Cambiare lavoro a 40 anni

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Quando si è giovani, la freschezza dell’età garantisce l’energia necessaria per affrontare i cambiamenti.

Ma cosa succede quando si raggiungono i 40 anni e si perde il lavoro?

La risposta è racchiusa nella storia di Jennifer Musselman, californiana imprenditiva, dopo essere stata licenziata, riesce a reinventarsi.

Vivere per lavorare

Nel suo racconto a Forbes, Jennifer descrive la sua vecchia vita in questo modo:

Alla fine dei miei 30 anni ero ancora una donna single ma, tutto sommato, le cose andavano bene. Come responsabile di un’agenzia di comunicazione, ho speso la maggior parte della mia vita in ufficio e la restante correndo dagli studi, agli uffici. Ma la mia passione per il lavoro stava diminuendo.

Non solo Jennifer non è più contenta del lavoro che sta facendo, ma la sua agenzia di comunicazione sta fallendo.

Jennifer si trova così, a quasi 40 anni, a dover risolvere un’emergenza. Nella sua testa balenano mille preoccupazioni, tra cui il mutuo e il tenore di vita che, di lì a poco, non avrebbe più potuto sostenere.

Qual è la cosa più semplice da fare in questa situazione? Cercare lavoro nello stesso settore in cui si è accumulata esperienza. Jennifer, invece, decide di rischiare e ripartire da zero.

Di nuovo al college

Mentre è ancora a lavoro, comincia a guardarsi intorno, cercando di capire quali sono i suoi interessi. Riscopre così la sua passione per la psicologia.

Di lì a poco, decide di iscriversi all’università. Di giorno lavora fulltime come PR e, di notte, studia per conseguire la laurea.

I giorni erano lunghi, ed io stanca, ma mi sentivo di nuovo viva!

racconta a Forbes.

Nel frattempo, Jennifer sa che la stabilità economica sarebbe durata ancora per poco e cerca di pianificare un nuovo regime di vita per affrontare i giorni di “magra”.

Affrontare la paura

La lettera di licenziamento arriva una mattina d’estate del 2010. Nonostante si sia preparata a lungo ad affrontare il momento, quel semplice pezzo di carta le causa un fremito di terrore. L’avrebbe liberata da un lavoro che non le piaceva più, ma non dai debiti, dal mutuo e dalle tasse.

Stringendo i denti e limitando al massimo gli sprechi, chiede dei prestiti e riesce a portare a termine i suoi studi.

L’opportunità

Intanto qualcosa comincia a muoversi. Due mesi prima di laurearsi, l’agenzia no profit dove sta svolgendo il tirocinio come psicoterapista, le offre un posto in un ambulatorio in California.

È un’occasione ghiotta per lei: la posizione riesce a sposare perfettamente sia la sua carriera in comunicazione strategica che quella in psicoterapia. C’è solo una cosa che ancora le manca: aprire uno studio tutto suo.

La svolta

Di giorno, Jennifer lavora in ambulatorio, di notte cerca uno stage per guadagnare e accumulare tutte le ore che le servono per diventare una professionista autonoma. Lo trova e dopo poco più di due anni i suoi sforzi vengono ripagati.

Oggi, è una professionista rinomata e dirige un centro di recupero per la CLARE Foundation in California.

 

Quella di Jennifer Musselman è una testimonianza, di come la passione e la tenacia aiutino un imprenditivo a superare i momenti difficili, i cambiamenti, anche quando sembra troppo tardi per farlo. I suoi punti di forza? Credere che non è mai troppo tardi per reinventarsi e rispolverare le vecchie passioni, quelle che sono capaci di farti battere forte il cuore.

Giuseppina Ocello

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11 Commenti

  1. Semplicemente grazie! Sto vivendo un periodo cosi’. Ho un progetto per uscirne. Questo articolo mi ha dato speranze ed energia… Grazie!

  2. In realtà non è necessario andare all’estero per trovare simili iniziative.

    Noi di MACSE http://www.macse.it lo stiamo già facendo.
    Siamo 3 ex-assistenti di direzione che si sono reinventate una professione, dopo che il mercato del lavoro non ci ha più offerto nessuna possibilità.

