Con un’idea batto Google (sul tempo)

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Con la loro intuizione,  partita in un garage, hanno anticipato il “gigante” Google, che solo più tardi avrebbe lanciato Google Street View Trekker.  Sono Fabio Zaffagnini, 35 anni, geologo, e Gabriele Garavini, 29 anni, programmatore, i fondatori di Trail Me Up, un sito che permette di effettuare visite guidate in luoghi naturali sparsi per il mondo, accessibili solo a piedi:  parchi, deserti, foreste.

Tra i dieci vincitori del concorso Changemakers, il programma di accelerazione di impresa legato all’Expo di Milano 2015, con Trail Me Up si sono aggiudicati il bando Spinner. Un programma che finanzia le migliori idee innovative in Emilia Romagna: 48 mila euro a fondo perduto che stanno investendo nell’implementazione del progetto.

Siamo andati a intervistare Fabio per capire come è nata l’idea e come intende sfidare una delle più grandi aziende del mondo.

Un sito per naturisti, avventurieri e viaggiatori. Mi spieghi da dove vien fuori?

Ho sempre amato viaggiare. Il mio sogno sarebbe farmi pagare per scattare foto in giro per il mondo. Trail Me Up è nato quando, di ritorno da un viaggio in Patagonia , ho pensato che sarebbe stato bello creare qualcosa di simile a Google Street View per alcuni luoghi sperduti e suggestivi che molte persone non vedranno mai nella loro vita. Detto, fatto. Contatto Gabriele e mettiamo insieme uno zaino dotato di fotocamere e GPS. Poi ci siamo messi in viaggio facendo tappe in America, Turchia, Tanzania, Etiopia.

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Mi dai qualche dettaglio in più su questo zaino di vostra ideazione?

Si tratta di un prototipo dotato di cinque fotocamere sincronizzate, montate in una struttura di alluminio. C’è un GPS per la georeferenziazione delle immagini e un sistema di alimentazione che permette alle fotocamere di restare accese almeno una giornata. Vengono scattate foto ogni 30-40 metri e grazie a un codice si uniscono le immagini, creando la “passeggiata virtuale”. Oggi lo stiamo perfezionando, poi lo metteremo sul mercato.

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Come farai a non farti schiacciare dalla concorrenza di Google?

Ovvio che non c’è da parte nostra l’idea di essere concorrenti con Google. Non siamo folli fino a questo punto. Tuttavia, cercheremo di diversificarci, fornendo più informazioni e dati sui luoghi. E poi punteremo sull’elasticità: creando servizi su commissione per chi volesse fare delle visite guidate all’interno di un’area di sua scelta.

Quali sono gli ingredienti per costruire una startup innovativa?

[blockquote align=”center” variation=”blue”]Innanzitutto, idee: vengono ascoltando, osservando, elaborando. Personalmente, tengo un taccuino dove annoto qualsiasi cosa mi venga in mente.

Poi il coraggio: spesso il motivo per cui una persona si ferma ancor prima di partire è “non ne sono capace” oppure “non ho i soldi” oppure “e se va male?” Tutte scuse per andare a dormire con la coscienza a posto.

Ancora le competenze: anche se mancano non è un problema, basta domandare in giro. Io non mi sono mai vergognato di chiedere aiuto ad amici, conoscenti, in Rete, a perfetti sconosciuti.

Le risorse economiche: bisogna guardarsi intorno. Governo, enti locali, fondazioni emettono decine di concorsi. Basta cercarli, non sarà certo come altri Paesi, ma anche l’Italia ha una gran fame di innovazione. Non è vero che i concorsi si vincono solo con i calci nel sedere.

Infine, non avere paura di fallire: in fondo, mi sto divertendo da matti, facendo qualcosa che mi appassiona. Anche se non mi arricchirò, come potrò mai chiamarlo “fallimento”?[/blockquote]

INFO: http://bit.ly/XXlxHi

Per Fabio si possono creare imprese innovative in Italia  senza fuggire all’estero. Senza agganci politici o compromessi.

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Giancarlo Donadio

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