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Eventi: dall’online all’offline. L’esperienza di Flashmob Milano

Dal semplice messaggio di posta all’evento di Facebook, quali sono le strade seguite dalle agenzie per organizzare senza intoppi un’attività offline partendo dal web e dai social? Abbiamo chiesto al team di Flashmob Milano come si porta gente dal virtuale al reale: ecco la loro esperienza.

Organizzare un evento non è proprio impresa facile, soprattutto se non si hanno i mezzi giusti per diffondere l’iniziativa o le conoscenze adatte o, più semplicemente, un buon numero di contatti.

Non stiamo ovviamente parlando di eventi professionali, sebbene gli strumenti social a nostra disposizione ci permettano di promuovere dalla semplice conferenza stampa al più non-convenzionale flashmob. Eppure non sempre è ovvio che, chi ci segue online, magari su fan page affollate o account Twitter popolari, voglia seguirci anche offline, per strada, in un contesto che sia reale e non solo virtuale.

Abbiamo girato la questione a dei veri esperti del settore, il team dell’agenzia pubblicitaria Creativi Digitali, soffermandoci su quali canali sfruttare e come muoversi per organizzare un evento offline partendo dall’online. I due titolari dell’agenzia, Cristina Usai e Daniele Giudici, grazie al loro marchio FlashMob Milano, hanno già organizzato con successo alcuni degli eventi non convenzionali più celebri degli ultimi anni, soprattutto nel capoluogo lombardo.

Abbiamo chiesto a loro di partire dall’inizio (lo strumento Eventi su Facebook, ad esempio) per capire quali meccanismi ci sono dietro un’iniziativa di successo.

 

Come funziona praticamente lo strumento eventi di FB e per quale tipologia di eventi è il caso di utilizzarlo?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Funziona in modo semplice! Facebook offre l’opportunità di seguire in modo guidato, tutte le impostazioni necessarie per rendere l’evento il più chiaro ed esaustivo possibile.

Già dal titolo è fondamentale attirare l’attenzione e fare focus sull’esigenza che si vuole rendere nota. È importante essere il più accurati possibile indicando tutti i campi che vengono offerti e completarlo con una bella immagine accattivante. Un evento compilato in modo completo, e per tempo, può essere un grande supporto alla comunicazione, che deve ruotare intorno allo stesso.

Il passo successivo è il coinvolgimento che parte dai contatti diretti, che ovviamente potrebbero essere interessati, e sui quali si fa leva per l’espansione e la condivisione dell’evento. Spesso è fondamentale investire in ADS (le inserzioni pubblicitarie su facebook) per cercare di veicolare l’attenzione dell’evento sulle persone che potrebbero essere interessate. Le tipologie di evento sono le più disparate: dai meeting, ai raduni, ai flash mob, alle cene sociali, ai party… potrebbe essere uno strumento interessante anche per promozioni temporanee, per rafforzarne la visibilità e circoscriverle in un ambito temporale preciso.[/blockquote]

Quanta gente si sposta effettivamente, secondo la vostra esperienza, dall’online alla offline con un click? C’è un modo per quantificarle?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Il numero di partecipanti che si forma sull’evento è indicativo ma mai esaustivo. Si tratta, infatti, di un click dato dal momento e dal desiderio che suscita l’evento stesso. Spesso, il 50% di chi “promette” la partecipazione dimentica l’evento stesso o non “mantiene fede” all’impegno preso, senza sentirsi obbligato a darne giustificazione.

È difficile quantificarne la partecipazione, a meno che non si abbia un obiettivo da raggiungere. In tal caso l’investimento pubblicitario è fondamentale per fare una stima dei potenziali raggiungibili, riducendoli ad un massimo del 10% sulla risposta.[/blockquote]

Flashmob e Facebook: i primi potrebbero vivere senza il secondo o è uno strumento fondamentale? Perché?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Sicuramente i flashmob potrebbero vivere senza facebook ma sarebbe come rinunciare alla piazza sociale più grande a livello comunicativo. Diciamo che sarebbe necessario investire dieci volte di più l’energia per cercare persone interessate e veicolarle verso il proprio sito, sul quale dovrebbero trovare un sistema di “partecipazione” simile a quello che si va a creare con l’evento di Facebook.

Allo stato attuale anche Google+ offre l’opportunità di creare gli eventi, ma non gode ancora dello status di popolarità di cui beneficia, invece, il social di Mark Zuckerberg![/blockquote]

Party Rock: storia di flashmob di successo

Infine, una case history relativa a un evento di grande successo del team di FlashMobMilano, che ci racconta, come effettivamente si sposta un gran numero di persone, come si fidelizzano e come si “tengono strette” nel post evento (video su Youtube per celebrarne la partecipazione, una pagina Facebook interattiva, la promessa di nuovi eventi…).

Guardiamo il video e leggiamo insieme l’esperienza degli ideatori

 

[youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=hJeVzHpfMU4″ width=”560″ height=”315″ autohide=”0″]

 

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Il 10 marzo si è tenuto uno dei nostri flash mob più partecipati grazie alle convocazioni dalla rete: il dance flash mob “Party Rock”, un omaggio agli LMFAO che, di lì a poco, sarebbero stati a Milano in concerto.

Il 30 gennaio abbiamo lanciato il flash mob partendo dal nostro sito, flashmobmilano.com, e mantenendo come punto di “raccolta” l’evento su Facebook. Abbiamo invitato, sui social, circa 5.300 persone (aiutandoci con una micro-campagna ADS) delle quali hanno partecipato attivamente oltre mille persone, che si sono prese la briga di imparare la coreografia e ballare in piazza con noi.

All’evento ha partecipato anche qualche migliaia di spettatori per il piacere di essere coinvolti e vedere cosa sarebbe accaduto. È stato un grande successo: noi stessi siamo rimasti stupiti dalla grande affluenza di giovani (il target di riferimento era 14-18 anni) e dalla gioia che hanno dimostrato nel sentirsi trascinati in un’azione così spettacolare.

Malgrado, successivamente, abbiamo riscosso grande successo dalla rete per altre azioni e flash mob, Party Rock rimane un evidente caso di ottimo coinvolgimento e reclutamento dalla rete.

Successivamente all’evento, in sole 72 ore, il video ufficiale online ha contato 18.300 visualizzazioni spontanee (che oggi sono quasi 67.000). La community di Flash Mob Milano è molto partecipata e sentita. Negli ultimi mesi ha avuto una crescita concreta esponenziale, con persone che ci seguono attivamente e con grande interesse, lasciandosi trascinare nei nuovi progetti che li vedono protagonisti e coinvolgendo con piacere amici e conoscenti.

Fra tutti i social che gestiamo, riteniamo che i canali legati a Flash Mob Milano siano fra quelli più sentiti in termini di coinvolgimento e di interazione, sui quali è davvero possibile contare per spostare centinaia di persone dall’online all’offline.[/blockquote]

Giovanna Gallo

Giovanna Gallo è una Social Media Strategist, Digital PR e blogger freelance. Calabrese di nascita, vive e lavora a Torino da 4 anni. Specializzata in Giornalismo ed editoria, sul si occupa di attualità, costume e tv; collabora da 2 anni e mezzo con il settimanale Mondadori Tustyle. Su Twitter dice le cose migliori (seguila @gioska23) ma anche sul blog non scherza (www.giovannagallo.it) e ogni tanto dice cose serie (guest post su vari portali moda, beauty, Social Media Marketing e lifestyle).

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