«Vi racconto gli italiani di frontiera: con loro ho imparato a rompere gli schemi»

Ha fatto di un viaggio in Silicon Valley la sua vita e il suo lavoro. Superati i 50 anni, Roberto Bonzio, ex giornalista, si è preso sei mesi di aspettativa dall’agenzia di stampa Reuters ed è volato con la famiglia in California. Dovevano essere sei mesi di aggiornamento professionale per lui e di immersione linguistica per i figli. Sono diventati la sua vita. Folgorato dalla terra dove tutto è possibile, è rientrato in Italia, ha lasciato il lavoro da giornalista e creato un vero e proprio movimento. Che rappresenta le potenzialità della Silicon Valley e degli italiani che lì si sono realizzati.

Quell’esperienza oggi si chiama Italiani di frontiera, ed è diventata un libro (edito da Egea), un sito, un tour per imprenditori tra San Francisco e Palo Alto. E ora anche uno spettacolo. In “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy“ (ieri sera c’è stata la prima al Blue Note di Milano, ma sarà anche a Roma, dal 12 giugno, a Padova, Treviso, Bari e Brindisi) Bonzio traccia un filo rosso e spiega perché la Mecca dell’innovazione deve molto alla controcultura californiana, a Woodstock, alla Summer of love e alla Beat generation.

«Impariamo a rompere gli schemi»

In uno spettacolo, che è al tempo stesso un viaggio, un concerto e un romanzo, ecco il suo bellissimo messaggio:

«Le certezze assolute generano disastri. Impariamo a rompere gli schemi e andare controcorrente. Facciamolo per i nostri figli. Così hanno fatto Adriano Olivetti e Maria Montessori (sapevate che Jeff Bezos, Bill Gates, Larry Page e Sergey Brin hanno fatto tutti la scuola Montessori?)».

«Raccontiamo tutte queste storie per liberare il talento che c’è in noi e nei più giovani. Tutto quello che abbiamo è già dentro di noi. Dobbiamo solo liberarlo dai blocchi micidiali e dai muri che ci fanno pensare che siamo in una crisi irreversibile e che tutti i cambiamenti della tecnologia sono cose da cui dobbiamo proteggerci».

«Stupiscimi: è la lezione che dobbiamo imparare ogni giorno. Stupirsi significa reimparare quello che abbiamo imparato, credere negli altri, non aver paura di rischiare e avere fiducia nelle proprie capacità».

La chiusa è con un messaggio di Stanley Kubrick (il regista di Shining, 2001 Odissea nello Spazio, Lolita, Eyes Wide Shut), l’uomo che si è preso tanti rischi nel suo percorso professionale da finire emarginato dalla stessa industria cinematografica che aveva contribuito a creare.

Qualcuno diceva che aveva osato volare troppo alto. Ma parlando di David Griffith, il regista che di fatto ha creato il cinema come industria, Kubrick sosteneva:

«Non sono mai stato certo se il reale significato della storia di Icaro fosse: “Non provare a volare troppo alto” oppure “Dimentica la cera e le piume e lavora meglio sulle ali”».

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