Vendi con una storia: ecco i segreti dello storytelling

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Realizza un prodotto, comunicane i punti di forza e spiega perché è migliore degli altri. Ecco le basi del marketing: giusto? Sbagliato! O meglio, giusto, ma non basta più: con il moltiplicarsi dei canali di comunicazione (si pensi solo ai social network) un’azienda deve faticare di più per emergere e avere successo.

Da oggi si può, grazie allo storytelling.

Lo storytelling è un’innovativa tecnica di marketing che inserisce brand e prodotti all’interno di una vera e propria storia, una narrazione fatta di emozioni e valori più che di prodotti, per creare empatia tra un’azienda e i suoi clienti.

Si pensi alla Mulino Bianco: le più recenti campagne aziendali lanciano un’idea di famiglia e di valori relazionali, piuttosto che comunicare semplicemente la bontà di un biscotto o una merendina.

Si tratta di una tecnica che ha delle basi ben precise e non tutti possono improvvisarsi nel settore: molte aziende hanno già cominciato a rivolgersi ai laureati in Lettere e filosofia, per usufruire delle loro competenze narrative.

Lo storytelling è l’arte di incollare le persone a un testo, costringerle a non abbandonarlo, a scoprire come va a finire. Magari lasciando un collegamento implicito a un servizio o a un prodotto. La base è saper raccontare», spiega Cristiano Carriero, copywriter esperto in social media.

Altro esperto dell’argomento è Andrea Fontana, un vero e proprio docente di Storytelling e narrazione d’impresa, all’università di Pavia.

Per avvicinare il marketing alla narrazione bisogna dare vita a un mondo di valori, temi e soluzioni in cui il mio pubblico si riconosce. E vuol dire anche non limitarsi a descrivere il marchio o il prodotto, ma porli all’interno di una trama che coinvolge il pubblico, lo fa sentire protagonista e lo invoglia a entrare nella mia storia, che alla fine è anche la sua» spiega.

Grazie a questa tecnica, l’azienda è in grado di «promuovere meglio un marchio, un prodotto/servizio o anche una persona. Ovviamente, nel momento in cui ho costruito un racconto accattivante e avvincente poi il racconto diventa vendita e valore aggiunto».

Ma quali sono le regole di una buona storia?

Inutile dire che non c’è un canovaccio preciso, ma possiamo tratteggiare degli elementi di base.

Per Carrero, sono pochi ma essenziali gli ingredienti di un racconto ben costruito: un bell’incipit, un eroe, un cattivo, una caduta e una risalita. Una conclusione memorabile.

Fontana aggiunge l’elemento del “conflitto”:

Ogni storia ha un protagonista che lotta per qualche cosa, affronta dei problemi e se riesce a superarli ottiene dei risultati (positivi o negativi). Si chiama “schema narrativo canonico”. Posso usarlo su di me, per raccontare meglio la mia storia, ma devo anche usarlo per capire il mio interlocutore, connettermi meglio con lui, creare un legame. Per che cosa sta lottando il mio cliente nella sua vita? Allora io sono l’aiutante per la tua lotta. Il mio prodotto è la spada sacra che serve nella battaglia».

Ogni buon racconto, in definitiva, contiene in sé un elemento virale: «Non bisogna dimenticare che ogni testo deve contenere per il lettore una moneta d’oro, un elemento prezioso da condividere», spiega Carriero.

INFO: http://www.andreafontana.org/

www.questagenzianonhanome.com

 

Vuoi sapere tutto sullo storytelling? Leggi l’inchiesta di Lucia Ingrosso su Millionaire di aprile 2014.

Redazione

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