Scalapay è la Startup dell’anno 2021. Il Ceo: «Quando cresci, il “Just do it” non basta più. L’unica costante è il cambiamento»

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Simone Macini, Ceo e co-founder di Scalapay

Scalapay, la fintech fondata nel 2019 da Simone Mancini, è la Startup of the Year 2021. È stata premiata ieri, durante #SIOS21 Winter Edition, il grande evento organizzato da StartupItalia alla Bocconi di Milano. Scelta per i suoi servizi innovativi e per la sua incredibile crescita.

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La premiazione di Scalapay al #SIOS21 Winter Edition

Scalapay permette di fare acquisti in 3 rate, online e in-store, senza interessi. Un modello win-win: l’acquirente risparmia, gli e-commerce aumentano le loro entrate e il tasso di conversione.

A settembre la startup ha chiuso un round da 155 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 700 milioni. Un “quasi unicorno”, che in questi due anni ha convinto migliaia di merchant, oltre 3000, tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Austria. Con un team internazionale di più di 150 persone. LinkedIn l’ha inserita tra le 10 migliori startup italiane che nell’ultimo anno, nonostante la pandemia, hanno continuato a crescere e ad assumere.

«Il 2021 è stato un anno di crescita non solo per l’azienda (quindi a livello di partnership, investimenti e fatturato), ma anche sul piano personale e del team» ci racconta Simone, che abbiamo raggiunto oggi al telefono (ieri ha ritirato il premio Raffaele Terrone, CFO di Scalapay).

34 anni, di cui 30 passati in Australia, è rientrato in Italia nel 2019 con moglie, tre figli e la sua idea rivoluzionaria. Vi abbiamo raccontato qui la sua storia.

I genitori di Simone sono missionari. «Hanno venduto tutto quello che avevano, l’azienda, la casa e sono partiti. In tasca, un biglietto di sola andata per l’Australia. Non parlavano inglese, non avevano niente. E ce l’hanno fatta, grazie alla generosità della gente. Mi hanno insegnato la bellezza di rischiare».

Per Scalapay è il momento di nuove sfide. Dopo i sistemi di pagamento dilazionati per l’e-commerce, ha lanciato anche Magic Checkout, una piattaforma per il checkout veloce.

«Stiamo entrando in una nuova fase. Tante esperienze preziose e lezioni imparate nei primi anni ci serviranno, ma fino a un certo punto. Con un team molto più grande e distribuito e due prodotti in più mercati europei, le sfide sono ben diverse e richiedono un approccio nuovo».

Un esempio? «Quando si è piccoli, con un team di massimo 30 persone, l’atteggiamento vincente è il “Just do it“. Ma è un approccio che non funziona, e diventa anzi controproducente, quando hai un team di 150 persone. Nella vita come nell’impresa, l’unica costante è il cambiamento».

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