I migliori leader crescono grazie a chi fa domande scomode, non a chi dispensa consigli. Perché il vero problema è scegliere il mentore sbagliato
Se pensate che crescere come leader significhi solo fissare obiettivi, migliorare le performance o accumulare competenze, forse state guardando nel posto sbagliato. Una delle leve più sottovalutate – e allo stesso tempo più potenti – della crescita professionale è il mentoring. Non come moda HR, ma come relazione reale, strutturata, trasformativa.
A ricordarcelo è Jack Cline, co-fondatore e presidente di Youth Champions, che in un recente contributo racconta cosa il mentoring gli ha insegnato su credibilità, tempismo e fiducia. Tre parole che, più di qualsiasi KPI, definiscono la qualità della leadership. Perché i migliori leader non separano la Mentorship dall’Execution.
«La leadership comincia prima di parlare: inizia da come vi presentate»
Il primo insegnamento è semplice, ma spesso disatteso: la credibilità nasce dal comportamento, non dalle dichiarazioni. Le persone decidono se fidarsi di voi prima di decidere se seguirvi. Se chiedete impegno senza sporcarvi le mani, se parlate di valori senza incarnarli, la fiducia si erode. Il mentoring funziona perché mette a confronto l’esperienza vissuta, non le formule teoriche.
Mentoring e coaching non sono la stessa cosa
È importante chiarirlo. Il coaching è orientato a obiettivi specifici, misurabili, spesso di breve periodo. Il mentoring, invece, lavora sullo sviluppo complessivo della persona: visione, scelte, identità professionale. È una relazione che può durare mesi o anni e che cresce sulla fiducia, non sulla subordinazione.
Perché avere un mentore fa davvero la differenza
Non è solo una sensazione. Secondo The Financial Times Guide to Mentoring, le persone che hanno un mentore:
– guadagnano di più
– vengono promosse più spesso
– hanno maggiori soddisfazioni professionali
– mostrano livelli più bassi di burnout
Eppure, solo il 37% delle persone dichiara di avere un mentore. Un paradosso che dice molto su quanto questa leva sia ancora poco utilizzata.
Come capire se state cercando il mentore giusto?
Il primo passo non è cercare fuori, ma guardare dentro. Quali sono i vostri obiettivi nei prossimi 12 o 24 mesi? Volete crescere nel ruolo attuale, cambiarlo, oppure ridefinire completamente la vostra traiettoria? Più siete chiari su questo punto, più sarà facile riconoscere il mentore adatto.
Non deve essere per forza il “più famoso” o il più senior. Spesso funziona meglio una persona solo qualche passo più avanti di voi, capace di offrire consigli concreti, contestualizzati, realistici. E raramente un solo mentore basta per tutto: è normale averne più di uno, per esigenze diverse.
«Il mentoring è una relazione, non una richiesta vaga»
Quando individuate una persona che stimate, siate chiari. Spiegate perché avete pensato proprio a lei, su quali temi vorreste confrontarvi e con quale orizzonte temporale. Il mentoring non è un favore estemporaneo, ma un percorso condiviso.

Come ricorda anche David Clutterbuck nel volume A ciascuno il suo mentor, una relazione di mentoring funziona solo se entrambe le parti conoscono obiettivi, confini e aspettative.
Non basta avere un mentore: dovete essere un buon mentee
Il mentoring non è passivo. Richiede preparazione, apertura al feedback (anche quando è scomodo), capacità di ascolto e continuità. Prendere appunti, fissare un ordine del giorno, monitorare i progressi: sono dettagli che fanno la differenza tra una chiacchierata e una relazione trasformativa.
Mentoring come leva di leadership
Cline lo definisce una forma di leva sociale: investire oggi su una persona può generare un impatto che si moltiplica nel tempo. Per questo il mentoring non è beneficenza, ma una delle forme più oneste e potenti di leadership.
Se volete crescere davvero, la domanda non è se vi serve un mentore. La domanda è: chi vi sta aiutando oggi a diventare la versione futura di voi stessi? E, guardando avanti, a chi potreste restituire lo stesso valore?
Per approfondire:
What Mentorship Taught Me About Credibility, Timing and Trust
The Financial Times Guide to Mentoring
A ciascuno il suo mentor. Manuale di mentoring
Photo cover: iStock / fizkes