Sully: il pilota del miracolo sull’Hudson

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Il 15 gennaio 2009 il comandante “Sully” compie un miracolo: con il suo aereo fa un ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson, salvando tutti i 155 passeggeri. Per la gente è un eroe, ma le autorità lo mettono sotto processo. Come finirà la storia? Ora un film di Clint Eastwood con Tom Hanks racconta la sua straordinaria storia.

Ha iniziato a volare a 14 anni, appena è diventato abbastanza alto da vedere al di fuori della cabina di pilotaggio. Gli aerei sono stati la sua vita. Fino al 15 gennaio 2009, il giorno del suo appuntamento con la storia. Poco dopo il decollo dall’aeroporto LaGuardia di New York, uno stormo di uccelli colpisce infatti l’aereo che sta guidando, mettendo fuori uso entrambi i motori.

Che fare: tornare al LaGuardia, tentare un atterraggio in un aeroporto del New Jersey o…? Sully deve decidere in fretta.

«Ho pilotato aerei per 40 anni, ma il mondo mi giudicherà per questi 208 secondi» ha dichiarato.

Questo il tempo che a Sully è sufficiente per prendere e mettere in pratica la decisione più coraggiosa, e difficile, della sua intera carriera. A dispetto di quello che gli indica la torre di controllo, lui capisce che l’unico modo per farcela è ammarare sul fiume Hudson. Perciò fa diramare in cabina il terribile annuncio “Prepararsi all’impatto” e, con l’aiuto del co-pilota Jeff Skiles, si prepara all’ardita manovra. Che riesce perfettamente.

Il comandante è l’ultimo ad abbandonare l’aereo. I soccorritori accorrono immediatamente. In 24 minuti sono tutti salvi.

Per la gente e i media, Sully è un eroe. Ma qualcuno solleva dei dubbi. E il comandante viene chiamato a difendere le sue azioni in tribunale, davanti a un’agenzia investigativa aeronautica.

Sully«L’abbiamo fatto insieme, come una squadra»

Contro Sully vengono portate delle simulazioni che dimostrano che sarebbe stato possibile atterrare all’aeroporto LaGuardia, salvando anche l’aereo.

I dubbi attanagliano anche lui: «E se avessi sbagliato tutto? Se avessi messo in pericolo la vita di tutti i passeggeri?»

Ma alla fine Sully dimostra che queste simulazioni non tengono conto del “fattore umano” e non lasciano al pilota neanche un secondo per decidere. Facile fare la cosa giusta, sapendo a priori quale sia. Ma basta aggiungere 35 secondi di tempo e il simulatore si schianta al suolo. Sully ha ragione, Sully ha fatto la cosa giusta.

L’incredibile vicenda del “miracolo sull’Hudson” viene raccontata in un libro scritto dallo stesso pilota. E ora nel film Sully, diretto da Clint Eastwood e interpretato da Tom Hanks.

Il film – emozionante e incalzante – è girato negli stessi luoghi in cui si è svolta la vicenda e ha impiegato come comparse molti dei volontari e soccorritori che quel giorno portarono in salvo i 155 passeggeri del volo ammarato nell’Hudson. E alla fine compaiono tutti i protagonisti della vicenda: il comandante, la moglie, il co-pilota, le hostess, i passeggeri…

«Chiunque sia in grado di prendere delle decisioni quando le cose vanno male e che possa risolvere un problema senza farsi prendere dal panico è una persona degna di essere rappresentata in un film» ha confidato Clint Eastwood.

Un film che è un inno al coraggio e al lavoro di team. «L’abbiamo fatto insieme, come una squadra» dirà Sully al suo co-pilota. Ben lungi dal voler essere considerato un eroe, ma solo uno che ha fatto il suo lavoro.

 

 

 

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