Ryanair: l’irlandese volante

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Oltre 500mila voli l’anno e 1.500 rotte in 28 Paesi diversi: Ryanair, compagnia irlandese di voli low cost, è un’azienda che ancora oggi investe nella crescita. Di pochi giorni fa la notizia dell’acquisto di 200 nuovi aerei, per passare dagli attuali 80 milioni di passeggeri a 120 nei prossimi 5-7 anni.

La storia aziendale è legata a quella di Michael O’Leary, manager che all’inizio degli anni 90 intuisce una nuova formula: biglietti scontati e servizi a pagamento. Figlio di un imprenditore e di una casalinga, non particolarmente dotato nello studio, il direttore che ha fatto la fortuna della compagnia aerea fondata da Tony Ryan ha avuto da subito un obiettivo chiarissimo in testa: fare soldi.

Non ho mai voluto essere un pilota come tutti quegli altri buffoni che popolano l’industria aeronautica. Ma avrei ucciso o sarei passato attraverso i muri pur di far soldi

ha dichiarato O’Leary.

Dopo aver racimolato i primi risparmi con la paghetta del padre e con un lavoro da barista, Michael si laurea in Business al Trinity College di Dublino. Subito dopo trova impiego come contabile in un’azienda, dove conosce Tony Ryan, e in seguito si mette in proprio con un’edicola:

Aprivo alle 7 di mattina e chiudevo alle 11 di sera – ha raccontato O’Leary – così ho imparato come si gestisce un’impresa.

Un’esperienza che dopo pochi mesi gli dà il coraggio di bussare alla porta di Tony Ryan, che all’epoca noleggiava aerei alle compagnie di bandiera. L’attività era in perdita nonostante l’aumento di passeggeri: primo obiettivo, scoprirne il motivo.

La svolta arriva quando O’Leary va negli Stati Uniti per studiare il caso della Southwest Airlines, azienda che guadagna decine di milioni di dollari con i suoi voli low cost. Tornato in Irlanda, O’Leary ne duplica il modello e fa di Ryanair la compagnia aerea che tutti conosciamo.

Oggi Ryanair ha inaugurato quattro nuove rotte da Roma e dichiarato che questa iniziativa creerà oltre 4mila nuovi posti di lavoro.

Millionaire ha raccontato la storia di Michael O’Leary nel numero di gennaio 2011.

Redazione

(Autore immagine: Darren B. Hillman)

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