Like a Virgin: sir Richard Branson

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A 16 anni ha lasciato la scuola per fondare una rivista. Oggi, a 59 anni, Richard Branson è a capo di un’industria tra quelle di maggior successo al mondo, con oltre 360 attività. Il segreto? «Se avete fiducia nelle vostre capacità, riuscirete a raggiungere qualsiasi obiettivo»

«Lavoro sodo, rischio parecchio e credo negli obiettivi. I sogni sono sempre belli, ma vanno affrontati con spirito pragmatico». Richard Branson, 59 anni, patron di Virgin, un’industria mondiale con interessi che vanno dalla musica ai voli spaziali, è un’icona per i giovani e un modello per gli imprenditori. Nella classifica della ricchezza mondiale è al 261° posto, con un patrimonio di oltre tre miliardi di euro e un impero costituito da oltre 360 imprese. Tra i suoi successi, anche il titolo nobiliare di cavaliere conferitogli per i meriti in campo imprenditoriale. Eppure sir Richard ha costruito da solo la sua fortuna, nono-stante la dislessia e le origini modeste in una famiglia come tante dei sobborghi di Londra: padre avvocato, madre hostess e tre fratelli più bravi di lui a scuola. La sua storia inizia proprio tra le mura scolastiche, dove a 16 anni fonda una rivista: Student. Riuscito a intervistare l’attrice Vanessa Redgrave, il cantante John Lennon e il poeta Jean-Paul Sartre, Branson molla la scuola e capisce che nella vita vuole fare impresa: «Non mi sono mai posto l’obiettivo di diventare ricco. Ciò che ho ricercato nella vita è il divertimento sano e la sfida. Se l’unico motivo è rappresentato dal denaro, penso sia meglio lasciar stare. Ho scoperto che se mi diverto e provo piacere in ciò che faccio il denaro arriva». Già a 19 anni era già nata in lui quella forza vorticosa che ancora oggi lo fa avanzare da un’attività all’altra con la stessa agilità di una pedina su una scacchiera. «Individuiamo con un’attenta ricerca il tallone d’Achille dei vari settori e, quando decidiamo di entrarvi, onoriamo il nostro ruolo di paladini consumatori» ha commentato l’inglese.

Dopo un paio d’anni, nel 1968, quando era chiaro che la rivista era vicina alla saturazione, non si dà per vinto e avvia la vendita postale di dischi in vinile a prezzi scontati. I primi clienti? Trovati sfruttando la mailing list degli abbonati alla carta stampata. L’idea? Nata dalla constatazione che i giovani volevano acquistare musica ma avevano poco denaro. L’iniziativa, bloccata dopo poco da uno sciopero postale, viene salvata convincendo un commerciante di calzature ad affittare lo spazio inutilizzato del negozio. Nome scelto per l’insegna: Virgin, a sottolineare la mancanza di esperienza commerciale. Il successo arriva subito. «Offrimmo cuffie per l’ascolto, divani dove sedersi, copie gratis del New Musical Express e del Melody Maker da leggere, e caffè da bere a volontà. I clienti potevano trattenersi quanto volevano e mettersi comodi. Il passaparola iniziò a diffondersi, e le persone iniziarono a preferire di comprare i dischi da noi anziché nei grandi negozi». Dopo i negozi di dischi – prima di compiere 20 anni, Branson aveva già aperto un punto vendita in tutte le città britanniche – è la volta del lancio di un’etichetta discografica. L’esordio è da manuale: una scommessa su un chitarrista rifiutato da tutti i produttori, Mike Oldfield, che mette nel carniere di Virgin 10 milioni di copie vendute con il primo lp. Tutta questione di fiuto? Secondo Des Dearlove, direttore del Management Innovation Lab di Londra (www.managementlab.org), Branson fa centro perché ha sempre dimostrato come si possa sfruttare il minimo spiraglio di opportunità. E si muove in fretta quando gli si presenta un’occasione.

Sveglia alle 5.30,

sport e lavoro

Di solito si alza alle 5.30 del mattino, è già al lavoro alle sette dopo aver già fatto il pieno di partite di tennis. Sembra che lavori 35 ore al giorno. Dopo il lancio di Oldfield, Sex Pistols, Human League e Culture Club, il 1984 è l’anno di una nuova svolta: «Avevo bisogno di un’altra sfida. Ormai il denaro si stava accumulando in banca e volevo reinvestirlo più in fretta possibile». Branson diversifica l’attività aprendo una linea aerea di collegamento tra Inghilterra e Usa a prezzi scontati, in piena concorrenza con la compagnia di bandiera British Airways. A quel tempo l’idea era ancora “vergine”, ma per nulla semplice. Durissima la battaglia legale per affermare la legittimità dell’iniziativa, coronata però da una brillante riuscita: oltre tre miliardi di euro il fatturato attuale di Virgin Atlantic. «Il momento giusto per avviare una nuova attività è quando un’attività dello stesso tipo è condotta in modo pessimo» chiarisce Branson. Da allora lui ha colto moltissime chance: vini (Virgin Wines fattura 30 milioni di euro l’anno), servizi telefonici per cellulari (offerti in oltre cinque nazioni), servizi finanziari… Qualcosa è anche andato storto: Virgin Cars, dopo aver incassato un decimo del previsto con la vendita di auto, è stata chiusa, mentre Virgin Brides, specializzata in abiti da sposa, è stata abbandonata per non essere riuscita a macinare profitti. «Subire una perdita in un’operazione commerciale è molto sgradevole, ma sentirsi in colpa è ancora peggio. L’imprenditore moderno accetta la possibilità di sbagliare e procede oltre. Può trarre insegnamento dagli errori e sfruttarli per capire quando giocare la sua carta e quando no».

Pensa in grande, parti in piccolo

«Quando qualcuno mi chiede un consiglio sul tipo di attività da intraprendere, rispondo sempre la stessa cosa: in qualunque campo serve passione per l’attività che si svolge. Per i primi anni, chi avvia un’attività deve pensare solo a sopravvivere. Il futuro del business sta nelle attività imprenditoriali piccole e snelle. La soluzione è pensare in grande ma costruire in piccolo. Le idee valide non richiedono grandi capitali: crescono da sole». Oggi il suo impegno è volto soprattutto a rinnovare in una dimensione ecocompatibile tutte le sue attività.

INFO: www.virgin.com

la lezione del Sir

1. Fai di ogni affare una crociata.

2. Cerca di non fissarti sui soldi: negli affari ci sono cose che contano più del denaro.

3. Lavora molto, divertiti di più.

4. Ama, onora e rispetta il tuo brand.

5. Metti le persone al primo posto.

6. Non imitare mai, innova. Sii il primo sul campo.

7. Contratta, tutto si può negoziare.

8. Sii sempre onesto, non fare nulla

che ti impedisca di dormire sonni tranquilli.

9. Credi sempre in te stesso.

10.  Abbi il coraggio di rischiare.

Maria Spezia, Millionaire 7-8-/2010

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