«Il timone della vita? è nelle tue mani»

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Torna a Roma il numero uno dei formatori al mondo. Anthony Robbins, 49 anni, coach di sportivi, star e imprenditori, è tra i più autorevoli esperti nel campo della psicologia del miglioramento. Trent’anni fa era depresso e squattrinato. Oggi guadagna 100mila dollari al giorno. Millionaire lo ha intervistato

C’è Robbins in Italia, ma perché devo andare a sentirlo se l’ho già visto e ho letto i suoi libri?

«Chi frequenta i miei seminari mi dice che partecipare – anche a distanza di anni – non è mai la stessa esperienza. Perché ogni volta si arriva con nuove convinzioni, obiettivi sempre più ambiziosi da raggiungere. È anche vero, però, che la ripetizione è la madre di tutte le eccellenze. Il che significa che il successo è frutto di abitudini e comportamenti ripetuti nel tempo. Non basta applicare un principio una sola volta per riuscire. C’è di più: ai miei corsi, si scatena il fattore networking. Migliaia di persone hanno la possibilità di conoscersi, accomunate dal desiderio di migliorare la propria esistenza e quella degli altri, creando cosi opportunità anche per i propri affari».

Chi è per Antony Robbins il miglior formatore del mondo?

«Uno dei miei maestri storici, Jim Rohn: ho iniziato la mia carriera promuovendo i suoi seminari, e lavorare per lui è stata un’immensa fonte di ispirazione per la mia vita. Ma ciascuno di noi ha a disposizione diversi modelli da seguire e diverse fonti di ispirazione, a cui può attingere. Il potenziale per raggiungere le mete che ci prefissiamo è dentro di noi. Il buon coach è colui che ci mette in condizione di tirare fuori il meglio da noi stessi».

Secondo lei quali sono i classici che non possono mancare nella biblioteca di chi vuole migliorarsi?

«Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill (Gribaudi), L’uomo più ricco di Babilonia di George S. Claxon (Gribaudi). One Minute Manager di Kenneth Blanchard e Spencer Johnson (Sperling & Kupfer)».

Fra i suoi libri, qual è il preferito?

«Come ottenere il meglio da sé e dagli altri e Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario. Entrambi sono un concentrato delle tecniche e delle strategie che insegno durante i miei seminari. Per passare all’azione e trasformare in realtà i propri desideri».

C’è una persona che ha partecipato ai suoi corsi e che un giorno, molto tempo dopo, le ha detto: “Grazie a quel corso, io…”?

«Sono legato a tutte le storie che ascolto, edizione dopo edizione, ma posso portare l’esempio di uomo che ha avuto per oltre 20 anni un problema che sembrava assolutamente fuori dal suo controllo. Rechaud Bell, balbuziente fin da piccolo, si sentiva in una condizione di inferiorità, sempre esposto allo scherno degli altri. Dopo aver partecipato al mio corso mi ha detto “Fino a poco fa ero un balbuziente. Ora sono Rechaud!”. Vi lascio immaginare la sensazione straordinaria che ho provato. Una delle cose che mi rendono felice è vedere la luce di una nuova consapevolezza nello sguardo delle persone che partecipano ai miei corsi. Ciò le aiuterà a dare una svolta alla propria vita».

I più critici sostengono che i corsi di motivazione ti pompano ma poi, una volta a casa, si ritorna se stessi. Cambiare è difficile, quasi impossibile. Cosa risponde a queste obiezioni?

«Piuttosto che di cambiamento, mi piace parlare di progresso e miglioramento. Cambiare presuppone che ci sia dentro di sé qualcosa di “sbagliato”, mentre progredire vuol dire maturare giorno dopo giorno, anno dopo anno, nuove consapevolezze sul proprio potenziale. Progredire significa imparare a sviluppare quelle azioni che consentono di elevare costantemente i propri standard, risultato dopo risultato. Abbiamo infinite risorse che nemmeno immaginiamo. Dobbiamo solo capire come utilizzarle al meglio. Le strategie dei miei corsi permettono di  avere un metodo, ma è dopo il corso che inizia la vera avventura. È nella vita di tutti i giorni che bisogna mettere in pratica ciò che si apprende: il potere sta a noi. Siamo noi a guidare il timone della nostra vita, chi altri?».

Lei è apparso in alcuni film, interpretando se stesso… ha mai pensato a una carriera diversa?

«Mi ha divertito partecipare al film Amore a prima svista: aiutavo il protagonista a focalizzarsi sulla bellezza interiore delle persone, migliorando così la qualità della sua esistenza. Ma anche nel film ho fatto quello che faccio nella vita».

Quali sono i suoi obiettivi futuri? È vero che vuole diventare presidente degli Stati Uniti?

«Il mio obiettivo è uno solo: aggiungere valore alla vita degli altri. Mi vedo come un imprenditore che sostiene il processo politico in senso lato, a livello di atteggiamento mentale, di approccio ai problemi del singolo e della comunità. In questo periodo in cui tutti parlano di crisi, per esempio, quello che vorrei divulgare è un nuovo approccio: la crisi non è irreversibile, è un fenomeno ciclico, del tutto naturale nella nostra società. La crisi passerà. È sbagliato focalizzarsi sulle conseguenze negative che genera nel breve termine. Se si ampliasse la propria prospettiva su un arco di tempo più lungo, si potrebbe orientare l’attenzione alla ricerca di una soluzione piuttosto che al problema. Nel lungo periodo la crisi potrebbe rivelarsi un’occasione che ci ha dimostrato quanto siamo capaci di tenere testa ai momenti di difficoltà».

Info: www.anthonyrobbins.com

Redazione, Millionaire 9/2010

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