L’anima della FESTA

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Il postino di C’è posta per te Maurizio Zamboni racconta la sua vita da animatore DENTRO E FUORI I VILLAGGI. «Un lavoro che non ti fa ricco ma felice»

Come definirebbe il tuo lavoro?

«Nasco come animatore turistico. Il mio è un mestiere artigianale, basato sull’improvvisazione. Praticamente ogni serata è uno spettacolo senza rete. Ogni rappresentazione è un pezzo unico, come se uscisse dalle mani di un fabbro o di un bravo falegname. Così, a volte, nascono autentiche magie».

Il tuo lavoro può essere considerato un business?

«Alle mie spalle c’è una Srl, l’agenzia di animazione Anima Vera: un’organizzazione che ho fondato con due soci. Ma non lo definirei un affare, perché business vorrebbe dire fare soldi. L’animazione non viene ancora pagata per il giusto valore che ha. Non mi comprerò mai la macchinona, ma questo lavoro è la mia vita e mi rende davvero felice».

Qualcuno dice che l’animatore ha un ruolo quasi terapeutico per i più giovani. Condividi?

«Sì. Fa socializzare le persone, cerca di aiutare soprattutto i giovani a comunicare tra loro, a dialogare, a costruire un gruppo. Si formano amicizie che resistono alla prova del tempo e non durano solamente il periodo di una vacanza. Poi offriamo svago ai bambini, che così si divertono e lasciano liberi e sereni i genitori: insomma, risolviamo la vacanza a parecchie famiglie».

Nell’immaginario collettivo l’animatore per eccellenza è Fiorello. Chi è lui per te?

«Fiorello è unico ed è veramente così, come lo vedi. L’ho conosciuto tempo fa. Ma come lui non c’è nessuno. È inarrivabile».

Maria De Filippi ti ha voluto nel ruolo di “postino”. Come la definiresti?

«Praticamente è una mamma, in senso lavorativo. Una grandissima professionista».

Tra i tuoi sogni nel cassetto?

«Mi piacerebbe realizzare un musical. Avevo iniziato tempo fa a scrivere una storia su Montecristo, poi qualcun altro l’ha fatto. Chissà se un giorno… Conosco molto bene David Zard, organizzatore di grandi eventi, l’uomo che ha fatto ripartire il musical in Italia, con coraggio. La sua è stata una grande scommessa. David, se stai leggendo questa intervista, cercami».

Alberto Zeppieri, Millionaire 02/2009

 

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