Moovenda, ex startup oggi impresa di food delivery, è nata in uno Startup Weekend

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Il servizio di food delivery oggi è disponibile a Roma, Viterbo e Napoli. Moovenda ha da poco raccolto 335mila euro di investimenti.

Tutto è nato da uno Startup Weekend, nel 2014. Simone Ridolfi, romano, 27 anni, una laurea in Economia e commercio, ha un’idea per un servizio di consegna di piccoli pacchi, in cui chiunque può accedere a una piattaforma e proporsi come fattorino. L’idea, presentata insieme a Filippo Chiricozzi, suo ex collega di Università, e Simone Terranova, ingegnere gestionale ed esperto di logistica, vince la manifestazione ma è destinata a evolversi in qualcos’altro. Si chiamerà Moovenda.

Oggi è un servizio di food delivery presente a Roma e Viterbo su 450 locali. Ha un fatturato di un milione di euro. Nel 2017 ha cambiato logo e acquisito una startup napoletana di food delivery, Jammefood, attivando il servizio di consegna a domicilio anche nel capoluogo campano. Lo scorso febbraio ha chiuso un round di investimento da 335mila euro.

«Lo Startup Weekend, al quale abbiamo partecipato nel 2014, è stato una vera palestra d’impresa: abbiamo capito che non sempre la prima idea è la migliore, ma che bisogna conoscere il mercato e adattarsi. Inoltre, ha permesso a noi tre founder di conoscerci e cominciare a lavorare insieme a quella che oggi è Moovenda».

Come avete modificato la vostra idea?

«L’abbiamo testata e ci siamo resi conto che non c’erano i numeri per farne un business. Abbiamo provato con il cibo, consegnando uova di Pasqua di una delle migliori cioccolaterie di Roma, ottenendo risultati 20 volte superiori. Sapevamo poi che molti ristoranti volevano esternalizzare il servizio di consegna a domicilio e così abbiamo creato Moovenda».

Meglio distinguersi dai concorrenti?

«Il mercato è grande e c’è spazio per tutti: solo a Roma è presente il 30% del mercato italiano. Ma in ogni caso occorre differenziarsi. Mentre Deliveroo offre ristoranti nell’arco di 3-4 km, noi consentiamo di acquistare in un raggio di 20-30 km. Abbiamo costruito una piattaforma che analizza i dati storici ed è in grado di prevedere in anticipo dove gli ordini saranno effettuati e allocare di conseguenza i fattorini».

Perché rivolgersi a un acceleratore?

«Nessuno di noi aveva un’esperienza imprenditoriale. Luiss Enlabs ci ha dato le basi per impostare (e in questo caso modificare) il business, ma anche il giusto sprone per andare avanti. Nel momento in cui dovevamo sottoscrivere l’aumento di capitale (di 535mila euro) è stato importante far parte di un network. Gli investitori che hanno sottoscritto l’aumento sono i primi a guidare le nostre scelte e ad appoggiarci».

INFO: www.moovenda.com

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