In cucina l’idea che la rende ricca: storia di Funlayo Alabi e del burro di karitè

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È partita da un problema, l’eczema dei suoi figli. Ha cercato una risposta per curarli con rimedi naturali (il burro di karitè, sostanza ricavata dai semi di una pianta africana). E ha deciso di farci un business e aiutare le donne nigeriane che lo producono. Oggi Funlayo Alabi, americana di origini nigeriane, è un’imprenditrice alla guida di una multinazionale che fattura milioni di dollari e vende i suoi prodotti in più di 7mila negozi negli Stati Uniti ed esporta in Europa e in Arabia Saudita.

Tutto è partito da una cucina

È proprio lì che nasce la soluzione per aiutare i suoi due figli che soffrono entrambi di eczema. Da madre apprensiva quale ammette di essere, vuole trovare rimedi naturali per proteggere la loro salute: «Sono tornata con la mente alla mia infanzia in Nigeria, a quando mia madre per curarmi dalla pelle secca e dal raffreddore usava il burro di karitè. Allora l’ho chiamata e le ho chiesto di portarlo da me quando sarebbe venuta a trovarmi» racconta Funlayo a Inc.com. Il rimedio funziona, l’eczema scompare dalla pelle dei suoi figli e capisce di avere un prodotto che può essere commercializzato: «Ho sempre avuto in testa l’idea di fare un business. Ora avevo il prodotto, un burro di karitè di qualità superiore a quello che già c’era sul mercato».

I primi esperimenti e il passo falso

Con l’aiuto di suo marito, si mette a lavoro, mescolando il burro di karitè che sua madre le ha portato con shampoo e altre lozioni. Per i suoi esperimenti usa anche lavanda, olio di semi di baobab per stimolare ancora di più il collagene della pelle. Con i risparmi della famiglia, produce i primi prodotti, presentandoli ad amici e familiari. Visti i primi feedback positivi si rivolge ai negozi. Il primo decide di comprare uno stock di prodotti per poi restituire indietro la merce perché non riesce a venderla. È un punto di svolta per lei e suo marito che sono sul punto di abbandonare tutto…

burro di karitè

Il viaggio in Africa e l’illuminazione

Poco prima di lanciare il marchio Shea Radiance, insieme a suo marito torna nei luoghi di infanzia per capire come viene prodotto il burro di karitè e creare una propria filiera: «Abbiamo notato che la produzione del burro di karitè era realizzata quasi esclusivamente da donne, che lavorano duramente per multinazionali che ne compravano grandi quantità. Ciò malgrado, queste donne erano sempre più povere. Lì mio marito ed io abbiamo capito che potevamo fare un buon lavoro per promuovere e vendere un prodotto di qualità, migliorando, allo stesso tempo, la vita di chi lo produceva». È un momento cruciale per l’azienda, costruire un buon business, offrendo indipendenza economica alle donne dei villaggi che lo producono.

Grazie anche all’aiuto di un’ONG tedesca, GIZ, Funlayo crea delle cooperative. Stabilisce regole comuni per un prodotto di alta qualità e di maggiore durata. Il primo anno, nel 2010, riesce a produrre 99mila chili di prodotto e a venderlo negli Stati Uniti, in negozi e mercati agricoli.

burro di karitè 2

Trova un partner e distribuisce in 7mila negozi

Per venderlo nei mercati che contano serve un partner. Allora contatta un grosso distributore, Select Nutrition, a cui racconta la sua storia e con onestà anche il suo primo fallimento di venderlo in un negozio. L’azienda crede nel prodotto e inizia a farlo girare in 7mila negozi. Intanto, lei e suo marito mettono su un sito e-commerce e iniziano ad esportarlo: «Un barattolo di crema, non è semplicemente un barattolo di crema. Può cambiare il mondo. Quando dai potere economico alle donne, aiuti le loro famiglie. E una volta che hai migliorato la qualità della vita in famiglia, stai migliorando la società nel suo complesso».

INFO: http://www.shearadiance.com/

Redazione

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