L’imprenditore indiano che va a tutta birra

Vijay Mallya, in pochi anni è riuscito a creare un impero. Che spazia dagli alcolici alle librerie, alla Formula 1

Fino al podio conquistato dalla monoposto della sua scuderia al Gran Premio del Belgio (guidata da Giancarlo Fisichella) il suo nome era poco conosciuto fuori dall’India. Ora Vijay Mallya è considerato quasi un eroe. Il secondo posto conquistato sul circuito di Spa dalla scuderia Force India è arrivato nelle stesse ore in cui le autorità indiane erano costrette ad annunciare la perdita di ogni contatto con l’unico satellite orbitante intorno alla Luna. Un lancio che era stato celebrato come un evento per l’India ma che aveva sollevato molte critiche a causa dei costi della missione ritenuti eccessivi (circa 55 milioni di euro). I giornali indiani hanno così dedicato pochissimo spazio alla notizia, mentre il podio della scuderia Force India ha conquistato intere pagine. Con soddisfazione per Mallya che in pochi anni è riuscito a creare un impero che spazia dal settore degli alcolici alle linee aeree. Dalla chimica alla farmaceutica. Dal calcio alla Formula Uno. Un indiano che ha ereditato dal padre un birrificio fra i più noti in India, Kingfisher. Ma la sua abilità è stata quella di estendere il gruppo in molti altri settori. Nel 2005 ha creato la linea aerea Kingfisher Airlines. Poi l’ingresso nel ramo low cost con l’acquisizione del 46% della Air Deccan. Da anni questo magnate indiano vive sul lungomare di Sausalito (California, Usa) dove vuole creare un museo di lusso destinato ad accogliere la sua collezione di monoposto di Formula 1, auto storiche e barche da corsa. Uno stile di vita non proprio “low”.

Il commento

In un’impresa in cui convivono l’industria farmaceutica e la Formula 1, gli alcolici e il calcio, il vantaggio competitivo è spiegato dalle interrelazioni tra tutti questi business. Dal punto di vista concettuale, la diversificazione eccessiva dovrebbe essere penalizzata dai mercati finanziari: provoca complessità gestionale, difficoltà di controllo da parte dei vertici aziendali, perdita di specificità delle competenze. Tuttavia, la localizzazione nei nuovi mercati emergenti e con poca rivalità interna può contrastare queste “derive” organizzative e strategiche e attenuare le difficoltà di previsione sulla crescita dei singoli settori. Finora quella di Mallya si è dimostrata una formula imprenditoriale vincente ma difficilmente replicabile, almeno nei contesti nostrani.

di Fabiana Fontana, autrice del libro Strategie di diversificazione e creazione del valore (FrancoAngeli, 12 euro).

Salvatore Gaziano, Millionaire 10/2010

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