La mia vita è come un musical

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Anni di duro lavoro, studio, preparazione e impegno. Tante porte sbattute in faccia in attesa della grande occasione. Sempre con il rischio di mollare tutto.

Ylenia Oliviero, 26 anni, napoletana, attrice e cantante, ha da poco debuttato con un ruolo da protagonista nella commedia musicale “C’è qualcosa in te” di Enrico Montesano.

Come è riuscita a realizzare il suo sogno? Ne parla a Millionaire.

Perché hai scelto il musical?

È dall’età di quattro anni che amo tante forme di arte: danza, pianoforte, canto. Ho la fortuna di avere una madre che mi ha sempre assecondata nelle mie passioni, spingendomi a provare. Da grande ho cercato di unire tutto ciò che amavo. Il musical è la forma d’arte perfetta per esprimere ciò che sono».

Come ci si forma?

Studiando tanto e non perdendo mai di vista l’obiettivo. È un ambiente quello artistico in genere che richiede tante energie, sacrifici e anche soldi, perché all’inizio non si guadagna tanto. Ho frequentato un Accademia di musical a Roma, ma è solo un minimo punto di partenza. Bisogna continuare a studiare: lezioni di canto, recitazione, rivolgersi a maestri per imparare cose nuove. Per questo sai che devi fare tanti lavori per riuscirci: io stessa lavoro in un pub per mantenermi».

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Ci sono momenti in cui pensi di mollare tutto?

Tanti. Studi, ti prepari, passi le nottate su un provino e poi viene scartata senza molte spiegazioni. L’anno scorso, per esempio, avevo deciso di mollare per un po’, mi sono iscritta all’università per laurearmi. Ma poi c’è sempre una voce che ti dice di crederci ancora, di non mollare. Le cose non capitano per caso. In quel periodo c’era il provino per lo spettacolo di Enrico Montesano. Mi sono preparata e questa volta è andata bene».

Come ci si sente a lavorare insieme ad attori così importanti?

Sono cresciuta con i film di Montesano e ti chiedi se tutto sta succedendo veramente. All’inizio ero molto inibita, poi lui è stato bravo ad accompagnarmi passo dopo passo. Oggi cerco di non pensarci e provo a divertirmi. Ma ansie e paure non sono scomparse. Ora c’è il debutto a casa mia (a Napoli al teatro Augusteo, ndr) e lì è un’altra bella prova da superare».

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Consigli a chi volesse lavorare nel campo?

Non abbandonare mai l’ottimismo, non farti scoraggiare e non perdere contatti con l’ambiente, anche nelle fasi che sembrano più critiche e difficili. E poi continuare a prepararti dal punto di vista tecnico. Solo così acquisti consapevolezza in te stesso e riesci a capire in quale campo puoi esprimerti al meglio».

INFO: http://bit.ly/17xiJYL

Giancarlo Donadio

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