Scocciatori social: come riconoscerli e difendersi

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Sono ovunque e sanno tutto di te e quello che non sanno te lo chiedono insistentemente: benvenuti nel mondo del social-scocciatore. Ecco un profilo per riconoscerlo e consigli per sfuggire al suo assalto virtuale.

Sui social è naturale sbilanciarsi ed esporsi, raccontando la propria vita tramite foto, status, tweet. D’altronde il loro scopo è di fare comunità, mettere in contatto, creare network tra persone affini per interessi e anche sublimare il proprio ego grazie all’apprezzamento degli altri utenti.

Provate a immaginare Facebook senza una timeline ricca di “X si trovava qui: Panettiere da Gino” o “Sono pronta per il matrimonio di mia cugina a Pinerolo” con annesse foto al ciuffo e al tacco: una noia mortale, inframmezzata qua e là solo dagli aggiornamenti di geek super-tech e innamorati dalla condivisione facile (gatti, cupcake e citazioni dei Baci Perugina).

Insomma, i social network hanno senso solo se gli utenti si espongono: sono qui, vado là, tra poco sarò laggiù, mi sposo con Tizio, ho lasciato Caio, avrò un bambino a gennaio. Chi sa dosare bene questa ingente mole di informazioni, che costruiscono la vita quotidiana di ognuno di noi, in teoria non ha problemi.

Il profilo del seccatore social

A ognuno di noi, però, sarà capitato almeno una volta nella sua social vita di essere tampinato da un seccatore seriale, di quelli che più sanno e più vogliono sapere, di quelli che: “Oggi vai lì? Ci sono anche io!” o “Non vai più? Neanche io! Ma vediamoci per un aperitivo!”.

Il seccatore social confonde tweet scambiati più per gentilezza che per reale interesse per  una vera, inossidabile amicizia del cuore. Ogni giorno manda il suo buongiorno virtuale ai suoi best-friends e poi comincia a lavorarli sui fianchi in privato: Skype, WhatsApp (se si è stati così ingenui da dargli il numero di cellulare), messaggi privati di Facebook.

Lo scocciatore social vuole sapere tutto di voi ad ogni costo e non lesina mai commenti su qualsiasi cosa postiate. Non vi conosce se non superficialmente ma ci tiene a darvi la sua opinione su tutto: cosa mangiate, quello che fate, chi vedete. Due secondi dopo aver pubblicato un tweet o una foto, potete star certi che la prima notifica a spuntare fuori sarà per merito suo.

Di solito la combo più letale è quella che unisce il profilo del social-scocciatore a quello del simpatico a tutti i costi, perché vi tedierà con le sue battute ironiche (crede lui), simpatiche (crede lui) e sempre pronte (purtroppo).

Al social-scocciatore non basta godersi questa amicizia online: ci tiene a vivere ogni vostro momento libero insieme, come bravi amici. Per questo, se mai vi salterà in mente di fare check-in su Foursquare proprio in un locale accanto a casa sua (accertatevi prima di non essere nelle sue vicinanze, se siete fortunati non vivete nella stessa città), scatenerete le sue ire perché non vi è saltato in mente di invitarlo al pranzo di lavoro/famiglia/piacere per cui vi trovate nel suo raggio d’azione.

Le sue ire si paleseranno sotto forma di terribile notifica sotto la foto di Instagram (“E io?”), commenti lagnosi sotto lo status di Facebook (“Certo che potevi anche dirmi che eri qui!”) e addirittura feedback lì, dove nessuno ha mai osato: l’eventuale check-in su Foursquare (solo il social-scocciatore commenta i check-in su Foursquare).

Le strategie per evitarli

Togliervelo di torno non sarà facile: ignorarlo un paio di volte vi verrà quasi naturale, ma alla centocinquantesima richiesta di organizzare un aperitivo con figli, amici e parenti per passare “dall’online all’offline” dovrete decidere se essere cattivi e mettergli davanti la dura verità (“Hai rotto, non siamo amici, stai al tuo posto”) o minimizzare la sua ingombrante presenza continuando a far finta di niente, finché, per niente soddisfatto,  ritirerà la sua offerta di amicizia per offrirla a qualcun altro.

Il problema però sta a monte: se evitassimo di vivere la nostra vita anche sui social network, esponendoci in modo a volte anche rischioso – si parla di social scocciatori in  modo leggero, ma le situazioni possono diventare serie – potremmo evitare di essere presi di mira da certi personaggi? La colpa è nostra che ci divertiamo a rendere partecipi della nostra vista amici e contatti di cui ci importa qualcosa, o di chi non sa stare al suo posto?

La risposta è già in questa domanda: lo scocciatore, da che mondo è mondo, infesta luoghi di lavoro e famiglie. Se il mondo dei social è una piazza virtuale, ecco che il seccatore arriva anche lì, con la sua carica di inutili richieste.

Per tutte le situazioni vale la stessa regola: ignorare sì, ma ferire? Sareste davvero capaci di trattare male pubblicamente un mezzo schizoide che è convinto di essere vostro fratello, vi seguirebbe ovunque, si intromette in questioni che non lo riguardano, si ingelosisce se scegliete un altro piuttosto che lui per le uscite, si auto-inviterebbe a casa vostra una sera sì e l’altra pure e non capisce quando è il momento di smetterla?

Se vi aspettavate una chiusa buonista per questo articolo, vi sbagliavate di grosso: lo sanno tutti che vampiri, zombie, megalomani e scocciatori social devono essere scacciati con ogni arma possibile.

A volte un secco tweet “Nonromperenonvogliouscirecontenonsiamoamici”, con hashtag emblematici quali #basta #aiuto #hairotto va dritto alla meta. No?

Giovanna Gallo

Giovanna Gallo è una Social Media Strategist, Digital PR e blogger freelance. Calabrese di nascita, vive e lavora a Torino da 4 anni. Specializzata in Giornalismo ed editoria, sul si occupa di attualità, costume e tv; collabora da 2 anni e mezzo con il settimanale Mondadori Tustyle. Su Twitter dice le cose migliori (seguila @gioska23) ma anche sul blog non scherza (www.giovannagallo.it) e ogni tanto dice cose serie (guest post su vari portali moda, beauty, Social Media Marketing e lifestyle).

 

(Fonte immagini: ssoosay e Chris2d)

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