La carriera? Ma chissenefrega!

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Ex pubblicitari, hanno mollato Londra e un lavoro intenso ma stressante, per aprire una fattoria “olistica” nelle Marche. Dove insegnano alla persone a fregarsene di tutto

Uniti nella vita e nel lavoro, da 10 anni mandano tutti serenamente a quel paese. John Parkin e Gaia Pollini hanno aperto una fattoria “olistica” nelle Marche. La loro filosofia, Ma chissenefrega!, li ha resi felici ed è diventata un corso di successo. Ora è anche un libro a vignette.

Quando è avvenuta la svolta nella vostra vita?

«Ero arrivata in Inghilterra, all’avventura, a 21 anni» racconta Gaia. «Ho conosciuto John nell’agenzia dove lavoravamo entrambi e l’ho sposato. Avevamo una vita intensa, con molte soddisfazioni professionali e un pesante carico di stress. Per questo, ci siamo avvicinati alle filosofie orientali e allo studio delle varie tecniche di rilassamento. L’hobby ci ha preso. Nel 1998 ho lasciato la pubblicità per dedicarmi al lavoro di terapista. John ci è arrivato più gradualmente: all’inizio insegnava tecniche per lo sviluppo della creatività ad addetti ai lavori nel campo dei media. Ma capì che era un compromesso. Anche lui voleva cambiare vita. E come me decise di seguire l’istinto. Nel 2002, con Arco e Leone, i nostri gemelli di otto mesi, abbiamo affittato l’appartamento di Londra, comprato un camper e siamo partiti per l’Italia. Cercavamo il posto giusto per vivere e organizzare i nostri corsi».

Poi cosa è successo?

«Dopo tre o quattro posti che visitammo, trovammo due fattorie, in mezzo a 40 ettari di bosco, a un quarto d’ora da Urbino. Era una situazione naturale estrema, le case ridotte a ruderi. Ci vollero circa sette mesi per acquistare la proprietà. Li passammo in camper: i nostri bambini hanno imparato a camminare a bordo! Servirono due anni per la ristrutturazioni e un’infinità di lungaggini burocratiche cui non eravamo abituati, stando in Inghilterra. Non avevo mai abitato in campagna. Ci mancavano Londra e le amicizie. Anche nella vita più idilliaca ci possono essere momenti difficili».

Che cosa vi ha aiutato?

«Ci sosteniamo a vicenda: così abbiamo potuto accettare rischi più grossi. Ma eravamo già avventurosi separatamente! Insieme abbiamo sconfitto la paura. L’unione di due capacità, di un’energia maschile e una femminile migliorano il risultato: il centro di vacanze olistiche per noi è un terzo figlio. L’abbiamo chiamato “La collina che respira”: c’è tanto spazio, per staccarsi dal mondo e dimenticare i problemi. Qui la gente si sente subito diversa. E impara a fare da sé, quando torna a casa».

Insegnate agli altri a stare bene?

«Io lavoro sulle tecniche di respirazione e l’ascolto di se stessi. Con noi, operano insegnanti di yoga, tai chi, qi gong. Ma il nostro metodo originale è il “chissenefrega”. Se uno vive nello stress e si dedica con impegno alla ricerca spirituale, anche questa può diventare una tensione in più. Quello che smuove le persone è essere quello che sono. Una liberazione che dà gioia immediata, non un nuovo stress per cercare di essere meglio. L’approccio liberatorio funziona velocemente, fa capire che non bisogna perdere energie per ogni dettaglio».

Come si svolgono i corsi?

«Durano una settimana. Non ci sono levatacce. Tutto si fa col sorriso, introspezione e leggerezza. Quando siamo partiti, pubblicizzammo il centro sulle riviste inglesi con una vignetta che fece scalpore: una ragazza in posizione yoga, con una piscina sullo sfondo, diceva “blurp”. Il commento: “vacanze spirituali, cibo incredibile”. S’innescò un passaparola che ci ha portato molti clienti. Oggi ci conoscono anche in Italia. I corsi si svolgono per sette mesi l’anno. D’inverno ci piace riposare: così viviamo meglio anche noi».

I punti forti del “chissenefrega”?

«Il primo passo è spiegare chiaramente che nella vita è dura essere liberi e contemporaneamente avere l’approvazione di tutti. Ognuno deve scegliere qual è la cosa più importante per sé. Che cosa siete disposti a pagare per essere voi stessi? Piacere a tutti, comunque, è molto difficile. Il secondo passo è imparare ad autoascoltarsi, attraverso la meditazione e varie tecniche. Poi si arriva all’accettazione di sé, per quello che siamo ora: basta sforzi e piani quinquennali! Il “chissenefrega” porta molta gioia. Dopo il corso, molti cambiano lavoro, partner, casa. Ma il “chissenefrega” non significa necessariamente cambiare tutto. Significa non arrabattarsi più in cose senza importanza».

Identikit

John C. Parkin e Gaia Pollini, 43 e 42 anni, sono marito e moglie. Lui è inglese, lei è nata e cresciuta in Italia. Gaia inizia a studiare pubblicità al Naba di Milano. Ma capisce subito che l’Inghilterra è il massimo per imparare. Parte per un periodo di studio. In tre mesi s’impadronisce dell’inglese, fa test per l’ammissione ed entra in un college dove continua a studiare Advertising, lasciando l’Italia. Dopo gli studi, collabora per un anno con alcune agenzie, come art director, prima di arrivare in quella dove conosce John. Lui ha una laurea in Lettere, ha fatto vari lavori, prima di applicare la sua creatività alla pubblicità, come copywriter. Le loro carriere sono brillanti. Pollini resta nell’agenzia dal 1990 al 1998, Parkin dal 1993 al 2002, affermandosi e creando una ricca rete di contatti.

I corsi

La loro filosofia, Ma chissenefrega, è diventata il tema di seminari settimanali: corso, pasti, pernottamento costano, in tutto, 890 euro. INFO: La collina che respira, tel. 0722 347895, www.thehillthatbreathes.com www.lacollinacherespira.com

I libri

› Ma chissenefrega! Piccola guida per fottersene di tutto e vivere felici, Sperling & Kupfer, 9,90 euro.

› Il metodo Vaffa Fuck it! L’ultima frontiera della spiritualità, My Life, 13,50 euro. INFO: www.thefuckitway.com

 

Silvia Messa, Millionaire 12/2010

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