Chicza: un brand che ama la natura

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C’era una volta una popolazione che si batteva per proteggere una foresta contro tutto e tutti …
Assume i contorni di una fiaba, la storia dell’imprenditore Gino Di Giacomo, rappresentante del brand Chicza.

Per fortuna la foresta in questione c’è ancora e rappresenta tutt’oggi il secondo polmone verde del pianeta: la selva Maya.Da qui bisogna partire per entrare nel mondo dei chicleros, di Gino e della sua azienda.

Guarda il video.

Il motto dei chicleros: «Tutto ciò che deriva dalla terra ritorna alla terra»

Discendenti dei Maya, i chicleros basano la loro economia sulla produzione di un chewing-gum, Chicza per l’appunto, che è il più straordinario esempio di gomma da masticare biodegradabile, realizzata con prodotti di certificazione biologica.

Grazie a questo prodotto i chicleros possono tutelare la loro foresta, opponendosi alle politiche di disboscamento di alcune tra le grandi multinazionali sudamericane.

Gino Di Giacomo: «Dei chicleros ammiro la loro forza ed umiltà»

L’idea di importare Chicza in Italia viene a Gino, imprenditore globetrotter,  durante  un viaggio in Messico per conoscere da vicino i chicleros e il loro prodotto. Da subito ciò che lo affascina è l’amore di questo popolo per l’ambiente e dalla loro determinazione nel tutelare la selva Maya.

Racconta Gino di questo primo incontro:

Con la tipica mentalità di un europeo ho chiesto loro “Ma chi ve lo fa fare?” Loro mi risposero subito: “Gino … Chicza, prima di essere un chewing-gum, è storia, cultura e filosofia. Per difendere la Selva Maya, tanti anni fa abbiamo combattuto anche con il nostro stesso governo messicano e le sue cieche politiche di disboscamento”

Portare il brand Chicza in Italia sembra una follia!

L’idea di Gino Di Giacomo di portare il brand Chicza in Italia, in una società che non brilla per cultura ambientale, sembra più che un azzardo. E gli ostacoliche si presentano all’imprenditore non fanno che confermarlo.

Le banche gli sbattono la porta in piena faccia prima che possa metterci piede.  I grossi gruppi imprenditoriali non vogliono manco starlo a sentire.

Gino si scontra contro l’indifferenza dei grandi gruppi che non gli chiedono neanche il prezzo di Chicza opponendo barriere alle novità di mercato.

Ma lui non è tipo da arrendersi  e mette in campo se stesso rischiando in prima persona, da solo, tutto con le sue forze, reinvestendo subito gli utili.

Come Gino  ha affrontato le difficoltà…

Per superare i tanti ostacoli che si frappongono alla sua idea, Gino racconta di aver pescato in se stesso per trovare la forza di andare avanti, credendo costantemente nella bontà del brand.

All’inizio tiepida l’accoglienza del mercato ma poi…

Il mercato, come accade con tutte le novità, è inizialmente scettico, ma poi dopo aver testato la validità del prodotto,  manifesta simpatia per Chicza.

Gino capisce di essere sulla strada giusta quando i negozi riordinano per la terza volta. «Perché la prima volta il cliente/consumatore può comprare per curiosità e quindi il negozio termina il prodotto e riordina per la seconda volta. Ma è il terzo ordine che dimostra la validità di un prodotto e l’accoglienza da parte del consumatore».

Il più grande risultato arriva poco dopo. Con lui l’Italia sale al 3° posto nelle vendite di Chicza in tutta Europa.

Prima etica poi business!

Gino da sempre sostiene l’idea che prima del business ci sia l’etica. «Chissà, nel futuro, quanti nipoti grideranno ai loro nonni: «Hai guadagnato, ti sei arricchito ma guarda in che razza di mondo ci hai fatto trovare? Fare business eticamente pulito richiede rispetto per gli altri, del resto l’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi.

Quindi, ognuno faccia la sua parte

 

Ti ha appassionato la storia di Gino Di Giacomo? Leggi qui la sua intervista!

Giancarlo Donadio

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