-raffineria.

Chiara Russo (Codemotion): «Non abbiate paura di sbagliare»

chiara russo codemotion imprenditrici«Siate coraggiose, buttatevi, non scoraggiatevi davanti agli ostacoli, mai. Lasciatevi trasportare dalla passione per quello che fate, portatelo avanti con determinazione e condividete l’avventura con persone che ci credono quanto voi. Per me quelle persone sono la mia socia Mara Marzocchi (insieme nel 2013 abbiamo dato il via a Codemotion) e il mio team. Con loro ogni giorno condivido obiettivi, senso di appartenenza a una comunità fatta di codice-programmazione ed emozione. Il loro sostegno mi dà la spinta per affrontare insieme esigenze professionali, familiari e personali. Non abbiate paura di sbagliare, dovete provare, sbagliare e aggiustare il tiro velocemente, perché l’innovazione passa dagli errori. Lo dico da donna, imprenditrice, mamma e ingegnere informatico, che ha dovuto imparare a giocare al fantacalcio per sentirsi integrata tra i compagni di università e poi tra i colleghi sviluppatori (ero sempre l’unica donna!)».

Mara Marzocchi e Chiara Russo, psicologa e ingegnere, hanno creato una community di oltre 500mila sviluppatori e una scaleup che cresce, conquista clienti e investitori. Codemotion conta più di 50 dipendenti e uffici in Italia, Spagna, Olanda e Germania. Lo scorso aprile, nonostante le difficoltà della pandemia, ha chiuso un round da 6 milioni di euro. La sua filosofia è già racchiusa nel nome: codice ed emozione. L’impresa mette in contatto i programmatori con le aziende tech (oltre 300, da Google a IBM), che possono ingaggiarli per progetti di digital transformation e open innovation.

Ilaria Tiezzi (BrandOn Group): «Siate le prime sostenitrici di voi stesse»

ilaria tiezzi brandon group«Credete in voi stesse e siate le prime sostenitrici delle vostre potenzialità. Occorre puntare a grandi traguardi, essere disposte a perseguire strade professionali poco battute, pronte a candidarvi per ruoli di responsabilità, anche quando siete consapevoli di non avere tutta l’esperienza possibile. Senza avere timore di sbagliare. Per fare tutto questo la formazione è fondamentale. Consente di guadagnare credito attraverso tre fattori: l’eccellenza degli atenei in cui si studia, la maturazione di varie esperienze di stage in aziende possibilmente note e molto apprezzate nel loro ambito, la conoscenza di almeno due lingue oltre all’italiano (l’inglese ormai è scontato). In fondo, quello che serve è seguire le proprie passioni perché l’eccellenza richiede tempo, tenacia e sacrifici. Un peso sopportabile solo se si ama e si crede in ciò che si fa».

Dal 2018 Ilaria Tiezzi è Ceo di BrandOn Group, scaleup digitale che gestisce le vendite online di Pmi e grandi gruppi sui principali marketplace internazionali. Laurea con lode alla Bocconi, oltre 15 anni di esperienza in aziende come Boston Consulting e Sky Europe, ha sempre gestito progetti relativi al lancio di piattaforme digitali e all’internazionalizzazione. Innovazione, visione sulle potenzialità del digital applicate al business, attenzione alle pari opportunità e al merito sono i tratti distintivi del suo percorso. L’azienda, fondata nel 2012 da Paola Marzario, è passata da un fatturato di 4,8 milioni nel 2017 a 20,8 milioni nel 2019.

 

 

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