Giorgio Armani e l’impegno a favore di famiglie e bambini poveri

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Giorgio Armani
Giorgio Armani - © Julian Broad

Non c’è dubbio ormai che dall’inizio della pandemia Giorgio Armani sia uno degli imprenditori italiani che più si è distinto per il suo impegno a favore degli altri. Ha avuto la prontezza di optare subito per una sfilata a porte chiuse, durante la settimana della moda, ai primi casi di Covid a febbraio. Per tutelare il pubblico. Subito ha chiuso stabilimenti e uffici, dando poi ai dipendenti la possibilità di lavorare in smart working, per non esporli al rischio contagio. Ha donato 2 milioni di euro a ospedali e Protezione civile. Ha convertito la produzione, per realizzare camici destinati a medici, infermieri e operatori sanitari. Ora, con l’arrivo del Natale, il suo spirito solidale abbraccia i più bisognosi. Con un’iniziativa, annunciata oggi insieme alla Comunità di Sant’Egidio, per contrastare la povertà, a Milano. Accanto a lui, altri tre big e partner storici: Luxottica, Fossil e L’Orèal Luxe.

«In quanto cittadino e membro della comunità, avverto la responsabilità di un impegno attivo. Non si può ignorare il clima di povertà che avanza e impensierisce» spiega Armani in una nota.

Affitti, scuola, borse di studio

«Ho deciso di sostenere questo progetto della Comunità di Sant’Egidio, perché penso che l’aiuto ai bambini e alle famiglie che più sono state colpite dagli effetti della pandemia debba partire dai fondamentali diritti alla casa e allo studio, senza i quali non c’è futuro».

Il piano Go Ahead prevede infatti un supporto per il pagamento degli affitti, per chi è più in difficoltà, e iniziative per la formazione e il lavoro. Si va dall’aiuto pratico per accompagnare i più piccolo a scuola all’impegno, altrettanto concreto, di sostenere bambini e ragazzi con diverse borse di studio e incentivi alla scolarizzazione.

«È il momento di ritrovare un senso autentico di comunità, di stare accanto alle persone fragili e guardare alla povertà con disponibilità vera» dice lo stilista. Certo che, anche grazie a questo progetto, «Milano potrà essere di esempio: città guida non solo dell’economia ma anche della solidarietà».

 

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