«Steve Jobs è il nostro mito (ma vogliamo superarlo)»

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Idee innovative, sogni e determinazione. Così due 30enni vicentini lanciano I’m watch, un terminale da polso che si connette a Internet, stravenduto online prima dell’arrivo sul mercato. La loro idea Apple-inspired ha fatto il giro del mondo

Innamorati di Steve Jobs e di tutto quello che è l’universo Apple, due giovani vicentini si sono inventati un orologio computer, bello da vedere e facile da usare. L’hanno chiamato I’m watch, un nome che richiama l’I di Jobs e con una grande campagna sul Web l’hanno fatto conoscere a tutto il mondo. 100mila utenti lo hanno ordinato in prevendita. Non pensate che siano figli di papà. Manuel Zanella, 35 anni, perito elettronico, e Massimiliano Bertolini, 31, architetto, sono amici fin da bambini. Entusiasti, sognatori, determinati, hanno qualcosa da insegnarci.

L’idea di un bracciale che fosse anche un telefono di lusso era venuta a Manuel nell’estate 2009, per puro caso. «Una di quelle pensate estemporanee che sul momento non potevo elaborare. Depositai il primo brevetto, per proteggere l’idea. E mi dedicai, con Massimiliano, a Winezero, il nostro vino senz’alcool». Per Winezero, i due girano in Sud America, nel 2010. La loro idea di orologio rispunta, stimolata dalla diffusione degli smartphone e i due riprendono a lavorarci su. Ma le loro idee innovative si erano già fatte notare.

I soldi? Sono andato a suonare a Ennio Doris

Racconta Manuel Zanella:

Sono perito elettronico, con una laurea in Ingegneria gestionale. Lavoravo in Banca Mediolanum e avevo il mito di Doris. Credevo nel suo motto: “Tutto è possibile, niente è impossibile”. La mia passione per l’elettronica e le comunicazioni mi aveva portato a ideare un sistema di roaming internazionale, per telefonare a basso costo, che ho chiamato Zeromobile. Ho cercato di raggiungere Doris per anni, attirandomi grane sul lavoro e richiami. Allora, nell’aprile 2007, sono andato a Tombolo, dove Doris ha una villa. Era sabato. Ho lasciato a una sua guardia una lettera dove chiedevo aiuto per creare un’azienda innovativa. Passò una settimana, nessun segnale. Tornai a Tombolo, risuonai il campanello. Doris era al telefono. Girai per un’ora nel paesino, ma lui non si liberò. Tornai a casa sconfortato. Il lunedì mi chiamò per un colloquio un suo collaboratore, a Milano. La prima mezz’ora, mi rimproverò per l’insistenza. Poi apparve lui, Doris. Mi chiese di raccontargli il mio sogno. Lo convinsi. Era la prima volta che appoggiava finanziariamente una giovane impresa, partecipandovi con circa un milione di euro. Oggi superiamo il milione di euro di fatturato annuale, siamo in 1.000 punti vendita e abbiamo 20mila clienti attivi. Per il 2012, ci aspettiamo una crescita del 30-40%. Doris è soddisfatto. Per me è un sogno che si è realizzato. Avevo solo 30 anni, una famiglia non benestante. Eppure la mia idea ha convinto i finanziatori.

La forza del progetto

«Una volta conquistato Doris con Zeromobile e Winzero, è stato facile ottenere finanziamenti anche per I’m watch. Lo abbiamo convinto con l’entusiasmo, in 10 minuti, senza un business plan. Grazie all’idea» afferma Massimiliano Bertolini. Lui è architetto e designer. Ha le competenze per dare un corpo all’idea.
Ha lavorato duro per dare a un prodotto tecnologico un’immagine che piaccia e colpisca. Linee, colore, materiali. Compresi titanio e oro.

«Il problema in Italia non è quello della mancanza di idee. Manca il coraggio di portarle avanti con tenacia».

Il volano di un’idea è il Web

Uno dei collaboratori più preziosi per l’azienda di I’m watch, è Nunzio Martinello, 23 anni, studente. È l’artefice della campagna pubblicitaria dello smartwatch. «Puntiamo su Internet: ha costi contenuti e ritorni straordinari» spiega Massimiliano. «Investiamo circa 2.000 euro al giorno, 60mila al mese su Google. E facciamo promozione su Facebook, Twitter e altri circuiti. La strategia è occupare il Web, essere ovunque. I primi frutti? Ordini per 10milioni di euro. Prima che I’m watch sia disponibile».

