Screenshot: come e quando si possono utilizzare

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5 consigli dell’avvocato Federica De Stefani, esperta di diritto della Rete e privacy, per affrontare un argomento delicato e spesso sottovalutato.

Screenshottiamo tutto. In fondo basta poco, e cristallizziamo ciò che visualizziamo sullo schermo con un semplice clic. A seguire, poi, questi screenshot vengono pubblicati online con la stessa facilità con la quale sono realizzati. Ma si può fare lo screenshot di una conversazione? Ve lo siete mai chiesti? Ed è possibile pubblicarla sui social network? Non esiste una risposta corretta in assoluto, bisogna analizzare diversi aspetti per poter stabilire se la pubblicazione sia lecita o meno. Andiamo con ordine.

1. LO SCREENSHOT DI PER SÉ NON È VIETATO

Chi ritiene che gli screenshot siano vietati perché illeciti cade in errore. Non esiste, infatti, alcuna norma che proibisca di cristallizzare in un’immagine una schermata, che si tratti del cellulare o del pc poco importa. Bisogna quindi indagare oltre e verificare quali siano gli elementi che fanno diventare lo screenshot illecito.

2. IL CONTENUTO

Se lo screenshot si riferisce a una conversazione privata, si possono verificare diverse ipotesi. Bisogna infatti tenere presente che una conversazione in una chat privata, per esempio su Messenger o WhatsApp, viene equiparata dalla giurisprudenza alla corrispondenza e, pertanto, è coperta dal segreto epistolare. Ciò significa che nell’ipotesi in cui venga realizzato lo screenshot della conversazione e questa venga resa pubblica con una condivisione su un social network, si commetterà una violazione per il mancato rispetto della segretezza. In questo caso l’illiceità è dovuta all’utilizzo che viene fatto dello screenshot.

3. IL CONSENSO

Diversa, invece, l’ipotesi in cui la pubblicazione avvenga con il consenso espresso del soggetto che ha preso parte alla conversazione. In questo caso, l’autorizzazione che viene rilasciata dal soggetto coinvolto rende lecita la pubblicazione, anche se sarebbe opportuno che il consenso venisse raccolto per iscritto (basta anche un semplice messaggio via WhatsApp) e per quella specifica pubblicazione, indicando quindi in maniera precisa il luogo della condivisione stessa. Non c’è alcuna norma che lo imponga, ma ai fini probatori è evidente che una simile “procedura” renda più facile la dimostrazione di non aver agito illecitamente.

4. OSCURAMENTO DEI DATI

In certi casi si crede che basti coprire il nome del soggetto per poter pubblicare lo screenshot di una conversazione, perché così facendo la conversazione è diventata “anonima”. Niente di più sbagliato, perché oscurare il nome non sempre è sufficiente per rendere anonima la conversazione. Bisogna infatti considerare che per rendere anonimo un contenuto è necessario fare in modo che lo stesso non possa essere ricondotto a una persona specifica e identificabile. Quindi la presenza, per esempio, di elementi come la foto profilo o dati contenuti nella conversazione che siano riferibili a una persona ben identificabile, impediscono di fatto che la stessa conversazione possa dirsi “anonima”.

5. LO SCOPO DELLA PUBBLICAZIONE

Molto spesso pubblicare lo screenshot di una conversazione, equivale a una denuncia pubblica per il discredito che si crea nei confronti della persona coinvolta. Anche in questo caso bisogna fare alcune precisazioni. La pubblicazione di una conversazione privata non sempre è possibile e non sempre è lecita, quindi non può essere interpretata come un’arma per vendicarsi di una (eventuale) ingiustizia subita, in quanto il rischio di passare dalla ragione al torto è molto alto. D’altro lato, lo screenshot non può nemmeno essere considerato come uno strumento per denunciare fatti dei quali si ritiene di essere “vittime”, posto che i social network non sono luoghi per far valere i propri diritti.

In conclusione, prima di pubblicare uno screenshoot, è bene valutare attentamente tutti gli elementi, perché è molto facile esporsi a conseguenze giuridiche anche serie.

di Federica De Stefani

 

Tratto da Millionaire di maggio 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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