I’M WATCH: NON CHIAMATELO FALLIMENTO

2
4969
Manuel Zanella

Due vicentini innamorati di Steve Jobs si erano inventati I’m Watch, smartwatch tutto italiano, prima di quello di Apple e Samsung. Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini avevano raccolto finanziamenti e consensi, ma…

 

Ecco il racconto di Manuel Zanella, da Millionaire Marzo 2016:

manuel zanella

Che cosa è successo?

«Innanzitutto voglio dire che non è stato un fallimento: abbiamo venduto 50mila pezzi nel mondo e siamo stati pionieri in un campo allora inesplorato anche dai grandi big di settore. Il prodotto era straordinario, interfacciabile con iOs e Android, e la nostra campagna di marketing ha molto in comune con quella dell’Apple Watch. Detto questo, ciò che ci ha indotto a gettare la spugna è stata la comparsa di competitor del calibro di Samsung: dopo l’esordio, nel giro di un anno il gigante sudcoreano è riuscito a presentare quattro nuove versioni quando per noi erano necessari 18 mesi per metterne a punto una. Inutile competere. »

Quale la “lezione” imparata con I’m Watch?

«Incommensurabile. Io sono un ingegnere gestionale ma ho dovuto imparare in tempi record a occuparmi di design, marketing, vendite… E in più, a gestire un team di 50 persone».

Che cosa è nato di buono da I’m Watch?

«Mi sono concentrato su un’altra startup, che ho avviato pochi mesi dopo la chiusura: ChatSim (www.chatsim.com), Sim card per comunicare via Whatsapp nel mondo al costo di 10 euro l’anno, vede la collaborazione del team che ha lavorato con me in I’m Watch. Abbiamo 150mila utenti e ricevuto 2 milioni e 300mila euro di finanziamento da parte di soggetti stranieri, per i quali la mia esperienza in I’m Watch è pesata in modo positivo». Si chiama ZeroMobile.it, servizio di roaming internazionale low cost che avevo avviato nel 2007 ed è tuttora attivo».

Quali le “lezioni” traghettate in ChatSim?

«1) Accadono sempre imprevisti di ogni tipo. Quando si calcolano i tempi di lavorazione, è bene prevedere il doppio del tempo che si penserebbe necessario.

2) E’ fondamentale essere all’altezza delle aspettative dei clienti, ma per riuscirci è bene promettere un po’ meno di quanto si pensa di poter raggiungere.

3) Il team è la base di tutto: ecco perché ho portato in ChatSim le persone di I’m Watch».

 

Quali gli errori fatti da non ripetere?

«Non essere andati in Usa. Eravamo stati contattati da Google ed Apple, ma non avendo una presenza sul posto siamo stati presto dimenticati. Per ChatSim abbiamo aperto una filiale a San Francisco».

Un consiglio per le startup in erba.

«Tutto quello che sono riuscito a realizzare nella mia vita è stato raggiunto grazie alla mia determinazione. Senza quella, difficile riuscire a “fare startup”».

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.