Ho fatto tutto per amore (dei soldi)

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Ha inventato Meetic mentre era sommerso dai debiti. Oggi il portale degli incontri vale in Borsa 470 milioni di euro. «Perdere tutto è la miglior cosa che mi sia mai successa». Ecco perché

C’è una coppia che si abbraccia felice. E l’immancabile form da compilare con tutti i tuoi dati: chi sei, chi cerchi, quanti anni hai, dove vivi. Iscrizione gratuita. Infatti si paga dopo. Meetic funziona così. In pochi secondi precipiti in un turbine di facce, profili, messaggi. E, preso per la gola, tiri fuori la carta di credito e ti abboni per vedere più foto o chattare: 30 euro al mese, circa 75 per sei mesi, per abbordare al volo. Se invece cerchi moglie e ti affidi al profilo psicologico, 120 euro per tre mesi o 240 all’anno. In alto sullo schermo compare un numero: in linea ci sono 85mila persone, in questo momento. Ma ce n’è soprattutto una che non è sul portale a caccia di ragazze. Si chiama Marc Simoncini. Il francesissimo imprenditore che nel 2002 si è fatto venire l’idea di Meetic e ci ha costruito sopra un impero.

Marc è un informatico marsigliese, classe 1963. È affascinante, ama il rischio e a volte se lo va a cercare anche dove non dovrebbe. In Francia lo guardano un po’ con sospetto, perché il suo stile imprenditoriale e la sua stessa storia di self made man sono più americani che europei. Star dietro ai suoi affari è un po’ come andare sulle montagne russe. «Sono stato povero, molto ricco, fallito e ora ancora molto ricco, almeno sulla carta» ha dichiarato.

Le sue origini non risiedono nella parte alta della società borghese parigina né la sua biografia è quella di un giovane ragazzo prodigio dalla genialità immediatamente evidente. Nonno contadino, padre assunto presso FranceTelecom, monolocale familiare, gli anni sono quelli dei primi pc, la Rete è ancora lontana. Papà Simoncini presta l’equivalente di poche migliaia di futuri euro al figlio per lanciarsi in un’avventura in proprio: lascia l’università, si specializza in informatica e prova l’esperienza di uno stage in azienda. Nasce così nel 1985 una piccola società di servizi, e quattro anni dopo un’altra, la Opsion. Soltanto nel 1999 Simoncini riesce a saldare il suo debito col padre. Alla fine del secolo Marc butta giù un codice che funziona e struttura il portale partecipativo iFrance, che durante la bolla della new economy fa il botto, tanto che l’azienda Vivendi glielo compra per 180 milioni di euro, molti dei quali in titoli. Il neoricco Simoncini prende parecchi soldi a prestito offrendo le proprie azioni Vivendi in garanzia. E spende tanto. Tantissimo. Il problema è che nel 2003 il titolo passa da 116 euro a 12 e l’imprenditore si trova di nuovo povero e con una montagna di debiti. Pochi mesi prima, a cena con tre amici divorziati, il francese si era inventato Meetic. Un’idea per aiutare loro, poi quelli come loro, infine anche se stesso, perché il portale diventa l’unico appiglio su cui concentrarsi per non andare alla deriva. Certo, col senno di poi, Simoncini sostiene che «perdere tutto è la miglior cosa che mi sia mai successa, perché altrimenti non avrei mai lavorato così duramente su Meetic». Ma in quel momento non dev’essere stato molto divertente. E comunque nemmeno la batosta lo ha salvato dalla sua naturale inquietudine.

Esplode il fenomeno del dating on line

In quegli anni Marc si ritrova infatti con un gioiello in mano. Fermarsi? Nemmeno per sogno. Fiuta il business del poker on line e apre il portale Winamax. Poi mette la testa anche sui capitali fuori dalla Rete e tira su Jaina Capital, un fondo per investire 100 milioni di euro su cinque-sei startup francesi in due anni. Di seguito ci mette pure la faccia, perché compare in tv con un programma durante il quale presenta un imprenditore nuovo ogni giorno. E, come se non bastasse, concede spazio alla filantropia, così di moda, mettendosi in società con altri due magnati d’Oltralpe per creare una specie di scuola di formazione per Internet, l’École Européenne des Métiers de l’Internet (Eemi).

Meetic entra in Borsa nel 2005. Simoncini mantiene una piccola quota. L’azienda funziona, ma la concorrenza dei social network si fa sentire. La gente comincia a chiedersi: perché spendere per conoscere gente quando lo posso fare gratis? In mezzo a tutto ciò, Simoncini fa una mossa poco chiara. A metà dicembre 2010 annuncia di voler uscire da Meetic – quotata 470 milioni di euro – e di voler rimanere al massimo come manager di transizione. Strano, perché il titolo perde subito il 30%. Strano anche perché quest’anno Meetic passa pure su telefonino. «Se domani la Francia votasse una legge che proibisse gli incontri su Internet, sarò nuovamente povero» aveva detto Marc. Eppure si è messo da solo sulla strada dell’addio al dating on line. Qualcosa bolle in pentola. C’è un buontempone sul Web che ha creato un sito chiamato Cojetage, una specie di car pooling per ricconi fatto con i jet invece che con le auto. Vi si legge che il 75% potrebbe essere di Simoncini. Sarà vero?

la lezione di Meetic

Meetic e i suoi simili insegnano che l’essere umano è disposto a investire piccole somme di capitale per conoscere altre persone. E il trend è in netto aumento, a giudicare se non altro dal fatto che le nostre relazioni si spostano sempre più in Rete. Lo testimonia anche una recente applicazione per Facebook: si chiama Are you interested e trasforma il popolare social network in una maxicommunity per incontri che cresce di 50mila persone al giorno. Indicazioni di mercato piuttosto precise arrivano anche da Dating Factory, una società a cavallo tra Svizzera e Regno Unito che rappresenta l’anima e il motore di moltissimi siti d’incontri in giro per il mondo. È una specie di franchising della coppia on line, che basandosi su milioni e milioni di profili internazionali ha elaborato nel tempo una piattaforma completa e flessibile basata su un know-how rodato. Tutto questo viene messo a disposizione di altre aziende che vogliano strutturare un servizio di questo tipo (http://datingfactory.it). Dove va il mercato? Secondo Dating Factory si muove verso le nicchie. L’ultima e attualmente la più esplosiva, è quella delle cougar: donne over 35 (di solito molto over) che cercano uomini under 35 (di solito molto under).

Alessandro Calderoni, Millionaire 3/2011

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