Torno in Italia e creo una piattaforma di formazione per talenti digitali

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antonio tresca digital dojo

Lavorava per Google, a Dublino, ma ha deciso di lasciare tutto, posto a tempo indeterminato e carriera avviata in una delle big tech più ambite, per tornare in Italia e creare qui la sua impresa. Così Antonio Tresca, 32 anni, di Benevento, ha lanciato DigitalDojo, una piattaforma online per la formazione e la selezione di talenti digitali. «Le aziende hanno una difficoltà estrema a trovarli. Ed è paradossale in un Paese che ha la disoccupazione giovanile oltre il 30% e dove ci sono 135mila posti vacanti (per colpa del digital mismatch)». Da qui l’idea.

Anni fa Antonio ci aveva raccontato la sua esperienza in Google, iniziata in Polonia, e la sua vita da globetrotter. Laurea in Bocconi a Milano, studi in Olanda e all’Università di Pechino, dopo un’esperienza in Nestlè, era stato assunto da Big G, prima a Breslavia, poi a Dublino, come Global Program Lead. «Coordinavo il team che si occupava di dare supporto alla community di inserzionisti».

Oggi ci racconta perché ha scelto di tornare. «Avevo voglia di avviare la mia attività imprenditoriale e di cimentarmi in una nuova sfida professionale. Ho iniziato con due obiettivi: raggiungere l’indipendenza finanziaria e poter viaggiare senza vincoli di orari e luoghi».

Insieme al fratello Giovanni, Antonio avvia prima WebGas, che offre consulenza in media buying e pubblicità online alle aziende. Poi lancia DigitalDojo, nel 2020.

«Ho scelto l’Italia perché è il mio Paese e perché voglio dare il mio piccolo contributo, anche se le difficoltà non mancano. Trovare consulenti e collaboratori con le giuste competenze è una di queste».

DigitalDojo cerca di risolvere il problema nel settore digital. Offre corsi (anche gratuiti) su machine learning, copywriting, Google Ads, Data Analysis, programmazione con Python, e molti altri.

«L’offerta nasce da un dialogo costante con le aziende. Analizziamo le loro necessità e cerchiamo di dare una risposta. Scegliamo docenti che abbiano maturato esperienze professionali o accademiche significative. Tra i nostri “Sensei”, c’è chi ha lavorato in Maserati, Amazon, FCA, Microsoft, Pirelli».

«È una palestra virtuale che dà alle aziende gli strumenti per interagire con i talenti digitali, selezionare candidati (già formati) oppure strutturare percorsi di formazione per l’onboarding e il reskilling della propria forza lavoro. Siamo ancora agli inizi ma i primi risultati, con oltre 500 studenti, sono promettenti» conclude Antonio.

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