    Perchè non parlare mai di questi esempi che ci sono in casa nostra?

    Mariachiara, Barbara, Roberta

    • Ciao Mariachiara, è vero che non è necessario andare all’estero per trovare esempi simili. Il nostro giornale, infatti, ha sempre dato spazio a storie di persone imprenditive italiane che, nonostante la crisi e pesanti fallimenti, sono riuscite a reinventarsi e a far fruttare le loro passioni. Puoi mandare un mail raccontando la vostra storia al nostro indirizzo di redazione: red.millionaireweb@gmail.com. Grazie e in bocca al lupo!

  3. Buongiorno,
    leggo con molto piacere l’esempio di questa donna coraggiosa e intraprendente che ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco e cambiare vita (lavorativa).
    anche in italia ci sono tante persone, tante donne, che stanno facendo la stessa cosa.
    a volte faticosamente, magari lottando anche contro la mentalità di famiglia del posto fisso, guardate storte solo perchè hanno capito che il tempo delle cose facili e a portata di mano è finito.
    io sono una di quelle che si sta reinventando.
    insieme ad altre donne lungimiranti.
    questa è la nuova realtà, con cui tutti dobbiamo fare i conti.
    e credo che se ne dovrebbe parlare di più.
    perchè c’è sempre una possibilità, bisogna solo riuscire a coglierla.

    • Ciao Roberta, grazie per la tua riflessione che condividiamo a pieno. “Bisogna lottare” come tu dici per affermarsi. Molte donne sono un esempio. Lo sei anche tu. Grazie e buona giornata!

  4. Buongiorno,
    io e la mia socia leggiamo sempre molto volentieri i vostri articoli, sono di ispirazione e di conforto allo stesso tempo. Anche noi a 40 anni abbiamo lasciato il certo per l’incerto e da due settimane abbiamo aperto un coworking a Brescia, La Fabbrica dei Mestieri.
    Non è stato per niente facile perchè abbiamo famiglia ed oltre a non guadagnare ci siamo trovate a dover attingere ai nostri risparmi non potendo contare su alcun finanziamento, perchè siamo donne ma non più giovani e non al rientro da una maternità, inoltre abbiamo avviato un progetto innovativo ma non tecnologicamente innovativo. Ma ci siamo e terremo duro!!!!!

  5. io invece ho ripreso l’università per prendere la seconda laurea. il tirocinio uno sfruttamento. il tutor un vero stronzo. altro che venire chiamati… un personaggione che la metà basterebbe! mettete storie di persone felici e realizzate per tirare su il morale della gente. e invece? andateci ad avere a che fare con quel pallone gonfiato che mi è capitato tra le scatole… ma non l’avessi mai fatto!!!

  6. Prima di tutto auguro una buonagiornata a tutti, perchè l’educazione è la base di tutto. Mi piace sempre leggere qualche bella storiella di fantasia che alla fine va tutto sempre per il meglio. Peccato che noi viviamo in un paese che definirlo “4° mondo” è da ottimisti e le belle storielle da noi le possiamo racccontare solo ai bambini. L’Italia ormai è diventata una barzelletta che non fa neanche più ridere.
    Speriamo per il meglio 😉

  7. Bellissimo articolo, non dimentichiamoci che però succede in USA. Lì dove è possibile fare queste cose, sebbene con sacrificio
    In Italia non ti danno un prestito quasi neanche quando hai un impiego, figuriamoci se rimani senza lavoro e per di più devi studiare ( IN USA puoi studiare e ripaghi poi gli studi solo quando inizi a lavorare).

    Quindi sebbene bellissimo l’esempio e ben scritto l’articolo, è un po’ fumo negli occhi e acqua di rose motivazionale utopistica. Qui, in ITALIA non ci si può avvicinare nemmeno a intraprendere una strada così. A meno che, certo, si hanno intorno mariti/genitori/famiglia disposti ed in grado di aiutarti e sostenerti.
    Se se solo sei fritto, per di più a 40 anni …beh allora sei finito del tutto.

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