Per una foto sono disposto a salire sul tetto del mondo

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Studente di Legge, fotografa le città dall’alto. E per ogni scatto rischia la vita. Si chiama Marat Dupri, vive a Mosca,  ha 20 anni ed è già conosciuto in tutto il mondo. Lo abbiamo intervistato

Gli anglosassoni l’hanno soprannominato roofer (uomo dei tetti), oppure skywalker (viaggiatore del cielo). Incurante dell’altezza e del pericolo, il giovanissimo russo Marat Dupri passeggia su travi di metallo con grande sangue freddo, quasi fosse nel salotto di casa, e sfida l’abisso alzandosi in piedi su cornicioni, parapetti, scalette in verticale senza alcun tipo di protezione. Pur di fare una foto. Millionaire l’ha incontrato.

Come hai incominciato a fare il fotografo funambolo?

Da bambino, quando alzavo il naso per scorgere le cime delle costruzioni più alte, provavo sempre un grande fascino. Nel 2009 ho comprato una macchina fotografica. Avevo navigato in Internet e visto delle foto panoramiche: da subito ho pensato che anche io avrei voluto firmare immagini dall’alto, nonostante i problemi che, allora, potevo solo immaginare. Il primo servizio? L’ho realizzato dal tetto di casa. E da subito ho capito che con questo progetto avrei potuto esplorare Mosca, la mia città natale, da una prospettiva diversa e magari cambiare la mia vita, pur continuando a studiare Legge. L’emozione che ho provato la prima volta era troppo intensa: così forte da farmi desiderare di salire su tutti i grattacieli della città.

Come hai trasformato l’avventura in un lavoro?

Dopo i primi scatti mi sono buttato in una specie di autoapprendistato, in cui ho imparato a eludere la sorveglianza dei luoghi privati e pubblici su cui mi inerpico per vedere e far vedere la terra da un’angolazione diversa. Non posso richiedere permessi ufficiali perché non sono un professionista. E così ogni volta devo inventare un nuovo stratagemma per sgattaiolare tra le guardie, aprire serrature chiuse, rendermi invisibile alle telecamere a circuito chiuso. Ciò che faccio è illegale, ma per me è diventato come un gioco: ogni volta devo stare attento a non commettere errori, perché un passo falso significa cadere nei guai.

Come ti sei fatto conoscere?

Fin dai primi tempi ho aperto un blog e monitorato le visite. Nonostante ancora oggi i miei testi siano solo in russo, sono riuscito ad attirare attenzione in tutti i continenti. E così le riviste hanno incominciato a pubblicare le mie “avventure”. Per ampliare il mio archivio e proporre nuovi servizi, finora ho viaggiato in Indonesia, Emirati Arabi, Repubblica Ceca, Grecia, Croazia, Germania… Oggi raggiungo 2mila cliccate al mese in 100 nazioni diverse e ho venduto foto a testate di Paesi lontanissimi da Mosca: i miei clienti migliori sono gli inglesi. In genere incasso 400 euro per 20 foto.

Non hai paura quando sfidi l’altezza sull’orlo di un parapetto?

Mi sono fatto male solo una volta: scappando mentre ero inseguito da una guardia privata che sorvegliava un grattacielo. Ma non ho paura: la paura è un sentimento che non mi posso permettere, la paura e l’incertezza sono il nemico di qualsiasi uomo. In realtà sono molto cauto anche se amo il rischio: ma non mi spingo mai oltre quel limite che reputo pericoloso. Sull’alto dei tetti mi sento la persona più felice di questo mondo e tutto, intorno a me, sembra trasmettermi un’energia positiva.

Qual è lo scatto che ti ha emozionato di più?

A Mosca c’è la statua dello zar Pietro il Grande: alta 96 metri, è tra le più elevate del mondo. È posta sulle rive del fiume Moscova e sono riuscito a scalarla all’alba: la vista dall’alto dei primi raggi solari sui flutti ha lasciato in me un ricordo incancellabile.

E il più difficile?

Ad Astana, nello Stato del Kazakhstan, sono dovuto salire su una torre per quasi 400 metri con la sola forza di braccia e gambe: non c’era ascensore perché si trattava di una costruzione abbandonata. Ma anche a Slantsy, 800 km a nord-ovest di Mosca, sono salito su una scala che, mentre cercavo l’inquadratura migliore, ha iniziato a dondolare.

Com’è una tua giornata-tipo?

La mia vita è simile a quella di tanti altri studenti. Di giorno studio, la sera mi incontro con gli amici: mangiamo fuori, andiamo in discoteca o al cinema… Così sono nate tante delle mie avventure: spesso cerco di coinvolgere i miei amici in una nuova impresa di altezza.

La prossima sfida?

Dubai: un luogo in cui sono stati costruiti tantissimi grattacieli. Per me, una meta interessantissima: già sogno a occhi aperti quello che potrò scoprire dai tetti costruiti in mezzo alle dune del deserto.

INFO:http://mister-marat.livejournal.com

Maria Spezia

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