Grandi miti e grandi ambizioni

Il 10 gennaio, al Ces, la fiera delle tecnologie di Las Vegas, I’m watch sarà presentato ufficialmente con una serie di oggetti ancora top secret che, a detta di Zanella e Bertolini, ci cambieranno la vita.

Steve Jobs ci ha insegnato ad avere cura del design di prodotto, che si sposa alla tecnologia e al funzionamento. Per lo smartwatch abbiamo depositato il brevetto internazionale proprio il giorno della morte di Steve. E lo vogliamo superare.È un terminale senza sim card che si connette Wi-Fi a uno smartphone. Per inviare email, interagire con i social network e scaricare migliaia di applicazioni.Uno staff di sviluppatori crea App e le rende disponibili, tramite l’I’market. Dal sito si può scaricare anche musica (I’music).

La qualità batte l’imitazione

Una buona idea stimola imitatori e concorrenti. Ma la qualità può fare la differenza. «Le grandi multinazionali, come Samsung, di sicuro produranno terminali da polso. Ma noi abbiamo risolto, grossi ostacoli tecnici, che spuntano ogni giorno. Per esempio la trasmissione Wi-Fi attraverso una cassa metallica e non plastica. Noi siamo partiti dal design, poi abbiamo lavorato sull’elettronica» spiega Manuel. «Ci hanno già contattato grandi gruppi, interessati al progetto. Una conferma della sua validità».

Creare una rete di vendita

Vendere online non basta. Bisogna puntare anche sul retail e rafforzare l’identità di marca. «Abbiamo già 50 contratti firmati e 20 in chiusura per la distribuzione nel mondo. Poi c’è il franchising. Abbiamo ricevuto un centinaio di richieste per aprire punti monomarca I’m watch, molti all’estero». L’idea aprire un punto pilota di una catena, all’inizio dell’estate, a Milano, e due altri a Miami e a Dubai. «Gli affiliati dovranno avere un punto vendita di 50-70 mq, pagare una fee di 10mila euro. L’investimento per il negozio sarà di 100mila euro circa, più altri 50mila di merce».

3 imprese da zero

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  • Zeromobile. È un sistema di roaming internazionale, al servizio di una nicchia di mercato: i turisti e chi viaggia per business. Permette di telefonare a basso costo. Impresa avviata da Manuel Zanella, nel 2007, con la partecipazione al 50% di Ennio Doris. Entra nella compagine anche la famiglia Bortolotti, quella di Daniele, cognato di Manuel, proprietaria di Pvb Group, impresa nel settore petrolifero con ricavi per oltre 400 milioni di euro. www.zeromobile.it Blue Sky È l’azienda di Zanella e Bertolini e Doris che sta lanciando
  • I’m watch. Dal 2012 la ragione sociale sarà I’m Spa. www.imwatch.it
  • Winezero. È un vino senz’alcol. Il prodotto è messo a punto grazie alla ricerca e allo sviluppo cui hanno collaborato enologi e tecnici italiani, e a investimenti per 400mila euro. Nella società, Winezero Srl, sono coinvolti Zanella e Bertolini (25 e 25%) e H Equity di Doris (50%). Già stretti accordi commerciali in Finlandia, Belgio e Australia. Nel 2012, l’azienda entrerà in altri Paesi del Nord Europa e in Medioriente. http://winezero-italy.com

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Dall’idea all’impresa i consigli dei due

1. Preparati psicologicamente.

2. Guarda La ricerca della felicità di Muccino, un film che racconta la storia vera di un americano che ha affrontato momenti di povertà estrema, senza perdere di vista i suoi sogni, perseguendoli con determinazione. Fino a creare un’impresa di successo.

3. Ascolta: quanto tempo sei disposto a investire per realizzare la tua impresa?

4. Quanti soldi? I primi che devi rischiare sono i tuoi.

5. Spendi in comunicazione per un progetto ben strutturato ed esposto: brochure, presentazioni multimediali…

6. Sii convincente con tutti: persone e banche.

7. Cerca una vetrina per metterti in mostra e cercare finanziatori. Blue Sky lancia www.doooing.it, un portale dove le idee incontrano i capitali. La pubblicazione è gratuita.

Silvia Messa, Millionaire 1/2012

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