“Sviluppare un’app non basta: ciò che conta è acquisire e conservare gli utenti”

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ulixe founder

Simone Offredo e Francesco Scrufari, founder e Ceo di Ulixe, sono stati al MAU Vegas, il più importante evento d’oltreoceano dedicato al mercato delle app e al digital advertising. Ecco i loro insegnamenti utili dal summit di Las Vegas.

di Simone Offredo e Francesco Scrufari

Al MAU Vegas, a inizio maggio, i principali player del mercato delle app hanno condiviso esperienze e strategie dedicate al digital advertising, offrendo strumenti per rendere la propria app un fenomeno economico globale e scalabile.

Noi ci siamo stati ed ecco le 5 cose essenziali da sapere per portare la propria app in testa alle classifiche di tutto il mondo:

1. Per l’acquisizione di utenti punta su social, app di successo e influencer

Diversi case study relativi ad app di successo (come l’app musicale Pandora, che punta a un miliardo di utenti, o Uber) indicano tre canali di promozione per garantirsi introiti: social (in testa Facebook, Instagram e Snapchat), influencer (con modalità di sponsorizzazione “aggressiva” ed esplicita o soft e non dichiarata, in base al pubblico di riferimento) e pubblicità inserite all’interno di app già affermate.

2. Acquisire nuovi utenti è importante, ma il vero asset strategico è conservarli nel tempo 

Il marketing digitale si è spostato dall’acquisizione dell’utente verso il suo mantenimento nel tempo. Si tratta di un cambiamento che garantisce un’importante riduzione dei costi: convincere nuove persone tramite il marketing pone difficoltà maggiori rispetto a convincere i propri utenti ad effettuare un ulteriore acquisto. La fidelizzazione del cliente costa alle aziende americane oltre 136 miliardi di dollari all’anno. Questo valore può essere ridotto grazie a un customer service ben organizzato. Nel campo digitale, il customer service si traduce nella cura e nel monitoraggio dell’esperienza dell’utente.

3. Ogni promessa è debito

Per il mantenimento dell’utente è importante focalizzarsi sulla sua esperienza e su come questa si sviluppa nel tempo. Anche rispetto alle modifiche che vengono inserite nella piattaforma di acquisto (i vari app store). Una volta individuati i “punti forti” che hanno catturato gli utenti, occorre inserirli nelle pubblicità che verranno proposte successivamente ai “possibili utenti” per ottimizzare la fase di acquisizione. Ciò che prometterete al “possibile utente” attraverso la pubblicità determinerà i parametri di cui dovrete tenere conto per conservare l’utente stesso nel tempo.

4. Usa gli strumenti giusti

Buona parte del MAU si è focalizzata sugli strumenti di tracking e analisi dei dati generati dagli utenti. Grazie allo studio di questi dati, è possibile determinare in modo ottimale le spese di acquisizione, definire al meglio gli obiettivi e prendere decisioni strategiche ragionate. Tra i tool più quotati, Adjust, Appsflyer e Kochava. Con l’aiuto di questi strumenti è possibile tracciare il percorso dell’utente da quando vede il messaggio pubblicitario a quando scarica l’app, fino ad arrivare a monitorare l’uso effettuato nell’app stessa.
Si tratta di strumenti sempre più gettonati, che hanno raggiunto un ottimo livello di precisione, visto che devono anche scontrarsi con il monitoraggio delle “azioni false” e della falsificazione dei dati. E questo ci porta all’ultimo punto…

5. Occhio ai fake

Il problema del “fake” nel settore digitale è un fenomeno ad ampio raggio: non solo fake news e fake users che si muovono tra i social, ma anche bot che effettuano installazioni fake. Non riuscire a riconoscere un utente fake invalida i dati sulle visite, introducendo “utenti” che non effettueranno mai un acquisto. E rischia di farvi impazzire nel tentativo di capire perché, a fronte di tante installazioni, le vendite siano enormemente più basse.

di Simone Offredo e Francesco Scrufari

 

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