Diventa imprenditore di te stesso

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Chi l’ha detto che per comportarsi da imprenditore è necessario mettersi in proprio?

Imprenditività, come puoi leggere sul sito della Rete Imprenditivi Italiani, significa anche e soprattutto, assumere un atteggiamento di responsabilità personale, un atteggiamento che ti porti a puntare tutto su te stesso e ti permetta di prendere in mano la tua vita, evitando di subire ciò che gli altri hanno costruito intorno a te. È un atteggiamento da assumere nella quotidianità, nel tuo lavoro, nel tuo modo di guardare la vita.

D’altra parte, però, se sei una persona che ha deciso di mettersi in proprio e non ha ancora i soldi per farlo, puoi trovarti nella situazione di dover lavorare di giorno e pensare di notte. Una condizione che può generare sconforto, stanchezza; può portare a spegnere le tue passioni e perdere di vista i tuoi obiettivi.

Come riuscire ad unire le due cose? Come riuscire a lavorare e, contemporaneamente, allenare il tuo lato imprenditivo, sia che tu voglia avviare una startup che semplicemente migliorare la tua vita?

Di seguito, riportiamo alcuni piccoli esercizi, pubblicati su Entrepeneur e ampliati dalla nostra redazione, che ti possono aiutare a vivere il tuo lavoro quotidiano, con quella marcia in più che ti permette di esprimere pienamente il tuo potenziale. Nascosto e non.

Vediamo insieme quali sono.

Tratta te stesso come se fossi un marchio

Qualsiasi esperienza tu faccia nella vita, questa entra a far parte del tuo bagaglio di conoscenze e lascia in te un segno indelebile. È esperienza, in qualsiasi caso, sia essa negativa o positiva.

Guarda a ciò che fai, tenendo sempre fisso in mente questo principio. In quest’ottica, analizza la qualità del tuo modo di interagire con gli altri sul tuo posto di lavoro.

Per poter prendere in mano veramente la tua situazione lavorativa, devi smettere di subire passivamente le mansioni che ti sono state assegnate. Apri gli occhi, guardati intorno e assumiti le responsabilità di ciò che stai facendo. In parte, dipendono da te.

Per iniziare, poniti queste domande:

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  • Se fossi un tuo collega, come ti descriveresti?
  • In quale modo influisci sul posto di lavoro e su chi ti circonda con la tua attività?
  • In che modo puoi fare un “passo in più” verso il tuo capo o verso chi ti circonda?[/styled_list]

Ricorda: affrontare la vita e il lavoro assumendo un atteggiamento “responsabile” e volto ad allacciare rapporti, crea un bagaglio di esperienze importanti e contatti con persone che potrebbero servirti in futuro, qualora decidessi di metterti in proprio.

Alimenta la tua curiosità

Sai qual è il segreto per rimanere sempre giovani? Non smettere mai di farti domande. L’io interiore muore quando non ha più niente da imparare, quando “crede” di essere arrivato al capolinea del sapere.

Cerca di rimanere sempre uno scolaro desideroso di imparare, non importa quale vetta tu abbia raggiunto. Qualcuno diceva: “La cosa più importante è non smettere mai di farsi domande” (Albert Einstein).

Fai in modo che la curiosità sia il motore che dà forza alle tue giornate lavorative, alla tua vita quotidiana.

Sii aperto alle nuove metodologie di lavoro, cerca di chiederti, sempre, quali attività e comportamenti adottare per avere il meglio da te stesso e dagli altri. È un atteggiamento che accrescerà non solo le tue capacità, ma anche l’andamento della tua azienda.

Scopri i tuoi punti di forza

Ognuno di noi è un essere unico nel suo genere. Parti da questo presupposto per capire cosa ti rende diverso dagli altri.

Come farlo? Semplice, osserva il tuo lavoro e il modo in cui lo svolgi.

Il tuo modo di approcciare ai problemi, alle situazioni, di svolgere i compiti che ti sono stati assegnati, è unico e ti rende unico. Osserva in che cosa il tuo modo di fare si distingue da quello dei tuoi colleghi, identificando e riconoscendo quei particolari passaggi.

