Inventa un cartone per pizza con le bretelle

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nele Alihodzic

Un cartone dotato di bretelle da indossare per poter mangiare la pizza anche in piedi o mentre camminiamo. È l’invenzione di Nele Alihodzic, 22enne di origine bosniaca, nato e cresciuto a Jesolo.

L’intuizione è arrivata in una sera d’autunno durante una passeggiata. Poi sono serviti quasi due anni per sviluppare e brevettare il progetto. Dietro l’idea in apparenza semplice di Nele, c’è la voglia di riscatto di un ragazzo che è partito da zero con il grande sogno di diventare un inventore. La sua invenzione oggi è disponibile in una pizzeria di Jesolo. E, dopo una menzione speciale all’Inventor Show di Padova 2017, Nele porterà la pizza da passeggio anche al Salone delle Invenzioni di Ginevra, il prossimo aprile. Ecco che cosa ci aveva raccontato in un’intervista.

cartone per pizza da passeggio

Com’è nata l’idea?

«Nel 2014 ero a Brescia per uno stage di cucina. Una sera torno a casa tardi e mi addormento sul divano senza mangiare. A mezzanotte mi sveglio affamato. Esco insieme a un’amica alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Cammino per quasi tre chilometri prima di trovare l’unico posto ancora aperto. Con i soldi che ho riesco a comprare una pizza da asporto. Inizio a mangiare mentre torniamo verso casa e la mia amica mi chiede “Mi dai la mano?”. Volevo ma non potevo. Ed ecco l’intuizione. Da quel momento non ho pensato ad altro».

Come hai sviluppato il progetto?

«Ci sono voluti quasi due anni. All’inizio ho cercato di dare forma alla mia idea, prima con disegni e schizzi, poi realizzando i primi prototipi artigianali. Insieme al mio amico e socio Riccardo, andavo a prendere i cartoni per pizza tra gli scarti di un centro commerciale. Ho fatto varie prove. Poi mi sono rivolto a un ingegnere brevettuale. Grazie al suo supporto ho realizzato i propotipi in una fabbrica locale e ho ottenuto il brevetto italiano. Adesso stiamo lavorando a quello internazionale. Io e Riccardo abbiamo investito circa 15mila euro, che dovremmo recuperare dalla vendita delle licenze».

Quali difficoltà hai incontrato?

«Soprattutto di tipo economico. Mi sono rivolto alle banche per avere un prestito, ma senza garanzie nessuno mi ha aiutato. A volte non dormo la notte a pensarci. Non sono ricco e ho investito tutto nella mia invenzione. Ho rinunciato anche ad avere una macchina pur di realizzare il mio sogno».

13427940_1415651905127986_5613151178871192418_nQual è il tuo sogno?

«Ho sempre sognato di diventare un inventore. Ho tante idee. Sono anche appassionato di cucina, ma lavorare 12 ore al giorno nei ristoranti è davvero pesante. Preferirei lavorare per me stesso. Mi sto impegnando per riuscirci. Il segreto è crederci, andare avanti, crearsi dei contatti. Ma solo se ci credi puoi davvero arrivare al sogno».

Come affronti le difficoltà?

«Anche nei momenti peggiori non penso mai di mollare. Vado avanti per realizzarmi. Voglio farlo anche per mia madre, per ripagarla di tutti i suoi sacrifici. È arrivata in Italia da sola, incinta, senza conoscere neanche una parola di italiano. Fuggiva dalla guerra. Voleva offrirmi una vita migliore. Mio padre è morto durante il conflitto. E lei si è sempre sacrificata per i figli. È arrivato il momento che sia io a fare qualcosa per lei. Voglio farla sentire una regina».

Altri progetti per il futuro?

«Oltre a Pizza da passeggio, ho ideato anche il Box Fast Food, con lo spazio per bibita e patatine e il Baby Pizza da passeggio per i più piccoli. Alcune fabbriche mi hanno già contattato per avere la licenza del prodotto brevettato, che poi sarà venduto al pubblico al costo di circa un euro».

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