L’ascesa di Guglielmo Scilla: dalla cameretta a youtube

0
4178

Una videocamera, qualche parrucca, un mix perfetto di ironia e normalità. Così un 23enne romano diventa un piccolo fenomeno del Web. E la sua stanza disordinata si trasforma in un palcoscenico sul mondo

Alla periferia di Roma, nel 2008, un 21enne simpatico e con il viso da bimbo comincia a mettere su YouTube qualche video.

Sua madre, avvocato, è separata dal marito da anni. Il ragazzo vive con lei e i suoi tre fratelli in una palazzina popolare. Si chiama Guglielmo Scilla e sin da bambino ha coltivato una passione sfrenata per i travestimenti e le parrucche.

Ho sempre desiderato essere altri, oltre a me. Il mio sogno è fare l’attore

dice ancora adesso Gu, come lo chiamano tutti.

Ed è proprio per questa ragione che prende una piccola videocamera digitale e comincia a fare qualche filmato, aiutato dai fratelli e dagli amici.

Un po’ di trucco, capelli finti, voce in falsetto, tipizzazione giovanile e soprattutto una manciata di trovate geniali: la sua cameretta, piena di oggetti, colori, letti a castello e rigorosamente disordinata diventa improvvisamente un palcoscenico sul mondo.

Anzi, è il mondo che entra a casa di Willwoosh, il nickname che Gu sceglie per cominciare, e che resta incollato al suo vertiginoso successo in Rete.

Vita quotidiana, pensieri in libertà, umorismo

Parodie di situazioni e fiction, sfottò sulla quotidianità giovanile, poi più avanti pensieri in libertà sulle relazioni umane, paradossi e manie internettiane, sfoghi generazionali in salsa umoristica: Guglielmo trova una formula personale per piacere a tutti.

Innanzitutto diventa un sex symbol tra le ragazze che girano in Rete: le proposte oscene tra i commenti ai video piovono come se lui fosse una donna e le sue giovani fan gli dedicano una pagina su Facebook intitolata “Desiderio malsano di sbattersi violentemente Guglielmo Scilla”.

Inoltre Gu ha pensate originali e tempi comici perfetti, perciò piace anche ai maschi, che lo invidiano ma non lo detestano proprio perché ne riconoscono bravura e simpatia.

sa dosare la presenza: i suoi video sono una cinquantina, postati in poco meno di tre anni perciò, anche se nei più recenti il ragazzo è decisamente più consapevole di prima della sua avvenenza e del suo charme, e ha adottato un look più fighetto e meno infantile, non raggiunge mai vette di sovraesposizione che lo rendano antipatico.

Risultato:

Più di 30 milioni di clic sui video e 150mila iscritti ai canali YouTube.

Proporzioni da record, in Italia, eguagliate o superate da pochissimi altri canali di persone singole che propongono contenuti originali. Ci sono gli scherzi di Lamentecontorta, il makeup di Clio, le lezioni di arabo di Maha, le gag di Cane Secco.

Fatto sta che nel 2009 qualcuno si accorge di Guglielmo e gli arriva una proposta per il cinema: Una canzone per te, di Herbert Simone Paragnani, che esce l’anno scorso e lo vede nel ruolo del ragazzo sfigato.

Sfuma in extremis il provino per una fiction tv, declinata un’offerta televisiva musicale, Willwoosh torna a concentrarsi sulla Rete e stringe i rapporti con alcuni altri protagonisti di YouTube, e comincia l’avventura di Freaks, la prima fiction in sette puntate girata professionalmente e gratuitamente per il Web.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Volevamo sognare con una storia simile a quelle che vanno all’estero, e regalarla al pubblico della Rete – dice Gu. È una produzione zero budget, girata con molte idee, due macchine fotografiche e tanto impegno.

Ad aiutarci nel marketing è stata poi la creative farm milanese Showreel Branded Entertainment, una realtà che considerava bellissimo il prodotto, i cui titolari un giorno mi piazzano una domanda a bruciapelo: ti piacerebbe fare radio? Io dico: non ci ho mai pensato, non sono capace, balbetto. E loro: benissimo.[/blockquote]

Dal Web a Radio Deejay

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Così mi sono ritrovato a parlare con Linus a Radio Deejay. Una chiacchierata, un provino e dall’inizio di maggio eccomi in onda con A tu per Gu, uno spazio in cui parto da un tema, mi avvalgo di storie mie, di cose prese dal Web, rispondo alle persone.

Incredibile, una libertà pazzesca e una fiducia enorme. Linus mi ha detto che per vedere se nuoto mi deve buttare nel mare. E così ha fatto. Panico il primo giorno. Troppo controllo il secondo. Poi ho cominciato a divertirmi.[/blockquote]

Guglielmo viaggia in treno tra Roma e Milano, usa ancora la macchina della madre, guadagna qualcosa dalle sponsorizzazioni di Google, ha il suo stipendio dalla radio («È strano poter guadagnare e non sentire il lavoro») soprattutto ha una carriera molto promettente di fronte a sé.

