Da disoccupata a milionaria: la favolosa storia della maga di Harry Potter

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J.K. Rowling alla Casa Bianca nel 2010.

È partita da zero. Ha creato una saga editoriale che vale più di un miliardo di euro. Storia di J. K. Rowling e della sua fiaba nella fiaba.

«Ero convinta, da sempre, che l’unica cosa che avrei voluto fare nella vita fosse scrivere romanzi. Ma i miei genitori, che venivano da esperienze di povertà, consideravano questa mia esuberante immaginazione come un capriccio che non mi avrebbe fatto pagare un mutuo o costruire una pensione». Sono le parole che Joanne Kathleen Rowling, 52 anni, la creatrice di Harry Potter, il fenomeno editoriale più grande della storia della letteratura, rivolge ai laureandi di Harvard in un celebre discorso del 2008. Da quel discorso J. K. Rowling ha preso spunto per il suo ultimo libro Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione (Salani Editore) che esce oggi in Italia.

Una passione accantonata per molti anni

«Joanne si accorge della sua passione per la scrittura molto presto» ci racconta Marina Lenti, autrice di J.K. Rowling, L’incantatrice di 450 milioni di lettori (Edizioni Ares). «Dall’età di sei anni scriveva di regni magici e animali parlanti. Si nutriva dei tanti libri che trovava a casa. Ma per molti anni dovrà tenere questa sua passione al margine». Cresce in una famiglia della piccola borghesia inglese, con un padre che non l’ha particolarmente amata e una madre ammalata di sclerosi multipla (morirà quando lei ha 25 anni). Quando è il momento di iscriversi all’università Joanne vorrebbe studiare letteratura inglese, ma i suoi temono che con una laurea del genere non riuscirà a trovare lavoro. Vorrebbero che frequentasse una scuola professionale. Il compromesso? Studierà Lingue moderne. Ma questa scelta non piacerà a nessuno. «Quando la macchina dei miei voltava l’angolo,
fuggivo dal corridoio di tedesco per infilarmi in quello di lettere classiche» racconterà.

Fino a 20 anni non sapeva di cosa scrivere

Dopo la laurea, la Rowling si trasferisce a Londra, ma gli impieghi che trova non durano mai molto. «Anziché prestare attenzione a redigere i verbali delle riunioni, si perdeva a scribacchiare sui taccuini appunti per i propri racconti» raccontano i suoi datori di lavoro. «Tutti gli avvenimenti della sua vita sono un lungo terreno preparatorio per quella che sarà la saga di Harry Potter» ci spiega Lenti. Dalla stazione di King’s Cross, dove sua madre e
suo padre si erano incontrati per la prima volta, all’università da lei frequentata a Exeter dalla quale prende spunto per le scene di vita di Hogwarts.

L’ispirazione arriva per caso

Come la stessa Rowling ha dichiarato, per molti anni non aveva ben chiaro di cosa volesse scrivere. L’idea di Harry Potter arriva all’improvviso. È l’estate del 1990, e Joanne è in treno di ritorno da Manchester, dove è andata a trovare il fidanzato. A un certo punto il treno si ferma per un guasto. Passano le ore e Joanne, annoiata, si mette a guardare fuori dal finestrino: vede delle mucche, pensa a cose che non hanno nulla a che vedere con
la scrittura. «All’improvviso mi arrivarono nella testa queste parole: “Il ragazzo non sa di essere un mago. Va in una scuola di maghi”. Bang bang bang» racconta in una famosa intervista a Oprah Winfrey. «Non avevo carta. E la mia testa si riempiva di particolari su come era fatta questa scuola: c’erano quattro case, c’erano fantasmi, c’erano i fantasmi delle case, vedevo cosa insegnavano, chi erano gli insegnanti… E io non avevo una penna! Un’emozione forte mi ha percorso, non mi sono mai sentita più eccitata…».

Da Londra a Oporto a Edimburgo: l’odissea di Joanne

Ci vorranno altri sette lunghi anni prima che Harry Potter e la Pietra filosofale venga alla luce. In quello stesso anno sua madre si aggrava e muore alla fine di dicembre. Per Joanne è uno shock. Molte cose stanno cambiando: sua sorella si trasferisce a Edimburgo, il padre va a vivere con la sua segretaria, il rapporto con il fidanzato si deteriora. Joanne decide così di cambiare aria e si trasferisce Oporto. Con sé, porta tutto il suo materiale. Trova lavoro come insegnante di inglese e conosce quello che diventerà il suo primo marito. Un matrimonio tumultuoso di soli 13 mesi che vedrà la nascita dell’amata figlia Jessica e dei primi tre capitoli del libro.

Dopo la parentesi portoghese, Joanne si rifugia a Edimburgo. Inizia qui quello che sarà il suo periodo più buio. Senza lavoro e con una bambina piccola a carico, si trova a fare i conti con la miseria. Chiede subito il sussidio statale, una forma di assistenza per genitori single e con un reddito basso molto utilizzata in quel periodo in Gran Bretagna: ammontava a 278 sterline al mese. Ma lo svantaggio è che non le consente di avere un lavoro a tempo pieno, perché il suo salario supererebbe la soglia necessaria per poter ottenere il sussidio. «A soli sette anni dalla mia laurea, avevo fallito su scala epica. Con un matrimonio finito, mi ritrovavo a essere una madre sola, disoccupata e tanto povera quanto era possibile esserlo nella moderna Gran Bretagna, pur non essendo una senzatetto» racconta alla platea di studenti di Harvard. Un periodo buio, che la porterà alla depressione.

«Il fallimento mi ha liberata»

Ma talvolta raggiungere il fondo ti fa trovare la via d’uscita. «Il fallimento mi ha aiutato a liberarmi di ciò che non era essenziale: ho smesso di far finta di essere altro rispetto a ciò che ero. Ho fatto convergere tutte le mie energie sull’unica cosa che per me era importante» racconta Joanne agli studenti. «Se avessi avuto successo altrove, probabilmente non avrei mai trovato la determinazione di riuscire nell’unica cosa alla quale sentivo di appartenere. Mi sentivo libera». Da qui il suo insegnamento ai ragazzi: “Non abbiate paura di fallire. Imparate tutto ciò che potete dal fallimento”.

Una fiaba nella fiaba

Grazie al prestito di un amico, riesce ad avere una sistemazione migliore, pur se nell’estrema periferia di Edimburgo. Ed è in questa casa che Jo termina la stesura della Pietra Filosofale, che emergerà dall’enorme caos di appunti che ha accumulato in tutti questi anni. La sedia sulla quale scrive sarà battuta all’asta per 15mila sterline.

Dopo un anno e numerosi rifiuti, Harry Potter troverà un editore nella piccola casa editrice londinese Bloomsbury. Il primo libro conquista rapidamente il pubblico attraverso il passaparola. Poi tutto succede a un ritmo incredibile: la vendita dei diritti al mercato americano, la pubblicazione del secondo romanzo, le apparizioni televisive, le file infinite di fan, la vendita dei diritti ad altri sette Paesi tra cui l’Italia.

 

Tratto dall’articolo “Da disoccupata a milionaria: la favolosa storia della maga di Harry Potter” pubblicato su Millionaire di febbraio 2017. Per acquistare l’arretrato, scrivi a abbonamenti@ieoinf.it.

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