Il curriculum di Steve Jobs venduto all’asta per oltre 174.000 dollari

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(Courtesy: RR Auction)

Un articolo di giornale, un manuale e una domanda di lavoro. Sono i tre oggetti firmati da Steve Jobs andati all’asta, tra l’8 e il 15 marzo, sul sito della RR Auction di Boston.

Il pezzo più importante è la job application, battuta al prezzo finale di 174.757 dollari. La base d’asta era di 5000 dollari. La stima: 50mila. Secondo il quotidiano The Sun se l’è aggiudicata un imprenditore inglese che vuole rimanere anonimo.

Nel 1973, l’allora 18enne Steve Jobs cercava lavoro come “tecnico di elettronica o ingegnere progettista”. È stato lui a compilare a mano il documento. Un curriculum che oggi sarebbe subito scartato, per le risposte vaghe e frettolose e qualche errore ortografico (come la minuscola del cognome). Alla voce indirizzo, Jobs scrive “Reed College”. Quell’istituto che avrebbe lasciato dopo sei mesi per aiutare i suoi genitori economicamente. Telefono: “nessuno”. Patente di guida: “sì”. Accesso al trasporto? “Possibile, ma non probabile”. Tra le competenze, computer e calcolatori ( “design” e “tech”, scrive Jobs tra parentesi con tanto di frecce).

(Courtesy: RR Auction)

È stato venduto a 41.806 dollari, invece, il manuale di Apple Mac OS X Administration Basics, pubblicato nel 2001, firmato sulla copertina con la dedica “All the best, Steve Jobs”. Si partiva da 1000 dollari. La casa d’aste prevedeva che l’oggetto potesse raggiungere i 25mila dollari.

(Courtesy: RR Auction)

Il terzo cimelio è un ritaglio incorniciato del Palo Alto Daily Post del 10 giugno 2008, con la foto di Jobs che parla alla Apple Worldwide Developers Conference per il lancio dell’iPhone 3G. “Il nuovo più veloce iPhone sarà in vendita a 199 dollari”, recita il titolo dell’articolo. Base d’asta: 2500 dollari. Prezzo finale: 26.950.

L’oggetto è accompagnato da una lettera del proprietario che racconta: “Avevo 10 anni. Ero in un negozio di frozen yogurt, andai in bagno e mia mamma notò Steve Jobs seduto fuori con un amico. Prese il giornale dal bancone e gli chiese un autografo. Jobs rifiutò educatamente diverse volte, dicendo che alla Apple tutto era il risultato di un lavoro di gruppo quindi non gli piaceva firmare e prendersi tutto il merito”. Alla fine la donna riuscì a convincerlo, ma Jobs mise una condizione: anche la persona seduta con lui avrebbe dovuto firmare. Quella persona era Tony Fadell, considerato il padre dell’iPod.

(Courtesy: RR Auction)
La storia di Steve Jobs

Steve Jobs è nato nel 1955 da madre svizzera e padre siriano. Adottato da Paul e Clara Jobs, è cresciuto in California. La sua storia è indissolubilmente legata a quella dell’azienda che ha fondato, insieme a Steve Wozniak, nel 1976. “Abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è passata a essere una compagnia da 2 miliardi di dollari con più di 4000 dipendenti. Avevo appena compiuto 30 anni quando sono stato licenziato” aveva raccontato Jobs nel celebre discorso agli studenti di Stanford. Nel 1997 Jobs rientra in Apple. La società stava perdendo denaro e quote di mercato, lui la ristruttura e la rilancia. E da allora è stato un successo dietro l’altro.

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