Prestiamoci ottiene un round di 2 milioni di euro e spiega come ottenere un prestito online

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Due milioni di euro per Prestiamoci. La startup del social lending, prestito tra privati online, chiude un aumento di capitale grazie a Innogest Sgr, Banca Sella Holding S.p.A. e Club Italia Investimenti 2.

Ma cos’è il social lending e come fare a richiedere un prestito online? Lo abbiamo chiesto a Daniele Loro, presidente della piattaforma che ha raccolto prestiti per 2,9 milioni di euro.

Che cos’è il social lending?

Un prestito di denaro tra privati. L’operazione non avviene di persona, ma con l’intermediazione di un operatore, che mette a disposizione la piattaforma online per far incontrare domanda e offerta, controlla la solvibilità dei richiedenti e si occupa di erogare il prestito e riscuotere i crediti.

Quali sono i motivi per cui è possibile chiedere prestiti?

Non esistono limitazioni, dall’acquisto di un’auto alle ristrutturazioni edilizie fino alle spese sanitarie. Per quanto riguarda le imprese, al momento si finanziano più singole iniziative (ristrutturazione di un laboratorio, apertura di un sito per ecommerce) che il lancio di un’attività ex novo. Il fenomeno è dovuto anche all’entità dei prestiti erogati: «Prestiamoci concede fino a 25milaeuro. Nei nostri piani c’è anche l’accoglimento di domande con finalità commerciale o puramente imprenditoriale».

Perché un privato dovrebbe chiedere denaro al Web anziché a una banca?

«Perché i tassi di interesse sono inferiori a quelli delle banche, che in genere applicano il 12,5%. I tassi di Prestiamoci vanno dal 3,90% al 14,01%. Inoltre abbiamo creato sette classi di restituzione e siamo molto attenti a personalizzare la situazione di ogni richiedente, per fissare volta per volta il tassodi interesse più adeguato».

Perché il social lending propone tassi più vantaggiosi?

Perché l’attività degli operatori è svolta attraverso il Web, eliminando così i costi di filiali su strada e di agenti che invece aggravano il conto economico di società finanziarie tradizionali. Inoltre gli operatori non rischiano denaro in prima persona e possono quindi chiedere percentuali inferiori per il servizio, perché non devono tutelarsi da eventuali perdite.

Daniele Loro, presidente di Prestiamoci

Quali le garanzie per chi presta denaro?

«Il denaro concesso – da un minimo di 1.500 euro – viene ripartito su più richiedenti in quote di 50 euro, così da diversificare quanto più possibile il rischio: abbiamo in programma di abbassare la quota a 25 euro. L’utente ha due possibilità: nella prima, si affida alla piattaforma per ottenere il rendimento grazie a un processo automatico. Oppure, nella seconda, può scegliere in autonomia le richieste di prestito da finanziare, così come sono presentate sul sito. Online i nomi di prestatori e richiedenti sono protetti da nickname, e chi presta ha la possibilità di attivare dei filtri per età, sesso…».

In quanto tempo va restituita la somma ricevuta?

«Da un minimo di 12 a un massimo di 36 mesi. La durata media è di 18-20 mesi, si parte dal mese successivo all’erogazione e le rate sono fisse».

Tempi per un prestito

«Chi fa la richiesta deve presentare una documentazione sui propri dati anagrafici autenticata dal Comune, perché in questa fase il rischio è quello di furto di identità. Viene poi richiesto un estratto conto bancario recente e la busta paga. Noi eseguiamo poi delle verifiche, presso gli istituti di credito e con il datore di lavoro. In genere, in un massimo di 2 settimane».

 Cifre in prestito?

«Prestiamoci concede da un minimo di 2mila 500 euro a un massimo di 25mila euro: la media è di 5.300 Euro».

INFO: https://www.prestiamoci.it/

Redazione

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