Facebook sfida Google: nasce il “Social search”

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Questa volta Mark Zuckerberg è sicuro di aver avuto l’idea che rilancerà la sua creatura dopo i non entusiastici risultati in Borsa.

Si chiama Graph Search ed è un sistema che permetterà agli utenti di Facebook di ricercare informazioni, tra i miliardi di dati, immagini e video che sono caricati ogni giorno sul social network. A differenza delle ricerche open web, consentirà di consultare solo i contenuti condivisi con l’utente.

Il progetto è stato illustrato nei dettagli dallo stesso cofondatore e amministratore delegato di Facebook nella location di Palo Alto in California.

Come funziona?

L’utente userà il motore un po’ come avviene per Google oggi: inserirà le parole chiave all’interno del riquadro e visualizzerà una pagina con l’elenco dei risultati di cui ha bisogno. Per esempio, l’utente potrà chiedere quali sono le persone che amano andare in bici, quali sono le foto che hanno più “like”, quanti dei suoi amici hanno già provato un nuovo ristorante. Ma la gamma di domande possibili è pressoché infinita.

Nel caso in cui Graph Search non dia risposta, arriverà in aiuto Bing, il motore di ricerca di proprietà della Microsoft, che proverà a colmare le lacune del sistema. «Non c’è alcun pericolo per la privacy» dichiara Zuckerberg, che ha evidenziato come il motore presenti solo le informazioni che gli utenti hanno consentito di mostrare ai loro amici e conoscenti. Ma c’è da scommettere che non mancheranno critiche su questo fronte.

Nonostante la marea di opportunità che Graph Search potrebbe rappresentare per gli inserzionisti, tiepida appare per ora l’accoglienza del mercato. Dopo l’annuncio i titoli del social network hanno perso lo 0,90% , e sono scesi a 30,71 dollari.

Ciò detto è chiara la strategia di Facebook che con Graph Search punta a diventare una sorta di Google, imitando su scala social il modello del celeberrimo motore di ricerca. Non è un caso che per la sua realizzazione, Zuckerberg si sia servito di due ex impiegati di Google: Tom Stocky e Lars Rasmussen, padre, tra l’altro, di Google Maps.

Per ora il sistema è in versione beta ed è disponibile solo in lingua inglese. Ma può essere visionato, collegandosi al link www.facebook.com/graphsearch

 Redazione

(fonte foto utente flickr Robert Scoble)

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