Punta su queste tue capacità, fai in modo che diventino il tuo punto di forza, che contribuisce alla vita dell’azienda in un modo tutto nuovo. L’innovazione è pensare fuori dal coro, non dimenticarlo mai.

Abbi fegato

Che tu sia o meno arrivato alla fase in cui stai contando i giorni prima di abbandonare il tuo lavoro, evita di vivere la tua quotidianità come se ogni giorno fosse uguale a sé stesso. Vuoi lasciare il tuo posto? Non farlo in silenzio, ingegnati per fare più chiasso possibile.

Vivi chiedendoti: “Cosa posso fare per lasciare il segno?

Spesso, infatti, abbiamo paura di proporci o di mostrare agli altri ciò che siamo veramente e decidiamo di mantenere un “profilo basso”. È un atteggiamento che non va bene. Osa, fai in modo che ogni giorno, guardandoti indietro, tu sappia di aver sempre dato il massimo e sfruttato fino in fondo le tue potenzialità.

Ognuno di noi, come abbiamo visto trattando il punto precedente, ha dei doni. Se non li utilizzi, rischi di farli appassire per paura che gli altri non ti apprezzino. È l’errore più grande da fare, perché ogni dono è una possibilità di crescita per te stesso e un contributo importante per chi ti circonda.

 

Giuseppina Ocello

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(Fonte Foto: Utente MorgueFile  FlyingPete)

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4 Commenti

  1. dovrebbe essere pubblicato sulla prima pagina di tutti i quotidiani tutti i giorni dell’anno.
    dovrebbe essere il servizio di apertura di tutti i tg di tuttwe le fasce orarie di tutti i giorni.
    🙂

  2. Esprimo il mio parere personale:
    è molto interessante la domanda: cosa posso fare per lasciare il segno?” è una cosa importantissima. Purtroppo, soprattutto in alcuni ambienti della società molto “selettivi” e “uniformanti”, la gente ha paura a mettersi in gioco e spesso rimane nell’anonimato, non mostrando quasi niente di chi è veramente.
    è un peccato perchè magari quella persona potrebbe avere delle capacità interessanti da mostrare, ma non lo fa, per paura del giudizio degli altri o soprattutto per paura di venire “isolata” nel caso che non avesse successo. Questo da un lato è una tecnica di difesa che usano alcuni, quando sono in ambienti nei quali sanno che il livello di accettazione degli altri è mediamente molto basso.. ma allo stesso tempo “limita” moltissimo le possibilità di successo.
    Chi non risica non rosica si diceva un tempo.. Penso che entrambi gli eccessi possano portare effetti disastrosi
    1)tenere un profilo troppo basso… significa non mostrare niente di se stessi, che sia positivo o negativo. Non imparare niente nemmeno da potenziali errori. Quindi è negativo.
    2)estremo opposto.. comportarsi come un kamikaze mostrando “troppo” se stessi, senza magari prima riflettere, può portare diverse persone ad essere “escluse”, “isolate” da un gruppo.
    Anche persone che hanno caratteristiche interessanti a volte… ma mostrandosi troppo agli altri, mostrano i punti deboli, mentre altre persone rimanendo quasi nell’ombra ma con più furbizia gli passano avanti..
    Esempio:dovete eseguire un brano, fatene uno nel quale vi sentite abbastanza sicuri, avete studiato.
    L’esempio 1 rimarrebbe a guardare gli altri. Non imparerebbe niente, e non lascerebbe nessun segno di se stesso.
    L’esempio 2 cercherebbe di suonare quasi “tutti” i brani, anche quelli che non ha ancora interiorizzato, magari facendo una pessima figura.
    Non dico che sia facile sapere sempre cosa fare, ma parlo per quello che vedo osservando tante
    persone e anche talenti sprecati purtroppo, la soluzione migliore secondo il mio parere si trova spesso in mezzo a questi due estremi.. Sembra una cosa banale ma non lo è. Nello spettacolo come nel lavoro, anche in ambito amatoriale a volte, si vedono moltissime persone saltare da un estremo all’altro. Hanno più problemi a stare nella “via di mezzo”.

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