Davide, la giovane webstar che insegna l’inglese ai ragazzi

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Reinecke

Ha iniziato quasi per caso, con un video girato tra amici e postato su Facebook. Oggi Davide Reinecke, 20 anni, è seguito da centinaia di migliaia di ragazzi, partecipa a programmi tv e ha appena scritto un libro per insegnare «l’inglese che serve davvero» ai suoi coetanei.

«Tutto è iniziato circa quattro anni fa con un Harlem Shake fatto con i miei compagni di basket nello spogliatoio e pubblicato sul mio profilo. Il video inaspettatamente ha avuto molto successo tra i ragazzi della mia città. Così, seguendo il consiglio di un amico, ho aperto una pagina Facebook e ho iniziato a fare video».

I video di Davide sono un susseguirsi di scherzi, parodie e situazioni tipiche per i ragazzi raccontate in modo comico e divertente. Ogni filmato è visto e commentato da migliaia di utenti. Su Facebook Davide è seguito da 185.000 persone, su Instagram da 90.000. «Credo che il segreto per raggiungere e mantenere un pubblico sia divertirsi e mai fare determinate cose con il solo scopo di diventare “popolari”. Se ti diverti il resto viene da sé».

I guadagni? «Con YouTube si guadagna, tutto dipende dal numero di visualizzazioni, ma io non lo uso molto. Ho collaborato con Italia1 e Nickelodeon e qualche guadagno l’ho fatto anche grazie a serate ed eventi in giro per l’Italia».

L’inglese che piace ai ragazzi

Oltre alla passione per basket e video, Davide ama viaggiare. Padre americano, madre italiana, cresciuto tra Prato e Milano, vive e studia da due anni in Inghilterra e sogna la Thailandia. Conosce bene l’inglese. «Per questo ho deciso di insegnare ai miei coetanei l’inglese che serve davvero». Mantendendo il suo stile divertente, ha scritto il libro I will survive all’estero, interattivo, con video accessibili grazie a QRcode. «Non mi soffermo sulle regole grammaticali ma insegno ciò che gli adolescenti vogliono veramente imparare: come flirtare con la ragazza carina che incontri al pub o come ordinare qualcosa da bere. In quattro anni di liceo in Italia mi sono reso conto che l’inglese che si studia a scuola non è quello che serve!»

Work Hard, Play Harder

«A settembre inizierò l’università di comunicazione a Londra o Milano. Dipende dal voto della maturità che mi verrà comunicato a luglio. Sogno di viaggiare il più possibile e magari, chissà, lavorare nel mondo della televisione… Sempre col mio motto “Work Hard, Play Harder”. Allenati, lavora duro e dai sempre il meglio di te».

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