Bellezza e talento a parte, il suo segreto sembra essere la normalità.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Non esiste un modo per fare le cose, o almeno io non lo so, per fortuna. Altrimenti penserei che mi sia tutto dovuto. Io so soltanto che mi piace scrivere e recitare.

Se comincio a fare progetti mi pianto, perciò guardo quello che succede e aspetto. Certo, la Rete mi ha insegnato a non fingere, a essere come sono. E a non demordere: ci vuole pazienza per vedere i risultati. E mi ha anche insegnato a non tirarmela. Il fattore determinante, per me, è la fortuna.[/blockquote]

Sarà, ma di certo numero di clic e fortuna non sono tutto: la 13enne Rebecca Black su YouTube ha più di 135 milioni di visualizzazioni per il suo clip musicale Friday, però è la peggior cantante della storia: a diventare famosa è stata la sua comicità.

La fiction sul Web

In tre giorni ha ricevuto 100mila clic e migliaia di commenti. Pubblicata su YouTube, la prima serie a puntate per il Web, Freaks, realizzata da Guglielmo Scilla e i suoi amici (Matteo Bruno, Claudio Di Biagio, Giampaolo Speziale), ha fatto boom dalla prima puntata, con oltre 400mila cliccate ottenute nel giro di due settimane.

Il nostro è un esperimento fatto in casa: se fossimo una band sarebbe una demo fatta con i nostri risparmi

spiegano loro, che hanno però ricevuto supporto dalla creative farm Show Reel.

Grazie a YouTube non abbiamo dovuto convincere nessuno a credere in questo progetto. Unendo i nostri diversi interessi – per la regia, la musica, la recitazione – abbiamo costruito un gruppo in cui ognuno può sfruttare il proprio talento

commentano i quattro in modo corale. Non è ancora prevista la lunghezza della serie, né è stata decisa una scadenza di trasmissione, ma la voglia di trasformare quella che per ora sembra solo un’avventura in un lavoro a tutto tondo c’è già. INFO: www.freakstheseries.com

L’esperto

«Su Internet tutti possono farcela»

Il Web 2.0 ha permesso di democratizzare le forme espressive. Crei un format a costo zero, lo lanci e vedi come va. Liberi la tua creatività e tra te e il tuo prodotto non ci sono altri decisori.

Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei new media a Urbino, è un attento osservatore dei fenomeni della Rete.

È il potere della condivisione?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Sì. Willwoosh è un caso eclatante di questa nuova modalità espressiva. Sfrutta la condivisione, una dinamica che la tv e i mass media tradizionali non hanno.

Per decretare il successo di un programma televisivo, infatti, occorre che un grande numero di persone abbia nello stesso momento il televisore acceso sullo stesso canale. Sul Web, invece, il video è sempre attuale, resta nel tempo, moltiplica i suoi contatti, non ha bisogno di una platea simultanea.[/blockquote]

La diffusione dei sistemi digitali di ripresa ed editing low cost hanno reso tutti autori, registi e interpreti?

[blockquote align=”center” variation=”teal”]La normalità, la noia, la mediocrità, sono diventati nuovi modi di guardare. E anche nuove mentalità.

Posso restare ore davanti a un pc per vedere se un cerbiatto passa davanti a una webcam nel bosco, tollerando la bruttezza delle immagini, ma al cinema o in tv pretendo che sia tutto perfetto.

Sono due linguaggi diversi e conviventi in quest’epoca. Il lessico “alto” del cinema ha i suoi luoghi specifici, come il multisala ipermoderno o la saletta d’essai per intenditori. Poi però, questa dimensione eccezionale diventa quotidiana, grazie al lessico graffiante del video girato con pochi mezzi, ottimo per i contenitori domestici.[/blockquote]

Come si fa a ottenere successo sfruttando questa nuova estetica?

Bisogna individuare i punti in cui i due mondi, quello alto e quello basso, si toccano.

Succede in due casi. Dall’alto verso il basso, quando le grandi produzioni utilizzano il “brutto” come estetica particolare, esattamente come il bianco e nero, per sfizio. Dal basso verso l’alto, invece l’eccezionalità dev’essere sempre riconosciuta, perciò un Willwoosh diventa tale se il suo numero di clic riconosce il suo talento e se qualcuno dall’esterno lo certifica dandogli delle possibilità.

Per tutti gli altri l’aspirazione può essere la microcelebrità. Mi spiego meglio:

parafrasando Andy Warhol si potrebbe dire che “tutte le persone in futuro saranno famose non per 15 minuti, ma per altre 15 persone”.

[blockquote align=”center” variation=”teal”]Sta nascendo una classe media digitale che guadagna il giusto attraverso la propria rete di veri sostenitori, come recita la teoria dei mille fan autentici di Kevin Kelly, mente della rivista Wired.

Ogni artista “non esplosivo”, online, media con il proprio pubblico, si vende alle proprie conoscenze, diventa un cantante o un attore su misura per la propria personalissima community. Niente successo internazionale, ma uno stipendio sì, e attraverso la Rete.[/blockquote]

 

Alessandro Calderoni, Millionaire 6/2011

Print Friendly, PDF & Email