Quelli che… cambiano lavoro (e vita)

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bici elettriche ekletta
Massimo Corea, fondatore di Ekletta - Foto di Alberto Bevilacqua

Li chiamano saltatori, ma con lo sport c’entrano poco. Sono i job hopper. Cambiano lavoro e vita. In America gli Under 30 hanno già cambiato lavoro 7 volte.

Saltano spesso, ma non frequentano per forza una palestra. Saltano per lavoro. Da un’azienda all’altra, alla ricerca di nuovi stimoli, nuove soddisfazioni economiche, nuovi sentieri da esplorare, nuove imprese da accendere. Fenomeno job hopping, che richiama l’azione del saltellare. Secondo una ricerca di Deloitte, il 43% dei lavoratori ha intenzione di cambiare lavoro entro due anni. La fotografia è stata scattata intervistando 10mila persone nate tra 1983 e il 1994 in 36 Paesi del mondo. Negli Stati Uniti, per il Bureau of Labor Statistics, questa mobilità coinvolge soprattutto gli Under 30, che hanno già cambiato una media di 7 datori di lavoro rispetto ai 12 raggiunti dai baby boomer nel triplo del tempo. Ecco perché alcuni analisti segnalano come il decennio appena iniziato potrebbe moltiplicare il fenomeno.

UN COLPO DI PEDALE

Intanto tra i wwworkers si annidano questi professionisti che hanno deciso di ripensare il lavoro e in fondo la vita stessa. È il caso di Massimo Corea (nella foto in alto), 50enne nato a Catanzaro, ma da una vita a Bologna. Sotto le Due Torri Massimo si è laureato in Ingegneria meccanica e parallelamente all’università ha iniziato a lavorare. «Col tempo ho ricoperto tanti ruoli, poi a 43 anni la svolta» ricorda Massimo, che oggi guida un’impresa che realizza bici elettriche. Si chiama Ekletta ed è navigabile su Ekletta.it. «Ho deciso di mettermi in proprio e di fare impresa, inizialmente da solo, poi ho trovato quattro investitori italiani Il futuro è la pedalata elettrica. Oggi uno scooter in città viaggia in media a 25 km orari. Ed è proprio la velocità massima di una e-bike». L’azienda conta una quindicina di collaboratori, tra cui 10 agenti, vendendo tra 600 e 1.000 bici elettriche all’anno. Presenza forte in Italia e negli ultimi mesi apertura in Spagna, Svizzera, Croazia e Austria.

ABBIGLIAMENTO ECOSOSTENIBILE
rifòAnche Niccolò Cipriani, 28enne nato a Firenze e oggi di base a Prato, ha vissuto già tante vite in una. In tasca una laurea in Università Bocconi e poi un anno tra Cina e India per un programma di scambio con le Nazioni Unite. Oggi a Prato ha messo in piedi Rifò, impresa che propone linee di maglie e accessori in cashmere e lana prodotte con tessuti rigenerati, con un processo di lavorazione che riduce del 77% l’uso di energia, del 90% quello di acqua e prodotti chimici, del 95% le emissioni di CO2 e del 100% l’utilizzo di coloranti. Su Rifo-lab.com è possibile acquistare: oggi scelgono questa moda da filiera sostenibile clienti che arrivano per il 60% dal mercato estero, soprattutto da Germania, Francia, Belgio, Svizzera.

IL RISTORANTE STELLATO TECNOLOGICO

edoardo trottaDai numeri del fisco a quelli vincenti della tavola. Edoardo Trotta, 48enne ristoratore napoletano, ha un passato immerso nelle dichiarazioni dei redditi, ma da 15 anni la ristorazione è diventata la sua professione. Il suo ristorante si chiama Palazzo Petrucci e si è collocato al primo posto tra 356 ristoranti stellati nostrani. «La nostra idea di accoglienza parte dal contatto anche online, quando il cliente effettua una prenotazione con lo smartphone. Abbiamo da subito lavorato con fornelli e computer. Siamo automatizzati al 100% e oggi le tre sale sono collegate. Così i clienti prenotano tramite Skype, Facebook Messenger o WhatsApp». Esperienze di gusto dal vivo, ma anche online su Palazzopetrucci.it. «Essere il miglior ristorante stellato digitale ci ha dato grande soddisfazione. La tecnologia ci aiuta molto, ma tutto passa da una relazione umana».

 

Tratto da Millionaire di febbraio 2020. 

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