Il miliardario acrobata va in orbita

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A cosa serve diventare ricchi, anzi ricchissimi se poi non ci si leva qualche sfizio? Come quello di volare fra le stelle a bordo di un razzo spaziale

Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil, nelle scorse settimane ha realizzato il sogno di quando era bambino, partendo come turista spaziale sulla navicella russa Soyuz dal Kazakistan. E per un imprenditore la cui fortuna viene stimata in 2,5 miliardi di dollari, spenderne l’1,4%, ovvero 35 milioni di dollari, per avere il privilegio di volare nello spazio non è poi un grande salasso. Anche perché business is business e Guy Laliberté ha fatto in modo di ottenere anche un ritorno commerciale. Con un “megashow artistico planetario” che ha diretto dal cielo in contemporanea con 14 città dei cinque continenti, il 9 ottobre. Ospiti U2, Al Gore, Peter Gabriel, Shakira, tutti per una buona causa: attirare l’attenzione sulla scarsità delle risorse idriche nel mondo, problema cui Laliberté ha dedicato la fondazione One Drop.

Il “clown dello spazio” iniziò la sua carriera tra le strade di mezza Europa come mangiatore di fuoco. Poi, nel 1984, fondò il Cirque du Soleil che ha rivoluzionato un settore dove sembrava che nulla potesse essere cambiato. Partendo con pochissimi mezzi e mettendo insieme un circo che ha raggiunto in pochi lustri un fatturato che l’ex numero uno del settore (Ringling Bros. and Barnum & Bailey) ha ottenuto in più di un secolo. In una biografia uscita quest’anno negli Usa, si racconta anche la carriera parallela di “Re Mida Guy”: la passione per il poker oltre la pista da circo, che lo ha aiutato a costruire il suo impero. In nome del rischio.

Il commento

Provo un misto di invidia e di ammirazione nei confronti di Guy Laliberté. Oltre a divertirsi, Laliberté lancia il suo messaggio ambientalista. In piena sintonia con lo spirito del suo straordinario Cirque du Soleil, il primo grande circo senza animali. Mi piace questo personaggio che sa arricchirsi cavalcando un ideale. I multimiliardari, in genere, non mi stanno molto simpatici: capita che abbiano fatto i soldi in modi non del tutto ortodossi. Non mi sembra, invece, il caso di questo intraprendente canadese. È partito da zero ed è arrivato a mille con le sue forze e la sua passione. E in più ha il pregio di non prendersi troppo sul serio. Sarebbe piaciuto a Platone, secondo il quale “gli uomini seri sanno ridere del mondo e di se stessi”.

di Mario Furlan, fondatore dei City Angels, giornalista, formatore, life coach. è docente universitario di Motivazione e crescita personale.

Salvatore Gaziano, Millionaire 11/2009

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