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Pesce a km zero via social: l’idea di un pescatore 2.0

Famiglia di pescatori da 80 anni di Molfetta, Domenico Facchini, 52 anni, si inventa un modo per rinnovare l’attività e superare la crisi del settore: i clienti ordinano via social (Facebook, Whatsapp, o  via cell o sms) e il pesce viene consegnato direttamente a casa del cliente: dal peschereccio alla tavola: «Sono un perito elettronico. Mi sono avvicinato all’attività di famiglia, dopo la morte prematura di mio padre. Le difficoltà erano tante allora, avevamo perso un peschereccio in mare, il gasolio aumentava continuamente e le spese. Avevo pensato di chiudere. Poi ho deciso di provare a cambiare le cose» racconta a Millionaire.

Domenico conosce bene il mercato, membro di Assopesca e di Federpesca, pensa a una soluzione, si interroga sul perché le famiglie non consumano più pesce, tiene incontri nelle scuole e nelle università. Parla con i giovani e capisce che il problema principale è la scarsa conoscenza del prodotto ittico: «I 30enni non sono più abituati al consumo. Si mangia di meno a tavola in famiglia, quando comprano lo fanno al supermercato. Per i bambini la situazione è ancora più disastrosa: mangiano solo bastoncini, che sono un po’ l’equivalente degli hamburger nei fast food. Serviva un modo per portare “Maometto alla montagna”. I social erano la strada giusta e l’abbattimento della filiera per ridurre i costi».

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Allora stende il progetto da presentare per bandi all’Unione Europea, e inizia ad applicarlo, investendo circa 20mila euro per comprare furgoni e materiali da imballaggio per mantenere il prodotto fresco. Come funziona? «I clienti ordinano via social, riceviamo l’ordine e lo passiamo al peschereccio che è in mare. Via social e telefono offriamo consigli su cosa acquistare, come cucinare e pulire il pesce. La consegna avviene la mattina successiva al domicilio. Il prodotto viene conservato in contenitori isotermici con coperchio. Il cliente paga in contanti e risparmia in media il 70% sul prezzo rispetto all’acquisto in negozio o al mercato. Su alcune specie c’è un risparmio del 180%».

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Da quando ha applicato la sua vendita a km zero, il fatturato è aumentato del 25%, ha un centinaio di clienti in più e ha ritirato a Bruxelles un riconoscimento come idea innovativa: «Oggi sono felice, dormo 3 ore a notte, ma sto bene. Sto pensando a nuovi servizi come quello di pulizia del pesce prima della consegna. Come rinnovare un’attività tradizionale? Bisogna partire dai clienti, parlare, dialogare con loro. L’artigiano può e deve ritrovare il contatto con i cliente, fargli capire il valore del suo lavoro, informarlo sul prodotto, sulle caratteristiche. Insomma, bisogna imparare a vendere oggi. E offrire servizi supplementari, tra cui un servizio clienti eccellente sia in fase di ordinazione che di consegna. Riesci a rinnovare se ami profondamente il tuo lavoro, se non senti questa carica dentro, è meglio che chiudi e ti dedichi ad altro».

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Quest’articolo ci è stato segnalato dal blog http://www.magazine.tipitosti.it/. Leggi qui la nostra intervista all’ideatrice del sito: http://millionaire.it/tipi-tosti-il-blog-che-racconta-le-storie-di-chi-non-si-arrende/

INFO: https://www.facebook.com/FishallDays

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Giancarlo Donadio

 

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