Formula 1

Carine Cridelich: la strategist più giovane della Formula 1

Ha 35 anni, è la Race Strategist Engineer (ingegnere stratega di gara) di Scuderia AlphaTauri, una delle 10 scuderie che domenica 11 settembre si sfideranno al Gran Premio di Formula 1 di Monza

«I miei genitori guardavano sempre la Formula 1, e sin da piccola capivo che dietro le quinte dovevano esserci degli ingegneri che facevano vincere le automobili. Quando è stato il momento di scegliere l’università, non ho avuto dubbi: Ingegneria meccanica».

Carine Cridelich è francese, ha 35 anni ed è la Race Strategist Engineer di Scuderia AlphaTauri, una delle 10 scuderie che domenica 11 settembre si sfideranno al Gran Premio di Formula 1 di Monza. L’abbiamo incontrata a Milano durante un evento organizzato da Randstad.

È lei a decidere la strategia della gara. Carine ha iniziato a ricoprire questo ruolo un anno fa. «Il primo giorno ero entusiasta» ha raccontato. In Alpha Tauri, che ha sede a Faenza, lavorano 600 persone di 36 nazionalità diverse. Dai 18 ai 60 anni, da chi ha un diploma tecnico a chi ha un dottorato di ricerca. Il 30% sono donne. Come una grande famiglia, dove tutti collaborano per far vincere i loro piloti e la loro auto.

I piloti in questo caso sono il francese Pierre Gasly e il giapponese Yuki Tsunoda. «Viviamo tutti insieme, condividiamo la stessa passione, abbiamo lo stesso obiettivo» spiega Carine.

Il lavoro del Race Strategist Engineer

«Il lavoro del race strategist si basa sull’analisi dei dati. Analizziamo come gli pneumatici si sono comportati su quel percorso in passato, il loro livello di usura e in base a questo facciamo delle previsioni. Decidiamo che gomme usare, definiamo un “piano di gara”, stabilendo il numero di pit stop».

Ma la cosa non è così facile, perché anche le altre scuderie hanno i loro dati, quindi molto si decide durante la gara. Si guardano le macchine dei concorrenti, quella che ti sta davanti, quella che ti sta dietro, le condizioni del tempo e si decide: per quanti giri ancora usare quel pneumatico?

«La soft skill più importante in questo lavoro è la capacità di prendere decisioni, in un tempo estremamente rapido. Leggere i dati, capirli e trasformarli in decisioni». Carine comunica le decisioni ai race strategist dei due piloti, che li trasmettono via radio a questi ultimi. «Dobbiamo farli sentire bene, non stressarli, i piloti non hanno tutti lo stesso carattere. Pierre Gasly dà un sacco di feedback, che sono importantissimi, Yuki parla meno e non lo disturbo».

La vittoria è una vittoria di squadra. Contano le decisioni prese, la macchina e la capacità del pilota. «Nel mondo della Formula 1 lavorano pochissime donne, ma stanno aumentando. Ai giovani dico: seguite la vostra passione, provateci. Se non ci provate, non arriverete a fare quello che vi piace davvero».

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